Trivisonno Francesca

pittrice
Pescara

Francesca Trivisonno nasce a Pescara, si forma al locale Liceo Artistico.

Attratta dalla evocazione stilistica di Dalì, inizialmente, segue la passione artistica del pittore catalano.

Saranno i Musei, le Mostre, il Colore, la ricerca a dare forma e carattere alla pittura di Francesca Trivisonno.


Incontra Cristiano Plicato al Museo Giuseppe Scalvini. Gli chiede di seguirla artisticamente. Questo prezioso incontro crea una connessione artistica profonda che permette all’artista di mettere in luce una ricerca astratta in cui la stratificazione cromatica affiori per rivelare un universo emotivo accogliendo la libertà dell’interpretazione.

Nasce un sodalizio artistico e le prime Mostre: Monkey Art – Desio, Mostra personale; Arte da mangiare: 30° Anniversario “mostra sul panettone” – Milano, mostra collettiva; Arte Fiera Padova – Padova, mostra collettiva; IFI BANCA Padova – Padova, mostra collettiva; San Antoni de Calonge (Gerona - Spagna), mostra personale; Museo Giuseppe Scalvini – Desio, mostra collettiva; Galleria Folco – Torino, mostra collettiva.


Nel 2026 tiene la mostra personale “Frammenti” alla Galleria Arianna Sartori a Mantova.


Francesca Trivisonno vive a Lissone (MB).


Nelle sue ultime opere l’artista si afferma con una voce distintiva nell’astrazione, evidenziando una pratica pittorica frutto di una ricerca astratta che celebra un linguaggio visivo e una sensibilità materica che guidano lo spettatore in un’esperienza percettiva profondamente immersiva.



Contatti

Francesca Trivisonno

Cell. 389.1128492

E-mail: francytriviso@gmail.com

Instagram: francyytri77



Giudizi critici

“La pittrice Francesca Trivisonno esplora la tensione tra struttura e spontaneità nelle sue tele astratte. Attraverso pennellate gestuali e stratificazioni cromatiche, costruisce profondità e movimento, creando composizioni che riflettono emozioni fugaci e l’energia del momento.

Le sue opere, sia di piccole che di grandi dimensioni, invitano all’interpretazione, fungendo da specchio per i ricordi e le sensazioni dello spettatore, in un dialogo continuo tra silenzio e intensità, forma e fluidità”.

Davide Motta


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