ZELATI GIOVANNI
Nasce a Bigarello (MN) nel 1913, fratello di Bruno e Lucia.
Dopo tredici anni di permanenza in Africa, nel 1946 ritorna a Mantova, senza lavoro, ottimo disegnatore, inizia a lavorare nel campo pubblicitario. Nel 1955 si reca a Milano per imparare l’attuazione della stampa serigrafica.
Nel 1956 stampa in cento copie un volumetto intitolato “Ricordo di Mantova”, nel quale sono riprodotte in serigrafia ventisei vedute, da lui disegnate, dei più importanti monumenti cittadini. Per compiere questo lavoro ha impiegato oltre settecento ore.
Muore a Modena il 26 febbraio 1973.
Giudizi critici:
Oltre la sua attività di serigrafo e disegnatore va ricordato che aveva un'innata attitudine per la caricatura, ma di questa non pensò di farne mestiere o un mezzo per trarne profitti: essa rappresentò per lui, in due particolari momenti della sua vita qualcosa che doveva servire soltanto se stesso e le persone che in un modo o nell'altro gli erano più intimamente vicine. E ciò spiega come da ragazzino ce la mettesse tutta a riempire vecchie agende in disuso per divertire la sorella Lucia verso cui nutrì un tenerissimo affetto. Il secondo periodo che gli suggerì addirittura una specie di diario illustrato di caricature fu durante la sua prigionia nel Kenia, sei lunghi anni che trascorse con tanti altri giovani relegati nel Campo di Prigionieri di Guerra N. 352, con quei compagni fraternizzò e per se stesso e per loro illustrò la vita del P.O.W. (Prisoner of War) col suo senso umoristico nel quale le banalità di retoriche velleità nazionalistiche sparivano per esprimere sorridendo e scherzando sentimenti umani.
Quel suo umorismo piacque agli inglesi che amministravano quel Campo e furono proprio essi che vollero acquistare gli albums.
Quella produzione può darsi che non sia andata dispersa e sono in corso ricerche per rintracciare i possessori di quei documenti umani e irripetibili e che riguardano sotto un punto di vista psicologico e morale, un momento di storia sfortunata di troppi giovani di quella generazione. Anche se da noi la caricatura è considerata, ingiustamente, una specie di sottoprodotto dell'arte, è certissimo che per Giovanni quei disegni alla buona erano, senza che se ne rendesse conto, un messaggio di pace e di bontà che meriterebbe ritrovare e conoscere. (L. Z.)
…Facemmo quattro chiacchiere e seppi, se ben ricordo, che proveniva da Mantova ove aveva svolto per lungo tempo del lavoro nel campo della litografia e serigrafia.
…E poiché nella sua innata modestia era anche un Uomo sorprendente, un giorno volle farmi omaggio di una sua tela che rappresenta l'interpretazione di un famoso quadro; ora è qui davanti a me a testimonianza delle sue qualità umane ed artistiche insieme. A me, profano d’arte piace, e dico che è decisamente bella, anche se, appunto come profano, il mio giudizio è dovuto al piacere che la tela è riuscita a suscitare.
Giorgio Messori, Ceramica ARPA, Scandiano, RE
Bibliografia:
1956 - Anche la moderna serigrafia ha trovato a Mantova un suo cultore, Gazzetta di Mantova, 24 giugno, p. 5;
1973 - Giorgio Messori, Ricordo di Giovanni Zelati, Gazzetta di Mantova, 26 marzo, p. 3;
1975 - Maria Gabriella Savoia e Adalberto Sartori, a cura di, Dizionario dei Pittori Mantovani, Volume Secondo, Mantova, Sartori Editore. pp. 144, 145.
Bibliografia:
1975 - Dizionario dei Pittori Mantovani, Volume secondo, a cura di
Adalberto Sartori e Maria Gabriella Savoia, Mantova, Adalberto Sartori
Editore, po. 144/145.
2004 - Adalberto Sartori - Arianna Sartori, Artisti a
Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico, volume VI, Sa - Zir, Mantova, Archivio Sartori Editore, p. 3304.