Allievo di Santo Varni all'Accademia Ligustica. Nel 1863 vinse la pensione Durazzo, borsa di studio che gli permise di approfondire gli studi a Roma. In seguito professore egli stesso alla Ligustica dal 1879 al 1892.
Per la Basilica di Santa Maria Immacolata di Genova, esegue per il frontone centrale il tondo di: San Paolo.
Per la chiesa di S. Giacomo in Carignano, realiza la grande staua in bronnzo del Redentore colocata sulla facciata, e all'interno la sua bellissima statua di S. Antonio da Padova (altare in capo alla nave sinistra dalui disegnato).
Esegue ol busto del poeta Martin Piaggio lungo ol viale 3 novembre all'Acquasole, e la statua in bronzo della contessa Giuseppina Tollot nel Palazzo Comunale Doria Tursi.
Nel 1910 esegue le decorazioni in bronzo: Lo stemma del Consorzio, i fasci romani, e i due rostri delle navi Lombardia e Piemonte, per la colonna a ricordo dei Mille a Genova, alto 12 metri, (inaugurata il 5 maggio 1910).
Esegue il Monumento a Giuseppe Cesare Abba inaugurato a Villa di Negro Genova nel 1911.
Per il Cimitero monumentale Staglieno di Genova, esegue i monumenti sepolcrali a:
Pavese Agostino e Maria - 1866 (1885? Porticato superiore levante);
Ferraro Giuseppe - 1869;
Marré Grillo Vittoria - 1870;
Montano G.B. - 1873;
Grillo Giuseppina - 1874, Porticato Superiore Levante, N. XXI;
Podestà Bo Pasquale - 1875;
Barbieri Giovanni Battista - 1875, Porticato Superiore ponente, cippo 172;
Semino G.B. - 1878;.
Bozzano Domenico - 1875;
Capurro Angela Maria, Grillo Giuseppina - 1876;
Cassanello Colomba, vedova Bottaro - 1876, Porticato Superiore Ponente, Cippo n° 208;
Casella Carlo - 1877;
Costa Giuseppina Palau - 1878;.
Carrena Ada - 1880, Boschetto irregolare, Cippo 454;
Granara G.B. - 1882, Porticato Superiore Levante. Cippo;
Marré Michele - 1884;
(??) Piaggio Ester ed Erasmo - 1885, Porticato Superiore Levante, Nicchione XX
Carpaneto Giacomo - 1886, Porticato Inferiore Levante, Nicchione CII;
Faveto Luigi - 1888, Porticato Superiore Levante, Cippo n° 440;
Ghilino - 1890;
Croce Luigi - 1891;
Falcone Elisa - 1893, Porticato Inferiore Levante. Cippo n° 1024;
Pastorino Giacomo - 1896;
Scanzi - 1897, Porticato Inferiore, Nicchione LXXXIV;
Borgonovo Giacomo - 1897, Porticato Inferiore Levante, Nicchione XXXIX;
Giazotto Giovanni (Giazotti?) - 1898, Porticato Inferiore Levante, Cippo n° 1367;
Peri Carlo - 1900, Boschetto irregolare; Romanengo Alvigini Emilia - 1900;
Macchiavello Rocco - 1901;
Villa Gianbattista - 1903;
Oviglio Luigi - 1903;
Piccardo Tommaso - 1904;
Della Torre - 1905;
Ferrea Emanuele - 1905;
Lavagnino Michele - 1905;
Villa Antonio - 1905;
Morasso Stanislao - 1906 (1902? - galleria semicircolare);
Cipollina Edoardo - 1907;
Sebastiano Giuseppe - 1908;
Parodi Luigi - 1914;
Bertollo Ferralasco - 1915;
Bertollo Nicola - 1915, Prima Galleria Frontale, Nicchione IV;
Costa Giuseppe; Wuy Calderoni - Porticato Inferiore Levante, Cippo n° 289;
Dapino Adelaide; Dellepiane Cesare; Durazzo Gerolamo; Falcone.
GIOVANNI SCANZI (1840 - 1915) - Fra gli artisti genovesi del secolo XIX che si distinsero nella scultura, va annoverato Giovanni Scanzi. Portato da naturale inclinazione allo studio del disegno, frequentò l’Accademia Ligustica e fu allievo di Santo Varni. Poco più che ventenne, vinse la pensione Durazzo ed a Roma perfezionò i suoi studi artistici.
Prove non dubbie del suo valore diede con due gruppi di figure in plastica, di tutto tondo, raffiguranti il Rapimento di Elena e Bacco che scherza con una capra. Il primo gruppo si compone delle figure di Paride ed Elena in grandezza-naturale, delineate sui tipi delle opere greche, propri al soggetto, per cui lo scultore ebbe campo di dimostrare, in quelle forme del tutto ideali, eccellenti doti nel modellare il nudo. Graziosissimo il secondo gruppo e belle come nel precedente le forme delle figure; vivace e naturale la mossa di Bacco e parimente ardito e vero lo slancio della capra che tenta prendere il grappolo d'uva tenuto in mano dal dio.
Di questi due capolavori Antonio Merli ci dà le fotografie, nel volume «Appendice al sunto storico delle arti del disegno» (Genova, 1866), avvertendo che gli stessi, per deliberazione della Società Promotrice di Belle Arti, furono riprodotti in disegno litografico per essere distribuiti ai Soci.
Lo Scanzi fu poi insegnante nell'Accademia Ligustica dal 1879 al 1892, e socio della insigne Accademia Reale di S. Luca.
Della versatilità del suo ingegno fanno prova i monumenti funebri, a lui dovuti, che adornano la necropoli di Staglieno, e precisamente quelli di Giacomo Borgonovo, Carpaneto, Carrera, Elisa Falcone, Ghilino, Casella e Raggio.
Si deve allo Scanzi la colonna commemorativa della Spedizione dei Mille, situata sull'estrema punta del Ponte dei Mille. Di qui salparono i piroscafi «Lombardo» e «Piemonte», la notte del 5 Maggio 1860. La colonna poggia su granito di Baveno ed ai lati sono scolpiti lo stemma del Consorzio del Porto, una pagina delle memorie scritte dall'Eroe e l'iscrizione: «Hic ubi per tenebras - Lux fidissima emicuit - Romam quae novit - Post fata resurgit». Salgono lungo la colonna fasci romani ed ai lati sporgono rostri; in alto è collocata la stella della libertà. Il monumento fu inaugurato il 5 Maggio 1910, quando l'artefice era già entrato nel settantesimo anno di età.
Esistono in patria, di lui, queste altre opere nel palazzo Pallavicini, di Piazza Fontane Marose, figure ornamentali di un artistico camino in marmo, opera di Annibale Angelini da Perugia. Nella Chiesa dell'Immacolata, di via Assarotti, la statua della Vergine, al sommo della cupola; sulla facciata: statua di S. Giorgio e nell'interno (2° altare a destra) S. Giuseppe, David ed Abramo. Sulla facciata della Chiesa di S. Giacomo di Carignano: grande statua in bronzo del Redentore, dono dell'artista alla sua parrocchia, e nell'interno, l'altare in capo alla nave sinistra da lui disegnato e la statua bellissima di S. Antonio da Padova.
Lungo il Viale 3 Novembre all'Acquasola, busto del poeta Martin Piaggio, opera pregevole e nel palazzo municipale Doria Tursi, statua in bronzo della contessa Giuseppina Tollot, che va annoverata fra i suoi migliori lavori.
L'ultima sua opera fu la riproduzione della Madonna delle Vigne, donata nel 1914 dai pellegrini genovesi al pontefice Benedetto XV.
Lo Scanzi imitò il Vela e fu artista coscienziosissimo.
Con suo testamento olografo 25 dicembre 1914, lasciò amministratrice del suo patrimonio l'Accademia Ligustica disponendo, fra l'altro, che una parte del reddito fosse accumulata ed erogata, ogni quinquennio, per l'esecuzione di opere di scultura in figure, da collocarsi in luoghi pubblici e mai destinate a monumenti sepolcrali. Dispose altresì che il soggetto di dette opere ed il luogo ove collocarle, una volta eseguite, fosse stabilito dal Presidente dell'Accademia, sentito il parere dei professori accademici di merito della Classe di Scultura dell'Accademia stessa. Qualora il concorso non riuscisse, la somma per esso destinata fosse devoluta a beneficio dell'Albergo dei Poveri.
Lo Scanzi, anche in seno al Consiglio Comunale, di cui fu membro autorevole, patrocinò sempre gli interessi dell'arte e degli artisti.
Fu uomo di rara modestia, caritatevole e amatissimo della sua Genova. Nato sulla fine del 1840, mancò ai vivi il 21 aprile dell'anno 1915.
ANTONIO CAPPELLINI (1940 - Antonio Cappellini, Il centenario di tre illustri genovesi, Genova - Rivista
Municipale, anno XX - Num.° 10 ottobre
- A XVIII, p. 23/26 ill..)
Bibliografia
1905 c. - Souvenir de Cimetière de Gênes. (album fotografico).
1910 - Una colonna rostrata in ricordo dei Mille, L'Artista Moderno, Torino, volume IX, n. 12, p. 200.
1910 - Genova: Cimitero di Staglieno. Monumento a Ada Carrena. Natura ed Arte, Milano, Vallardi, anno XIX, N. 23 - 5 novembre, p. 733 ill.
1910 - Genova: Cimitero di Staglieno. Monumento Ghilino. Natura ed Arte, Milano, Vallardi, N. 23 - 5 novembre, p. 735/1 ill.
1911 - L'attualità nell'immagine, Rivista mensile del Touring, Milano, n. 9 settembre, p. 666 ill.
1940 - Antonio Cappellini, Il centenario di tre illustri genovesi, Genova - Rivista
Municipale, anno XX - Num.° 10 ottobre
- A XVIII, p. 23/26 ill..
1994 - Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani, Dal neoclassico al liberty, seconda edizione, volume secondo, Lodi, Il Pomerio, pp. 961/962.
2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume II, M-Z, Adarte, p. 844.