Di famiglia modesta nel 1875 entra ventenne all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, e vi rimane per tre anni frequentando i corsi di Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi.
Suoi compagni di studio saranno i futuri divisionisti Previati, Longoni, Mentessi, Segantini e Pusterla.
Nel 1882 espone per la prima volta a Brera.
Risale al 1885 la nascita della primogenita Anita, modella prediletta di numerosi disegni e tele.
Tra i temi maggiormente affrontati, in risposta ad una richiesta costante di mercato, prevarranno le nature morte e i ritratti.
Tra il 1891 (anno in cui espone a Brera Muratore) e il 1897, contemporaneamente alla sperimentazione della tecnica divisionista, subentreranno soggetti a sfondo sociale.
Negli anni successivi la predilezione per il paesaggio e le figure femminili tra le sue opere: Ritratto di Anita, Pastorella, Treccia bionda, Affettuosità, rivelerà un sostanziale cambiamento di rotta.
Superate infatti le influenze divisioniste e simboliste, l’attenzione si concentrerà su volti, sguardi e gesti, prevalentemente realizzati a pastello.
Con il dipinto Luce e lavoro, vinse il premio Cassani di 4000 lire. Mentre il dipinto Poesie semplice, viene acquistato dal Re.
Ha restaurato gli affreschi barocchi della Chiesa di S. Antonio a Milano.
Tra le ultime opere realizzate, Nonna Ercolina, il ritratto di Ercolina Rabossi.
Bibliografia:
1917 - U.B. Necrologio, Giovanni Sottocornola, Emporium, Milano, n. 267 marzo, pp. 236/238 ill.