Nel 1939 progetta il Nuovo Edificio Scolastico di Porto Mantovano (Mantova), eseguito dall'Impresa Edile Arturo Bottoli, inaugurato il 28 ottobre XVIII.
Wikipedia - Figlio di Luigi e di Colomba Rita Laugnasco nasce a Roma il
15 dicembre 1898. Il padre avvocato è direttore generale del Fondo di
Beneficenza e Religione del Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti.
Il suicidio del fratello sconvolge l'ancora giovane Mario che rimane
unico sostegno dei genitori, in particolare della madre, rimasta vedova
nel 1942.
Studia architettura a Roma; fra i suoi compagni di corso si
ricordano i nomi di Adalberto Libera, Giuseppe Marletta e Luigi Vietti.
Si laurea nel 1928 con un progetto per una casa d'abitazione con
cinematografo in periferia e, nello stesso anno, si presenta al
Politecnico di Milano per sostenere l'esame di stato.
Nel 1930 sposa a Novara la padovana Maria Caizzi; dal loro matrimonio
non nascono figli.
Dopo l'iscrizione nel maggio del 1932 all'Albo degli
architetti di Roma e del Lazio con il numero 167, inizia la sua attività
professionale partecipando a numerosi concorsi promossi dal regime
fascista. Partecipa al primo concorso bandito dal Sindacato nazionale
degli architetti per le chiese della diocesi di Messina insieme con
Ernesto Lapadula e Morabito. Al loro progetto per la chiesa in località
Castroreale Bagni è asseganto il primo premio. Per quello denominato
Cinque chiese, cui partecipa solo con Lapadula ottiene il primo premio
ex aequo con Mario Ridolfi.
Nel medesimo anno, il Gruppo 5, formato da Romano,
Lapadula, Ridolfi, Cafiero e Rossi, invia al quotidiano "Il Tevere" un
programma progettuale che comprende sette proposte per le nuove
costruzioni sulla via dell"Impero".
Nel concorso per le Preture del 1933, Romano vince il secondo premio con
il progetto per il quartiere Nomentano. Contemporaneamente partecipa
con l'ingegnere Vittorio Albani, al concorso per la nuova sede del
Consiglio provinciale dell'Economia corporativa di Teramo (secondo
premio ex aequo).
Da quell'anno Romano inizia la sua collaborazione con
l'Enapi, alla cui direzione è Guerrini. Espone i suoi soggetti alla V e
VI Triennale di Milano, alla XIX e XXI Biennale di Venezia (1934 e 1938)
e alla Prima Esposizione internazionale dell'artigianato a Berlino
(1938).
Nel biennio 1935-36 progetta con Guerrini la Casa del fascio di Forlì e
collabora all'allestimento della Mostra dell'Istruzione tecnica al
Palazzo dell'Esposizioni di Roma. In quell'occasione Romano incontra
Ernesto Lapadula.
I due giovani architetti si associano allora con Guerrini e
insieme firmano nel 1937 il progetto che vince il concorso nazionale
indetto dall'Ente autonomo dell'Esposizione universale di Roma per il
Palazzo della Civiltà Italiana.
Per la Mostra del Dopolavoro, allestita nel maggio del 1938
a Circo Massimo, Romano realizza con Ernesto Lapadula la Casa
dell'Ospitalià. Nel novembre dell'anno successivo, ancora insieme,
disegnano il Padiglione Minerali vari nella Mostra autarchica del
Minerale italiano. Nel 1940, con il motto S79, il gruppo Guerrini,
Lapadula e Romano partecipa al concorso per la Casa del fascio a Verona;
inoltre, in occasione della Mostra triennale delle Terre italiane
d'olremare a Napoli, Romano affianca Lapadula e Guerrini nell'esecuzione
di vari padiglioni.
In quel periodo Romano è sicuramente associato, come
confermato da una lettere della moglie al collega Guerrini.
Nel decennio 1948-58 Romano va a vivere a Marchirolo in provincia di
Varese, dove stenta a mantenersi. Già nel 1948 Guerrini lo invia a
riprendere la fraterna collaborazione con un progetto di cinque
appartamenti. La proposta lo rende felice perché in quel momento è sul
punto di accettare, a malincuore, un'offerta che gli arriva
dall'Argentina. Alcuni progetti, elencati nel curriculum vitae
presentato al primo concorso biennale per la formazione dell'Albo
nazionale dei progettisti per il programma decennale di alloggi per
lavoratori (1964) appartengono a questo periodo: residenze finanziate
dal programma Unrra-Casas a Pontecorvo (1950) e nel Polesine (1953);
abitazioni, uffici e industrie a Biella, Pollone e Arona; interventi
Incis a Cagliari (1950) e ad Alessandria (1951).
Infine Romano decide di rientrare a Roma; va ad abitare
all'EUR in viale Pasteur, all'ombra di quel palazzo che ha progettato
vent'anni prima e dove, chiamato da Guerrini, rientra per l'allestimento
della Mostra degli Istituti e scuole tecniche agrarie e della Mostra
dell'Agricoltura, in occasione dell'EA53.
Già prima del trasferimento nella Capitale ha ripreso la collaborazione
con lo studio Lapadula, diretto a questo punto da Attilio Lapadula dopo
la partenza di Ernesto per l'Argentina.
Con il gruppo Lapadula, Poggiolini, Agostini e Ceschi,
Romano lavora a diversi progetti Ina Casa: a Marchirolo (1953), a
Gavirate (1957), ad Abbadia San Salvatore (1958), al Quartiere
coordinato di Treviso (1959) e a Ferrandina (1962).
Si occupa anche di alcuni progetti per l'Incis: a Mestre (1950) e in via
della Pisana a Roma (1960); collabora al progetto per la Borgata San
Cesareo a Salerno (1954); ai concorsi per il palazzo della Regione
siciliana (1954, primo premio), per il palazzo della Democrazia
Cristiana all'EUR (1956), alla progettazione dell'edificio per uffici
dell'INA (1959, lotti 501-502) sempre all'EUR.Conclude la sua
collaborazione con lo studio con due progetti di edilizia privata a Roma
(1961), in via Arcione e in via Santa Maria e, con la progettazione di
una clinica di malattie infettive a Padova (1962).
Nel 1959 ha modo di collaborare al concorso-appalto per lo
scalo aeroportuale di Fiumicino e per l'Istituto dei sordomuti a Roma.
Nel 1960 vince il primo premio al concorso per la Biblioteca monumentale
Battle a Montevideo (Uruguay).
Lavora anche per diversi progetti a Fano: una scuola media e un
liceo-ginnasio (ancora con Attilio Lapadula), l'Istituto professionale
marittimo (1960) e il restauro del Palazzo Gabrielli (1962).
Non abbandona mai la collaborazione con l'Enapi; espone oggetti alla IX,
X e XII Triennale di Milano e partecipa nel 1965 alla Mostra di Arte
sacra a Pisa.
Nell'ottobre 1971 si dimette dall'Albo degli architetti. Nel 1976 si sposta ad Arona.
Prima di morire il 22 giugno 1987 decide di distruggere il
suo archivio salvando solo i libri, donati alla biblioteca comunale di Arona - WIKIPEDIA.
Bibliografia:
1939 - Nuovo Edificio Scolastico di Porto Mantovano, Mantova, Mantus, n. 5 set.-ott., pp. 7/8 ill.