Romano Mario

architetto
Roma, 15 dicembre 1898 - Roma, 22 giugno 1987

Nel 1937/1941 progetta a Roma con Ernesto Lapadula e Giovanni Guerini, il Palazzo della Civltà Italiana all'EUR. sulla facciata iscrizione su tre righe da un discorso di Mussolini del 2 ottobre 1935: "UN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI / DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI / DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI". Il monumento è arricchito da 28 statue (6 per le facciate verso viale della Civiltà del Lavoro e la scalinata, e 8 nelle altre due facciate), ciascuna di esse allegorica delle virtù del popolo italiano. In senso orario a partire dalla prima a sinistra del fronte su viale della Civiltà del Lavoro figurano le allegorie dell'eroismo, della musica, l'artigianato, il genio politico, l'ordine sociale, il lavoro, l'agricoltura, la filosofia, il commercio, l'industria, l'archeologia, l'astronomia, la storia, il genio inventivo, l'architettura, il diritto, il primato della navigazione, la scultura, la matematica, il genio del teatro, la chimica, la stampa, la medicina, la geografia, la fisica, il genio della poesia, la pittura e il genio militare. Le sculture alte 3,40 metri, poste su basamento, insieme ai Dioscuri completano l'impianto decorativo nella parte scultorea dell'edificio progettato nel 1937 da La Padula, Guerrini e Romano.

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