Ciardi Guglielmo

pittore
Venezia, 13 settembre 1842 - Venezia, 5 ottobre 1917

Con Guglielmo Ciardi è venuto a mancare alla ricca scuola dei pittori veneti un caro e geniale maestro — maestro nel vero senso della parola — ché egli fece ben presto del suo studio una vera scuola, crescendovi all'arte innanzi tutti i suoi figliuoli Beppe ed Emma, arrivati poi a condividere col padre le gioie e gli onori che la deliziosa arte procura ai più degni. Guglielmo Ciardi nacque a Treviso un settanta anni addietro da onesta famiglia borghese, il cui ideale era di fare di lui un notaio; ma egli aveva nel sangne e nel cervello la febbre e gli spasimi dell’arte, e sui banchi stessi della scuola non diede una passabile attenzione che alla geografia, le pagine dei cui atlanti prestavansi docilmente a lasciarsi acquarellare da lui. La sua inclinazione per la pittura apparve così evidente, che i suoi genitori non ebbero cuore di attraversarla, onde poté andare a Venezia a frequentarvi i corsi accademici, superati i quali andò a Firenze, dove, al contatto di un maestro incomparabile come Telemaco Signorini, e in mezzo ai «macchiaioli», imparò ad essere originale e sincero, e divenne un paesista uso a dipingere con la gaiezza del cuore animato dalla limpida visione del vero. Tale lo rivelarono, fino dai primi, i suoi paesaggi, dove le sincere bellezze della natura sono rese attraverso un soffio di ingenita freschezza, che sempre accompagnò il lavoro di lui, che ebbe per motto: «un buon ombrello bianco e il vero». Nel 1883 il suo quadro Messidoro segnò il suo successo rivelatore; premi a Milano, a Berlino, a Venezia, ed ingresso ufficiale del quadro nei saloni della Galleria nazionale d'arte moderna. Da allora i gioiosi paesaggi di Ciardi furono sempre i più ricercati e i più venduti. Egli godeva ancora oggi le gioie del geniale lavoro, rese più gustose nel vedersi intorno due emuli altrettanto fortunati e meritevoli, come il suo Beppe e la sua Emma — onde egli veramente sopravvive nelle operanti e senzienti creature sue, oltre che in quei ridentissimi suoi quadri ricordanti le caratteristiche campagne del Sile, le bellezze — oggi sconvolte dai cannoni e bombarde — dell'altipianojdi Asiago e le lagune della sua Venezia tanto amata. (1917 - Il pittore Guglielmo Ciardi (necrologio), L'Illustrazione Italiana, n. 41, 14 ottobre, p. 327 ill.)

A Berlino nel 1886 trionfò il suo Messidoro, che comparve l'anno dopo al Mostra artistica di Venezia insieme ai quadri bellissimi: Venezia, Nubi di Primavera, Laguna di Chioggia, Alpi dolomitiche, Il Torrente, Val di Primiero, A caccia.

Nel 1895 partecipa alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con due dipinti: Sera (Schilpario, Val di Scalve), Mattino d'autunno.

Nel 1897 partecipa alla II Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 2 dipinti.

Nel 1899 partecipa alla III Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 3 dipinti

Nel 1901 partecipa alla IV Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 4 dipinti

Alla V Esposizione di Venezia del 1903, presenta i dipinti: Temporale, e Il Bucintoro.

Nel 1907 partecipa alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con i dipinti: Torna il sereno, Riflessi immobili, Ottobre d'oro.

È presente alla LXXIX Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma - Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti del 1909, con l'opera Case lagunari.

Nel 1909 partecipa alla VIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con una Mostra Individuale dove vengono esposte 57 opere.

Nel 1910 alla LXXX Esposizione di Belle Arti a Roma, espone il dipinto: Dogana di mare.

Nel 1910 partecipa alla IX Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con i dipinti: Mattino d'estate a Pellestrina. In laguna.

Nel 1912 partecipa alla X Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 4 dipinti

Nel 1914 partecipa alla XI Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 3 dipinti

Dall'8 al 29 aprile del 1917, partecipa all'Esposizione delle Tre Venezie, alla Galleria Pesaro di Milano.

Muore a Venezia il 5 ottobre 1917.

Nel 1920 viene ricordato alla XII Esposizione Internazionale d'Arte in Venezia, con una Mostra retrospettiva, dove vengono esposti 42 dipinti (Sul Sile, ...).

Nel maggio-ottobre 1921 alla 1^ Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli, vengono esposti i dipinti: Vallata alpina, Val di Zoldo.

Nel 1922 alla Prima Internazionale d'Arte a Sanremo, figura con un dipinto di Venezia...

Nel 1932 viene ricordato alla XVIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, (Sala 5 - Trent'anni di d'Arte veneziana) con tre dipinti: Campagna trevigiana, Laguna, Biancheria al sole.



Bibliografia:

1895 - Prima Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, p. 80.

1895 - Esposizione Internazionale di Venezia, Mattino d'autunno, quadro di Guglielmo Ciardi, Milano, L'Illustrazione Italiana, n. 32, 11 agosto, p. 93 ill.

1903 - Vittorio Pica, L'Arte Mondiale alla Quinta Esposizione di Venezia, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, p. 170.

1907 - VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, p. 99.

1907 - Settima Esposizione Internazionale d'Arte in Venezia, Fascicolo Primo, Pubblicazione dell'Illustrazione Italiana, p. 6.

1908 - Eugenio Vitelli, L'Arte alla VII Biennale di Venezia, Torino, Soc. Tip. Editrice Nazionale, p. 60.

1909 - Luigi Serra, La Mostra di belle Arti a Roma, Natura ed Arte, edita a Milano da Vallardi, n. 16, 20 luglio, p. 259.

1909 - VIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, pp. 104/109, (testo di Attilio Centelli).

1910 - Arturo Lancellotti, La LXXX Esposizione di Belle Arti a Roma, Natura ed Arte, Milano, Vallardi, N. 11 - 5 maggio, pp. 721 ill., 722, 723.

1910 - Guido Marangoni, Note critiche sulla Esposizione Internazionale di Venezia, Natura ed Arte, Milano, Vallardi, N. 19 - 2 settembre, p. 438.

1910 - IX Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, pp. 115, 118.

1917 - Il pittore Guglielmo Ciardi (necrologio), L'Illustrazione Italiana, n. 41, 14 ottobre, p. 327 ill.

1920 - Raffaele Calzini, XII Esposizione Internazionale d'Arte in Venezia, Milano, L'Illustrazione Italiana, n. 25, 20 giugno, p. 709 ill.

1921 - 1^ Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli, catalogo mostra, Napoli, maggio-ottobre, p. 88.

1922 - La Prima Internazionale d'Arte a Sanremo, La Cultura Moderna - Natura ed Arte, Milano, Vallardi, n. 5 maggio, p. 283.

1930 - Nino Barbantini. La Galleria Internazionale d’Arte Moderna. XVII Esposizione Venezia, 1930 VIII° 4 maggio - 4 novembre, Fascicolo di Aprile della Rivista Le Tre Venezie, anno VI°, N° 4, p. 48.

1931 - La Collezione Chiesa alla Galleria Scopinich di Milano, L'Illustrazione Italiana, II° semestre, Milano, Treves, p. 871 ill.

1932 - XVIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, p. 42.

1932 - XVIII Esposizione Internazionale d'Arte - Venezia, 1932 X° 28 aprile 28 ottobre, Fascicolo di Maggio della Rivista Le Tre Venezie, anno VIII°, N° 5, p. 260.

1955 - Guglielmo Ciardi, Arte Figurativa Antica e Moderna, Milano, n. 2 mar.-apr., p. 33.

1996 - La Biennale di Venezia. Le Esposizioni Internazionali d’Arte 1895-1995, Venezia, Electa, pp. 363.