Franceschi Emilio

scultore
Firenze 19 marzo 1839 - Napoli 2 gennaio 1890

EMILIO FRANCESCHI - Quest'artista è uno dei valorosi campioni delle ultime esposizioni nazionali di Belle Arti. Esordito felicemente alla mostra internazionale di Vienna nel 1873, iniziata la propria fama in quella di Napoli nel 1877 col Parini, l'Opimia e altre opere, la confermò a Torino con Eulalia Cristiana, che vi ebbe tanto successo da meritarsi un premio e l'acquisto per parte del Municipio di quella nobile città, onde collocarla nel Museo civico. A Roma egli non solo mantiene la sua fama, ma l'accresce. -

Il Franceschi è per me un artista a parte. Il suo ingegno è temprato in un modo speciale, egli ha una linea tracciata innanzi a sé e intende percorrerla tutta. Amante del verismo all'estremo, studioso, fino alla meticolosità, della natura, non sa concepire argomenti triviali o da poco, egli ha d'uopo d'ispirarsi ad alti concetti, non eseguisce una statua per dar prova di come sa modellare, ma per esprimere un concetto, per trovar modo di vincere una difficoltà. Mentro ha il gusto del vero, tende al classico; non già a quel classico freddo, compassato che arriva solo a rendere la bellezza intatta la sua purezza, ma ad un classicismo meglio inspirato, che mentre cara la forma si preoccupa del pensiero.

Il Franceschi, che io mi sappia, non ha mai concorso per l'esecuzione di pubblici monumenti, quantunque potesse avere speranza di vincere, sia per originalità di trovata, sia per abilità di esecuzione. Questo fatto, che a prima giunta può parere strano, mentre è a concorso che si danno le opere maggiori, quelle che devono sorgere sulle pubbliche vie e testimoniarvi il valore dell'artista, non mi sorprende per nulla; poiché mi par di aver compreso come il Franceschi non possa lavorare che come la sua mente gli suggerisce, scegliendosi lui gli argomenti e non consentendo che altri glieli imponga.

Un tal fatto si comprende anche meglio sapendo come per questo artista la scultura sia un accessorio, dovendo egli consacrare la maggior parte del suo tempo e delle suo cure alla direzione di un grande stabilimento artistico industriale, in cui egli entrò semplice operaio intagliatore, divenendo poi grado a grado direttore, socio e quindi assoluto proprietario.

Fu Morelli, se non sbaglio, che incoraggiò il Franceschi a fare della scultura. Lo vedea modellar così bene pei suoi intagli, discernere in lei il gusto e il sentimento artistico tanto potente, che lo spinse a consigliargli opera maggiore. Franceschi provò, i suoi primi tentativi riuscirono o così egli è divenuto scultore o dei migliori, trattando il marmo con la stesa facilità con cui tratta il legno.

Alcuni anni fa egli si era innamorato di un soggetto che, non so per quale ragione, non ha proseguito a trattare. Egli ci voleva dare in scultura il Pollice Verso. Ne vidi un bozzetto in corso di lavoro, e mi parre un'opera ardita quanto mai, che sotto la stecca del Franceschi, animata dalla sua forza di pensiero, dovea riuscire stupenda. Vera in quelle donne che si alzavano sa a fare l'atto spietato, una tale vigoria, una tale potenza, che non si sarebbe potuto desiderare migliore. A me sembrava che la scultura avrebbe dato una grande efficacia a quella scena, già tanto meravigliosamente illustrata dalla pittura. Ma un giorno seppi che Franceschi area abbandonato quel soggetto; peggio, che avea distratta l'opera sua. Me ne dispiacque e non ebbi altro conforto che il vedere un'opera originalissima che l'artista andava modellando. Era l'Eulalia Cristiana.

A questa sua statua che gli costò un lavoro lungo, difficile, penoso, l'artista pose un grandissimo amore, che non gli venne meno quando il successo coronò tante fatiche. E questo amore ha creato due altre opere non meno originali, quelle che oggi questo giornale riproduce, che sono fra le più ammirate alla Esposizione di Roma, e delle quali vien parlato nella rubrica delle illustrazioni. G. Arbib (1883)


I suoi studii presso l’Accademia fiorentina di Belle Arti lo condussero a un rapido addestramento nell’intagliare il legno. Chiamato a Napoli nel 1867, vi impiantò una grande officina di mobili e in pari tempo dirigeva la Scuola d’intaglio di Capodimonte. Si dedicò all’arte statuaria con vibrante realismo. La prima opera sua fu “ Menestrello,,, esposta a Vienna nel 1873. Seguirono: “Il Parini,, (1877), “Opimia,, dello stesso anno, nel Palazzo Reale di Capodimonte; “ Ruggero il Normanno ,, nel Palazzo Reale di Napoli. Altre sculture: “Fossor,, (1883), bronzo che trovasi nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Roma; “ Eulalia Cristiana,, (1884).

Nel 1876 presenta all'esposizione della Promotrice di Napoli la scultura Guida in riposo.

Nel 1877 partecipa all'Esposizione Artistica Italiana a Napoli, la scultura in marmo: Opimia.

Nel 1880 partecipa all'Esposizione nazionale di Belle Arti a Torino con la statua: Eulalia Cristiana, l'opera viene acquistata dal Municipio di Torino.

Nel 1883 con le sculture, Fossor (bronzo), Ad Bestias (gesso), partecipa a Roma, alla Esposizione di Belle Arti MDCCCLXXXIII.

Nel 1884, L’Illustrazione Popolare, di Milano, edita dai Fratelli Treves, pubblica la sua statua in marmo: Eulalia cristiana, acquistata dal Municipio di Torino.


Bibliografia:

1877 - Guida in riposo, statua in bronzo di Emilio Franceschi (disegno del sig. Michetti), L'Illustrazione Italiana, Milano, Treves, I° semestre, n. 14, 8 aprile, pp. 209 ill., 215.

1877 - F. Netti, Esposizione Artistica Italiana a Napoli, ... Scultura moderna, L'Illustrazione Italiana, Milano, Treves, I° semestre, n. 21, 27 maggio, pp. 330/331.

1877 - Esposizione Nazionale di Napoli - Opimia, statua in marmo di Emilio Franceschi (disegno del sig. Montefusco, E. Ballarini inc.), L'Illustrazione Italiana, Milano, Treves, II° semestre, n. 31, 5 agosto, p. 77.

1880 - Esposizione nazionale di Belle Arti a Torino del 1880 - Eulalia Cristiana, statua di Emilio Franceschi, di Napoli, (Barberis inc.), L'Illustrazione Italiana, Milano, Treves, I° semestre, Anno IV, n. 21, 23 maggio, pp. 321 ill., 322.

1880 - Gli artisti premiati all'Esposizione nazionale di Belle Arti a Torino del 1880 - I° scultori (G. Bignami inc.), L'Illustrazione Italiana, Milano, Treves, II° semestre, Anno IV, n. 34, 22 agosto, p. 124 ill.

1883 - G. Arbib. - Emilio Franceschi - G.D. Bartocci Fontana, Fossor, Ad Bestias, Roma. Giornale illustrato della Esposizione di Belle Arti MDCCCLXXXIII. ..., Roma, Perino Editore, pp. 25 ill, 26/27.

1884 - L’Illustrazione Popolare, Milano, Fratelli Treves, Anno XXI, pp. 147, 149

1923 - Arduino Colasanti: Fa Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Poma, Milano-Roma, Bestetti e Tumminelli.

1942 - Alberto Riccoboni: Roma nell’Arte. Fa Scultura nell’Evo Moderno, Roma, Casa Editrice Mediterranea.

1949 - Francesco Sapori: Scultura italiana moderna, Roma, Libreria dello Stato.

1994 - Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani, Dal neoclassico al liberty, seconda edizione, volume primo, Lodi, Il Pomerio, pp. 475/476

2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume I, A-L, Adarte, p. 374

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