Lipreri Mario

pittore scultore
Curtatone (MN), 27 febbraio 1938 - Mantova, 6 febbraio 2010

Mario Lipreri nasce a Curtatone (MN) il 27 febbraio 1938; muore il 6 febbraio 2010.

Frequenta la Scuola Statale d’Arte di Mantova, seguendo i corsi del pittore e disegnatore Giovanni Minuti, approfondendo le tecniche del disegno e dell’acquerello.

La sua vera attività artistica ha inizio negli anni Settanta, con l’esecuzione di paesaggi delicati, intimistici e nature morte con rimandi a Morandi e a Braque. Nel 1980 dal periodo delle nature morte, ancora leggibili figurativamente, si sposta a quello della “ricerca archeologica”, esposte nella sua prima mostra personale alla Galleria Leonardo di Pegognaga nel 1981. Inizia qui il lungo percorso di Lipreri nella ricerca tesa e sottile dell’archè.

Dal 1982 si susseguono importanti personali (a Mantova, Bologna, Pisa, Verona, Milano, Prato, Treviso, Bergamo, Viadana), con letture critiche di R. Margonari, F. Bartoli, M. Corradini, N. Micieli, G. Segato, A. Righetti, e significative presenze in collettive a livello nazionale ed europeo, molte delle quali aderendo al sodalizio artistico costituito dal pittore reggiolese Gianni Baldo.

Nel 2000 prende parte alle rassegne “Arte a Mantova 1950-1999” alla Casa del Mantegna di Mantova e “Il disegno a Mantova 1950-2000” alla Pinacoteca Comunale di Quistello, e nel 2001 alla collettiva “Arte di Mantova e Siracusa”, organizzata nella città siciliana e poi al Museo di Gazoldo degli Ippoliti (MN).


Mostre personali, collettive e rassegne:

1981 - Casalmaggiore (CR), collettiva. Galleria Leonardo, Pegognaga (MN), personale.

1982 - Sabbioneta (MN), collettiva.

1984 “L’uomo e l’acqua”, Mantova, collettiva. Galleria Andreani, Mantova, personale.

1986 - Festival d’Art Contemporain, Clermont-Ferrand, collettiva. Galleria Quartirolo, Bologna, personale.

1987 - Istituto Professionale “Don Mazzolari", Mantova, personale.

1988 - “Natura Fluens", Palazzo Ducale, Sala Piazza Lega Lombarda, Mantova, collettiva. Torre Pentagona, Verona, personale.

1989 - “Natura Fluens”, Palazzo Ducale, Mantova, collettiva. Palazzo del Capitano, Malcesine (VR), personale.

1990 - “Natura Fluens”, Palazzo della Ragione, Mantova, collettiva. Palazzo Ducale, Sala 90, Mantova, collettiva. “Di segno in segno attraverso la Padania...", Galleria Lo Scalone, Mantova, collettiva. "Trasmettendo segnali di libertà", Mostra itinerante: Borgoforte (MN), Revere (MN), Gualtieri (RE), Palazzo Bentivoglio, collettiva. “Per Isabella”, artisti mantovani e ferraresi, Palazzo Ducale, Mantova, collettiva. Casa del Rigoletto, Mantova, patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Mantova, personale. “Mappe della memoria", Teatro Comunale, Medole (MN), collettiva.

1991 - “Mappe della memoria”, Galleria La Torre, Mantova, collettiva. “Disegna&Disegna”, Centro Studi L.A. Muratori, Modena, collettiva. “...e lasciare noi una traccia”, Ex Forte, Borgoforte (MN), collettiva. “Di segno in segno attraverso la Padania", Torre Civica, Medole (MN). “Trasmettendo segnali di libertà”, Sala del Ridotto del Cinema Accorsi, Reggiolo (RE), collettiva. “Etruriarte”, 4° salone d’Arte Contemporanea, Venturina (LI), collettiva. Circolo Artistico Bergamasco, Bergamo, personale. “...e lasciare noi una traccia”, Sala del Ridotto del Cinema Accorsi, Reggiolo (RE), collettiva. Istituto Arti Grafiche “Giorgione", Treviso, personale.

1992 - “La materia e lo spirito", Sala Mercato del Grano, Correggio (E), collettiva. Galleria Arte Europa, Campagnola (RE), collettiva. Galleria d'Arte “La Spirale", Prato (FI), personale. “La materia e lo spirito”, Studio d’Arte Andromeda, Trento, collettiva.

1993 - Galleria “Arte Spazio Dieci", Bologna, personale. Galleria Artemisia, Pisa, personale. “Tra visibile e invisibile”, Sala Gialla, Palazzo Corso, Carpi (MO), collettiva. Galleria “Arte Europa", Tenno (TN), collettiva. "Il Tempo delle Trasformazioni", Scuola media “G. Carducci”, Reggiolo. “Tra visibile e invisibile”, Studio d’arte Andromeda, Trento, collettiva. “Profezie”, Galleria La Nuova Sfera, Milano, collettiva. “Il tempo delle trasformazioni", Perseo centroartivisive, Firenze, collettiva. “Una naturalità segreta e misteriosa”, Arte Europa, Campagnola (RE), personale.

1994 - “Profezie”, Galleria Lo Scalone, Mantova, collettiva. Galleria d’Arte Gnaccarini, Bologna, personale. “Attraversando i tempi e i luoghi”, Galleria Il Rivellino, Ferrara, collettiva. “Forme e colori per la pace”, Sala circoscrizione 11, Trento, collettiva. “Odi Barbare", Arte Fiera, Pordenone, collettiva. Galleria d’Arte La Spirale, Prato (FI), personale. Castello Scaligero, Malcesine (VR), personale. “Archeologia fantastica”, Palazzo Ducale, Sala Novanta, Mantova, personale. “Attraversando i tempi e i luoghi”, Torre Civica, Medole (MN), collettiva. "Per arte e per amicizia, 50 artisti per Gianni Baldo”, Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, collettiva.

1995 - “L’avventura dell’anima”, Galleria Il Rivellino, Ferrara, collettiva. “Sarajevo, il colore della pace”, Salone Mantegnesco, Mantova, collettiva. “L’avventura dell’anima”, Galleria del Castello Scaligero, Malcesine (TN), collettiva. Galleria del Popolo, Mirandola (MO), personale. Fondazione Battaglia, Milano, personale “Artissima”, Lingotto Fiere, Torino, collettiva. Rassegna “Italian Art Team”, Baskiri (Russia), collettiva.

1996 - “UndicixUndici”, Atelier d’arte Ducale, Mantova, collettiva. “Artissima”, Lingotto Fiere, Torino, collettiva. Polveriera Napoleonica, Palmanova (UD), collettiva. Galleria Comunale, Palazzo Municipale, Trieste, collettiva. “In un segno che in un sogno sogna se stesso...”, Galleria del Libraio, Treviso, collettiva. “Archeologia fantastica”, Centro Culturale S. Giorgietto, Verona, personale. “Percorrendo sentieri come spirali”, Galleria La Nuova Sfera, Milano, collettiva.

1997 - Galleria Bertrand Krass, Innsbrüch, collettiva. “Sette Codici per Comunicare”, Galleria d’Arte Radice, Lissone (MI), collettiva. Società Artisti e Patriottica, Milano, personale. Galleria Incontri Scrimin, Bassano del Grappa (VI), personale. Mostra dei libri d’artista, Fiera d’Arte “Art Jonction ‘97”, Nizza. “Dalle Fluttuanti regioni della memoria”, Galleria Il Rivellino, Ferrara, collettiva. “Natura Lacerata”, Atelier degli Artisti, Brescia, collettiva.

1998 - “Lungo viaggio verso la Luce”, Galleria Bedoli, Viadana (MN), personale. Mostra dei libri d’artista, Galleria d’Arte Studio e Oggetto, Milano. Mostra dei libri d’artista, Galleria d’Arte Felini, Lugano. “Lungo Viaggio Verso la Luce”, Atelier Arti Visive “Ducale”, Mantova, personale.

1999 - IIa Biennale “Artisti e ambiente alpino”, Casa degli Artisti, Canale di Tenno (TN). IIa Biennale “Artisti e ambiente alpino”, Palazzo Trentini, Trento. Galleria d’Arte Radice “Il Cerchio dei Mutamenti”, Lissone (MI), collettiva. Mostra dei libri d’artista.Expo Arte, Bari. “Atlante”, Sala ex Filanda, Maniago (PN), collettiva.

2000 - “Il disegno a Mantova 1950/2000”, Pinacoteca di Quistello (MN). “Arte a Mantova 1950/1999”, Casa del Mantegna”, Mantova. Mostra dei libri d’artista, Cité Universitaire Maison de l’Italie, Parigi. “I Libri dell’Arte”, Galleria Libreria Bocca, Milano, collettiva. “I Segni dell’Evento”, Palazzo Comunale, Cremona, collettiva. “Inquietudini d’inizio secolo”, Circolo Arti Figurative, Empoli, collettiva.

2001 - “Arte di Mantova a Siracusa”, Casina Cuti, Siracusa, collettiva. Patrocinio della Provincia di Mantova e della Provincia di Siracusa “Dall’Arno al Mincio”, Scuderie di Palazzo Gonzaga, Volta Mantovana, collettiva. Patrocinio della Provincia di Mantova. "Tracce del vissuto", Perseo Centro Artivisive, Firenze, collettiva. “Arte di Siracusa a Mantova”, Museo d'Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (MN), collettiva.

2002 - “Universo Padano”, Teatro Comunale, Reggiolo (RE), collettiva. “Le suggestioni del tempo”, Galleria Il Rivellino, Ferrara, collettiva. “Universo Padano”, Casa Società Operaia, Bondeno (FE), collettiva. “Interferenze”, Circolo Culturale Pro Desio, Desio (MI), collettiva. "Gli Ipogei Metamorfici", Castello Scaligero, Malcesine (VR), personale.

2003 - Mostra Internazionale d’arte itinerante 30x30, Centro Studi L.A. Muratori, Modena, collettiva. Mostra Internazionale d’arte itinerante 30x30, Galleria Comunale di arte moderna e contemporanea, Piombino (LI), collettiva. “Conservare il tempo 1981-2002”, a cura di Renzo Margonari, MAMU Museo d’Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (MN), personale.

2004 - Ninos, Progetto Roberto “ONLUS”, Palazzo della Gran Guardia, Verona, collettiva.

2005 - 1a Rassegna d’arte contemporanea, Galleria Arianna Sartori, Mantova.

2007 - “Segreti di verità”, La loggia degli Artisti, Camera di Commercio, Mantova, personale. Rassegna internazionale d’arte città di Bozzolo, IIIa Biennale “Preesistenza della figurazione fantastica”, opera acquisita alla raccolta civica “Premio Bozzolo”, Bozzolo.

2008 - “Paleontografie visionarie”, Galleria 2E, Suzzara (MN), personale.

2009 - “7Espressioni7. Magie dell’arte e della vigna”, Villa Mirra, Cavriana, collettiva.

2011 - “Sapore di Vino. 24 artisti a confronto”, catalogo con presentazione di Maria Gabriella Savoia, Galleria Arianna Sartori, Mantova. “Arte a Mantova 2000-2010, persistenze, verifiche e nuove presenze”, a cura di Claudio Cerritelli, Casa del Mantegna, Mantova.

2013 - “Mario Lipreri”, Galleria d’Arte Spazio 6, Verona, personale. “Mario Lipreri interfaccia col futuro”, catalogo con presentazione di Renzo Margonari, Galleria Arianna Sartori, Mantova, personale.

2014 - “Mario Lipreri”, Palazzo dei Capitani, Malcesine (VR), personale. “Cento anni di arte mantovana dal secolo breve ai nostri giorni”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (MN).

2015 - “MantovainArte2015”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (MN).

2016 - “Antologica di Mario Lipreri”, Museo Diocesano F. Gonzaga, Mantova. “50anni d’Arte in Lombardia”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (MN).

2017 - “Mario Lipreri. Sculture e dipinti”, Galleria Arianna Sartori, Mantova, personale.

2023 - “L'immaginario interiore di Mario Lipreri", Galleria Arianna Sartori, Mantova, personale.


Di Lui hanno scritto:

Giorgio Tomaso Bagni, Francesco Bartoli, Franco Batacchi, Renata Casarin, Mario Cattafesta, Claudio Cerritelli, Mauro Corradini, Beatrice Fonte, Renzo Francescotti, Alfredo Gianolio, Werther Gorni, Benvenuto Guerra, Lino Lazzari, Renzo Margonari, Veronica, Mesaroli, Nicola Micieli, Carlo Milic, Dino Pasquali, Franco Pone, Franco Riccomini, Alessandro Righetti, Maria Gabriella Savoia, Giorgio Segato.


Bibliografia:

1994 - Mario Lipreri. Testo di Nicola Micieli, moografia, Mantova, pp.nn.

1996 - In un segno che in sogno sogna se stesso..., catalogo mostra itinerante, a cura Circolo Culturale Lacques Maritain, Palmanova e Trieste, pp. 18/19.

2000 - La Galleria Linea 70 di Verona - Non Capovolgere Arte Contemporanea, Mantova, Non Capovolgere n. 14, p. 34.

2002 - Adalberto - Arianna Sartori, Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico, Volume IV, pp. 1611/1621.

2003 - Marco Lipreri, Conservare il tempo, a cura di Renzo Margonari, testi di Roberto Pedrazzoli e Renzo Margonari, catalogo mostra, Museo d'Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (MN), pp. 56.

2007 - Rassegna Internazionale d'Arte Città di Bozzolo - III Biennale "Don Primo Mazzolari", a cura di Renzo Margonari, Bozzolo, pp.nn.

2008 - Mario Lipreri. Pittore, presentazione di Renzo Margonari, catalogo mostra, Suzzara, 2E Arte Contemporanea, pp.nn.

2009 - 7espressioni7 dal figurativo all'informale, catalogo mostra, Cavriana (MN), Villa Mirra, pp.nn.

2012 - Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, p. 230.

2013 - “Mario Lipreri. Interfaccia col futuro”, catalogo con presentazione di Renzo Margonari, Galleria Arianna Sartori, Mantova, pp.nn.

2014 - Cento anni di arte mantovana dal secolo breve ai nostri giorni, a cura di Arianna Sartori, presentazione di Stefano Bosi, catalogo mostra, Castel d'Ario, Casa Museo Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. nn.

2014 - Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea 2015, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, p. 100.

2015 - MantovainArte2015. 1° regesto artistico mantovano, a cura di Arianna Sartori, presentazione di Maria Gabriella Savoia, catalogo mostra, Castel d'Ario, Casa Museo Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. nn.

2016 - 50anni d’Arte in Lombardia. Primo percorso, a cura di Arianna Sartori, presentazione di Maria Gabriella Savoia, catalogo mostra, Castel d'Ario, Casa Museo Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. nn.

2017 - Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea 2018, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, p. 129.


Giudizi critici:

Mario Lipreri: interfaccia col futuro

(…) Dico di un artista instancabile nell’indagare i meandri delle sensazioni primordiali e della loro configurazione naturalistica della memoria profonda. Simile osservazione non limita, bensì esalta l’arte di Mario Lipreri, in ultimo anche scultore, che ha coltivato al massimo la capacità di rappresentare e interpretare artigianalmente con i mezzi tradizionali e caparbietà accademista la realtà del pensiero, trasformando il vero oggettivo in sogno, la giustezza geometrica del progetto concettuale in sensualità immaginaria.

È assai probabile che l’arte seguendo gli sviluppi scientifici com’è sempre avvenuto, si stia avviando verso un proprio evo tecnologico. In questo processo si ravvivano le menti resistenti di chi non accetta mutazioni repentine senza aver prima formulato una ricognizione materiale del pensiero e dei mezzi estetici applicati fino a ora. In questi tempi osserviamo il recupero di Pittura e Scultura con le loro specifiche determinazioni specifiche anche da parte di molti autori giovani. Perciò stiamo assistendo al rinnovarsi di un approccio tradizionale, con parvenze retroattive e anacronistiche, contrario o controcorrente che dir si voglia, come un verismo esasperato e ripensamenti della forma estetica già maturati nell’era rinascimentale. Simile atteggiamento non dev’essere scambiato per antistorico, bensì accolto come una verifica totalizzante, un rendiconto, prima di eseguire un’effettiva connessione alle tecnologie contemporanee. In arte, infatti, come vede chiunque, l’applicazione dei nuovi mezzi elettronici e cibernetici non sta producendo nuove immagini, ma soltanto l’impiego di tecniche espressive inedite. Non si crea una nuova realtà virtuale ma una versione traslata della realtà materiale. E’ necessario, dunque, ormai, distinguere nettamente la rappresentazione della verità oggettiva da quella virtuale senza che l’una possa considerarsi più attuale dell’altra, affinché gli artisti possano definire i propri percorsi futuri.

Con i suoi dipinti, Mario Lipreri si è posto come a metà percorso attraversando un ponte. È ben piazzato, dunque, per operare la connessione tra l’Alto Medioevo e l’era elettronica. Finalmente ci accorgiamo che le sue meditazioni e i silenzi erano preveggenti. Tra le varie letture delle sue immagini, infatti, posso aggiungere che il labirintico brulicare di sedimenti realistici accanto a forme sconosciute di pura invenzione, può essere visto anche come l’intricato labirinto di particelle elettroniche conduttrici che ricevono e trasmettono impulsi tra loro seguendo tracciati di navigazione megatronica. Dapprima egli crea un impianto formale strutturale a sostegno di un’infinità di piccoli segni che s’interrompono e si riconnettono, si scontrano e si collegano. Emergono, così immagini di oggetti esistenti accanto a quelle che immaginiamo di scorgere nell’elaborata materia pittorica finemente tessuta, un groviglio intricatissimo di connessioni tra un segno e l’altro, tra un colore e l’altro. Nelle varie occasioni in cui ho commentato l’arte di Lipreri ho fornito letture e interpretazioni seguendo d’istinto la suggestione geologica mentre l’occhio scopre improbabili fossili e microrganismi pietrificati, calcificati, stratificazioni di sedimenti tellurici o alluvionali, ma oggi posso rileggerle come quelle di un microcircuito prestampato, l’interfaccia seriale di un calcolatore elettronico, la vista contemporanea di più pellicole sovrapposte, impressionate contemporaneamente. Simili possibilità interpretative seguono al fatto che si esamina una pittura ricca, proveniente da un’immaginazione anche armoniosamente ossessiva. L’artista ne sembra posseduto e perso nel piacere esplorativo dell’immagine che si autoproduce e prolifera moltiplicandosi e approfondendosi. E’ come se Lipreri usasse un microcopio per esaminare una macro formazione: riducendone le dimensioni, può osservarne una parte maggiore di quella che entrerebbe nell’obiettivo, individuando ogni dettaglio.

È convinzione comune ~condivisibile ma indimostrabile- che gli artisti e i poeti possiedano facoltà medianiche e possano, involontariamente o inconsapevolmente, tramite la pura intuizione, preconoscere e predire situazioni passate rimaste occulte perfino alla scienza, e pure futuri sviluppi della cognizione tecnologica e biologica. Ciò accade, però, solo quando l’artista è capace di perdersi in quello stato di piena astrazione chiamata “fantasia” che consente di proiettare la mente e il corpo “dentro” l’immagine concepita nel suo progetto, conseguente a molti anni di ricerca, di pratica e annosa verifica. Mario Lipreri, con le sue tomografie telluriche, con la sua micro gestualità segnica da miniaturista, ha realizzato ogni volta e in ogni opera questo stato di vigile incoscienza così prossima all’automatismo surrealista, seguendo il proprio percorso spirituale come un rabdomante segue l’impulso nel cercare una vena d’acqua. Simile abbandono l’ha condotto a un immaginario che appare autoproliferante, autocreativo e continuo (la forma viva nasce dalla forma morta, il movimento consegue alla stasi, originando un ciclo perpetuo, come accade in natura). Ciò che chiamiamo realtà tangibile è originata da una vibrazione submolecolare, in un cero senso è realtà virtuale Tra la realtà virtuale e quella oggettiva, ricordiamocene, l’artista può individuarne una terza: la verità del sentimento che incontra l’idea assoluta dello stile espressivo comunicante, la poesia che ci fa umani.

Renzo Margonari (dal catalogo della mostra alla “Galleria Arianna Sartori” di Mantova, 2013)


Paleontografie visionarie
(…) Le piccole sculture ricavate da legni percorsi dalle larve, con meandri che seguono le venature marcite nel fiume, legni sgretolati e corrosi, ricavandone I’impronta, pilotando una sorta di risarcimento della forma che viene restituita, però, con alterazioni visionarie mediante aggiunte e correzioni, superfetazioni improbabili di muschi e aderenze saprofite. Questo non è più scavare nell’immaginario ma, al contrario, costruire l’oggetto immaginato, renderlo “vero”. La maggior parte dei piccoli bronzi, più che a stalattiti, somigliano a guglie gotiche corrose e disciolte da chissà quali turbini atmosferici, oppure mozziconi di tronchi morti, come si vedono a volte emergere dalle acque paludose, lentamente divorate da organismi silofagi, aggredite da lumache incastonate tra i meandri delle venature, mimetizzate tra le muffe e i muschi. Si legge un’insistente minuzia che modella linee ascendenti.
Dal punto di vista estetico - ciò vale anche come generica valutazione della sua pittura - simile idea nel ricavare la materia accuratamente modellandola, controllandone la più minuta fenomenologia, se superficialmente si rifà all’Informale, più precisamente, credo, rimanda alle forme ottenute da Max Ernst con le sue sperimentazioni nei dipinti degli anni Quaranta (penso soprattutto al famoso capolavoro L’Europa dopo la pioggia), evocando sensazioni che inequivocabilmente incalzano I’immaginario di Lipreri, benché - credo - non vi faccia deliberato riferimento.
Tra queste piccole sculture si distinguono bene forme-femmina e forme-maschio, ma per stavolta lascio I’indagine allo psicanalista: vi accenno solo per denotare quanto simili opere abbiano a che vedere con i percorsi del surrealismo junghiano. Dopotutto è più aderente all’analisi estetica considerare che rappresentano l’oggettivazione nata dal desiderio di poter “toccare con mano” le forme immaginate, avverando le visioni già descritte pittoricamente.
Nell’un campo e nell’altro, il meccanismo dell’invenzione risale a procedure surrealiste adottate per liberare energie fantastiche senza nome, insondabili. In questo caso, credo di non essere lontano dal vero valutando che le opere plastiche di Lipreri non nascano per assecondare una pulsione da scultore quanto dal desiderio di poter dare un corpo fisico alla propria visione.
Renzo Margonari (dal catalogo della mostra alla “Galleria 2E Arte Contemporanea” di Suzzara, 2008)


L’immaginario interiore di Mario Lipreri

Partito da una pittura di tipo figurativo (quando eseguiva paesaggi delicati, intimistici e nature morte), decide di abbandonarla abbastanza presto già dall’inizio degli anni ottanta; Mario Lipreri ha per tutta la vita portato avanti una sua personalissima ricerca pittorica che lo ha portato a raggiungere alti livelli qualitativi.
Per anni lo abbiamo seguito, anche incuriositi, da questa metodica davvero originale di esecuzione, che lo vedeva riempire gradualmente la tela in una stesura astratta di miriadi di sottili pennellate, segni e colori alla ricerca definita archeologica di un risultato certamente non figurativo quanto piuttosto d’impatto cromatico.
Questo ci era parso nei primi quadri che uscivano dal suo studio, cui venivano assegnati significati diversi anche dai numerosi critici che si erano interessati al suo lavoro tra i quali Mauro Corradini, Giorgio Segato, Alessandro Righetti e Nicola Micieli e dal coinvolgimento dell’amico Gianni Baldo organizzatore di tante esposizioni e rassegne.
Con il tempo queste opere si staccavano sempre più dalla figurazione di archeologie o in senso lato di fossili, nel tentativo di comporre nelle forme ritrovate ipotesi di macro strutture cellulari osservate a microscopio.
Mario Lipreri era un uomo riservato, all’apparenza timido che difficilmente parlava della sua pittura, della quale poco discuteva con gli amici pittori che lavoravano con altri intenti, ma alla quale pensava in continuazione perché voleva accedere al suo immaginario interiore tramite le specifiche tecniche della pittura ad olio utilizzando un linguaggio estremamente personale che fosse riconoscibile ed esclusivamente suo.
Una ricerca di rielaborazione e riequilibrio, attraverso l’applicazione della luce e il movimento molto controllati, per l’ottenimento di risultati sì trasformati ma capaci di dare un nuovo modo di vedere e di sentire.
Chiari e scuri, luce nella forma e tenebre nella materia erano per lui ma lo sono tutt’ora, valori inscindibili che interagiscono per leggi evolutive ed è il colore nel gesto e nel movimento che corrisponde alla luce dell’intelligenza.
Nei suoi dipinti, le emozioni, gli impulsi, i sentimenti sono i risultati che derivano dall’osservazione della sua pittura, che chiaramente richiede tempo per il tentativo dell’occhio di voler “leggere” a tutti i costi e voler “capire” quasi che questo potesse aggiungere bellezza ai dipinti molto spesso realizzati con colori terragni. Sprazzi di luce nel denso del colore rivelano una ricerca accanita di modalità per attivare processi di trasformazione e rigenerazione interiore.
Ne sono nate opere piene di elementi che si avvicinano al nostro conosciuto, che non voglio definire figurativo, ma che grazie a rimandi portano il pensiero a entità concrete; azzardo se dico pittura barocca per quel suo abbondare nel segno e nella concentrazione dei suoi colori e nel netto contrasto che evidenziava tra le luci e le ombre, e pittura surreale per quel cercare una realtà superiore, irrazionale, di apparizioni o di sogni, sicuramente Lipreri non voleva creare un’opera di forma compiuta, piuttosto lasciarsi andare alla magia del colore nel contesto della composizione guidato dalla forza della sua ricerca.
Maria Gabriella Savoia, (Mensile "ARCHIVIO", N. 9 novembre 2023, Mantova, Arianna Sartori Editore)

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