Studiò a Catania e si perfezionò più tardi a Firenze e a Napoli; dal 1875 visse a Roma.
- (1894) - Più volte I’Illustrazione Italiana ha riprodotto quadri di Giuseppe Sciuti, siciliano, che tiene alta la bandiera della pittura storica in Italia. Ricordiamo una delle suo più grandiose composizioni, La Vittoria d'Imera, riprodotta a pag. 8 del I sem. 1891. Citiamo ancora: Le madri della patria, I prigionieri di Castelnuovo dopo la capitolazione e Un episodio del saccheggio di Catania, esposti a Napoli. Una sua ampia tela è Pindaro che esalta un vincitore ai giuochi olimpici: esposta a Milano nella Mostra nazionale, fu acquistata dal Ministero della pubblica istruzione, che ne fece dono all’Accademia di Brera; di poi, per cura degli accademici stessi, mandata all’esposizione universale di Vienna, riportò una medaglia.
Il merito principale dello Sciuti è l’aggruppare e distendere a perdita d’occhio centinaia di figure, senza penuria di spazio, di luce, di aria. Anche nel nuovo suo bel quadro, Una conversazione al primo caffè di Roma, le figuro sono numerose (diciassette), o variamente atteggiate. Siamo nel primo caffè aperto a Roma temporibus illis. Anche in questo, come nei caffè delle commedie del Goldoni, la maldicenza ha già preso l’abbrivo nel gruppo principale, dove, in mezzo alle Eccellenze in parrucca, siedo e impera un pingue prelato, dalle cui labbra (lo si capisce da chi lo ascolta) non sgorgano benevoli racconti. Ai tavoli più vicini siedono giovani signore coi cavalieri serventi; esse già adottano la moda francese.
Il caffè dello Sciuti può fare riscontro alle conversazioni dei patrizi veneziani seduti nei caffè in piazza San Marco a Venezia all’aperto, dipinto del Bertini, che fu esposto alle Esposizioni Riunite o che abbiamo pure riprodotto. (1894 - Una conversazione al primo caffè di Roma (Sec. XVIII), L'Illustrazione Italiana, Milano, Anno XXI - 2° semestre, pp. 333, 335.)
Realizza nel 1895: L'entrata di Ruggero I a Palermo per il sipario del Teatro Massimo di Palermo, è autore anche del sipario del teatro Bellini di Catania che rappresenta il Trionfo dei Catanesi sui Cantabrici.
Dipinge la pala d’altare La Vergine e i fanciulli poveri, per la chiesa di “Sant’Agata la Vetere” a Catania, ed inaugurata il 31 gennaio 1899, le pale d'altare Papa Eugenio IV e il Beato Geremia, e L'elemosina, per la Basilica Maria Santissima dell'Elemosina di Catania, per la quale ha dipinto pure gli affreschi nel 1896 per la volta e la cupola della chiesa stessa.
Bibliografia:
1894 - Una conversazione al primo caffè di Roma (Sec. XVIII), L'Illustrazione Italiana, Milano, Anno XXI - 2° semestre, pp. 333, 335.
1895 - L'entrata di Ruggero I a Palermo - Bozzetto di Giuseppe Sciuti pel sipario del Teatro Massimo di Palermo, Milano, L'Illustrazione Italiana, n. 9, 3 marzo, pp. 129 ill., 143.
1899 - Emilio Del Cerro, Una visita allo studio di Giuseppe Sciuti, Milano, L'Illustrazione Italiana, n. 22, 28 maggio, p. 355/358 ill.
1909 - L'episodio del Vespri Siciliani, Affresco di Giuseppe Sciuti (Villino Durante, Roma), Natura ed Arte, N. 5, 1 febbraio, Milano, Vallardi, p. 351.