Zautzik Zanghi Egle

pittrice incisore scultrice scrittrice
Napoli, 29 giugno 1915

ZAUTZIK ZANGHI EGLE

Nasce a Napoli il 29 giugno 1915, nella stessa città consegue la maturità artistica e si sposa, nel dicembre 1939, con Raffaele Zanghi.

Si dedica alla pittura, alla scultura ed all'incisione, è pure scrittrice. Dopo un periodo di sosta, dovuto al matrimonio e alla nascita dei suoi tre figli, riprende l'attività artistica, partecipando alle mostre nazionali di Napoli, Roma, Comiso, Milano, Sesto S. Giovanni, Verona e Torino (Quadriennale).

Si trasferisce a Mantova nel 1953, proveniente da Comiso.

Dal 6 al 20 giugno 1954 partecipa alla “Mostra Provinciale degli artisti mantovani aderenti alla CISL”, alla Casa del Mantegna di Mantova; sulla Gazzetta di Mantova, Luciano Cerati scrive: “Nella seconda e terza sala, pitture, sculture e bianco e nero della signora Egle Zanghi Zautzik. Nell’accostamento cromatico delle sue larghe zona, questa pittrice dimostra di saper trovare il valore di gradevoli situazioni psichiche, intime e comunicative ed atteggiamenti in equilibrio efficacemente instabile, resi con estrema semplicità come in Annetta e Risveglio; ma dimostrando di non raggiungere sempre la posizione dei suoi intenti pittorici come in Bimbo in giardino o ne La Balia i cui contrasti, tendenti alla valorizzazione del contenuto, vanno a discapito dell’unità coerente di forma. Molto più significative le incisioni, trattate con segno fertile, forse qua e là frammentato, ma sempre espressivo e sintetico, con il risultato di morbide e riposanti esperienze di intenzioni chiare e aperta sensibilità, soprattutto in Vittorino e La servetta, ma anche ne Gli orfani ed in Siesta.

Nei valori plastici, la signora Zanghi sente in maniera più formale, costruendo le sue testine con solida compostezza senza urgenza di contenuti e con qualche contraddizione.

Ricordiamo come più attinente alla sua personalità Ritratto, al centro della terza sala e Bernadette, testina soffusa di poesia e di mistica astrazione, espone Annetta, Risveglio, Bimbo in giardino, La balia, Vittorino, La servetta, Gli Orfani, Ritratto, Bernadette, Siesta.

Dal 3 al 18 ottobre 1954, in occasione della “Mostra Provinciale degli artisti mantovani” alla Casa del Mantegna di Mantova, partecipa con due opere: Nudo e Figura.

Dal 12 al 26 giugno 1955, interviene alla “IIIa Mostra Sindacale della CISL”, ordinata alla Casa del Mantegna di Mantova, dove presenta tre puntesecche: Bagnanti, Le madri, Attesa, e sette dipinti ad olio: Sosta, Ritratto, Ragazza seduta, Madonna con bimbo, Bambino, Martina, Ragazza.

Nel marzo-aprile 1956 figura alla “Mostra Maestri del disegno italiano”, una importante rassegna di disegni e incisioni tenutasi a Sesto San Giovanni, alla quale presenta l’incisione Studio di donna; dal 16 giugno, è presente alla “Mostra della CISL” al Palazzo della Ragione di Mantova; Verzellesi sulla Gazzetta di Mantova scrive: “Il Prete della Zanghi sta ad indicare il punto più alto di una tensione espressionistica per cui le cose definite con tinte notturnali solcate da fremiti di luce, acquistano una aspetto inquietante”.

Ritorna a Napoli il 9 novembre 1962.


Bibliografia:

1954 - Luciano Cerati, La Mostra d’arte alla Casa del Mantegna, Gazzetta di Mantova, 13 giugno, p. 6;

1954 - Mostra provinciale degli artisti mantovani, catalogo mostra, Mantova, Casa del Mantegna, ottobre;

1955 - III Mostra d’Arte - C.I.S.L., catalogo mostra, Mantova, Casa del Mantegna, giugno;

1955 - G. L. Verzellesi, Gli artisti mantovani hanno rifiutato l’astratto, Gazzetta di Mantova, giugno, p. 5;

1956 - Significativo riconoscimento di un’Artista concittadina, Gazzetta di Mantova, 8 aprile, p. 5;

1956 - G. L. Verzellesi, Pitture, sculture e disegni al Palazzo della Ragione, Gazzetta di Mantova, 24 giugno, p. 6;

1956 - Domenico Maggiore, Supplemento Artisti Viventi d’Italia, Napoli, Edizione Maggiore del Sindacato Nazionale di Arte Pura, pp. 642/644.

2004 - Adalberto Sartori - Arianna Sartori, Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico, volume VI, Sa - Zir, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. 3296/3297.
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