Ripari Virgilio

pittore
Bozzolo (MN), 9 ottobre 1843 - Milano, 11 aprile 1902

Virgilio Ripari nasce a Bozzolo (MN) il 9 ottobre 1843, muore a Milano l’11 aprile 1902.
Solo grazie ad un sussidio del sindaco Sig. Andrea Terzi del Comune di Asola, di lire 350, può recarsi all’Accademia di Brera per approfondire gli studi. Allievo del Bertini e del Casnedi, deriva la propria espressione da una superficiale affinità cremoniana e da trame di stesure del colore, a tocchi, alla Mosè Bianchi.
Pittore caratteristico e amato dai contemporanei per l’esasperazione sentimentale del decadente romanticismo (giovani e belle monachine, soggetti familiari, composizioni galanti, anche in costumi rinascimentali, composizioni di fiori, languorosi ritratti e immagini muliebri).
Ancora allievo, partecipa all’Esposizione delle Opere di Belle Arti dell’Accademia di Brera, nel 1864, premiato con una medaglia d’argento.
Nel 1866 prende parte come volontario alla Terza Guerra d’Indipendenza, combatte in Trentino ed è decorato per un atto eroico salvando la vita ad un compagno a Bezzecca.
Nel Palazzo di Brera, 1867, Esposizione delle Opere di Belle Arti, è premiato con medaglia d’argento.
Nel 1871 all’Esposizione delle Opere di Belle Arti nelle Gallerie del Palazzo Nazionale di Brera a Milano presenta Ritratto muliebre a mezza figura.
Nel 1872 alla Seconda Esposizione Nazionale di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano espone Passeggio nel giardino (Il bagno pompeiano) e Le rose.
Nel 1874, all’Esposizione delle Opere di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano, presenta Il fratello prediletto, Dopo il bagno, Ritratto.
Nel 1876, partecipa all’Esposizione delle Opere di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano con Quei fiori per un bacio.
Nel 1878, con i tre dipinti Il corso a Milano, Studio dal vero, Il ritorno dal mercato (Canobbio), prende parte all’Esposizione delle Opere di Belle Arti, Palazzo di Brera a Milano.
Nel 1880, Esposizione dell’Accademia di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano, espone Ritratti (commissione del Sig. V. Grubicj), Ricordo di San Remo, Ritratti (proprietà del Sig. Napo Borghi), Ritratti (proprietà del Sig. Mambroni), In cerca di fortuna.
Nel 1881, Esposizione Nazionale di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano mette in mostra Dalle valli al monte - paese, Al fonte, Amenità, Ritratto di bimbo.
Nel 1882 risiede a Milano in Via Stella, 8.
Nel 1882, all’Esposizione della Regia Accademia di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano, presenta Che bella romanza, Peccato e preghiera; sulla rivista L’Illustrazione Italiana, Luigi Chirtani scrive: “Il Ripari ha esposto due delle sue più briose ed eleganti pagine di scene moderne e di vita signorile. Un bel giovanotto di garbo serra le ultime parallele alla conquista di una bellissima signorina. Stavano studiando una romanza, le parole si prestano alla seduzione, le ripete esclamando: Oh! la bella romanza! e abbraccia la vicina, la recinge, la stringe. Fra poco essa potrà dire ricordando Francesca da Rimini: galeotto fu il canto e chi lo scrisse. Nell’altro quadro un’elegante e bellissima monachella guarda i fiori preparati per la Madonna, interrompe la recita del rosario, e, pensando chissà a chi ed a che, fiuta deliziosamente una rosa Thea gialla: Preghiera e peccato”.
L’Illustrazione Italiana, n. 46, del 12 novembre 1882, gli dedica la prima pagina, riproducendo in xilografia, il suo dipinto Amenità; all’interno la notizia: “Vi diamo in prima pagina un quadro allegro, con un titolo allegro: Amenità. La ricerca del tema, che è la disperazione di tanti pittori e scultori, non imbarazzò mai il giovane artista milanese Virgilio Ripari. Questa volta poi egli ha trovata la sua via dopo una lunga serie di tentativi nei quali, se quasi sempre vi si trova l’ingegno, non sempre si potea dire che fosse bene avviato. Questo quadro, oltre al merito intrinseco, ha l’altro merito di essere uno dei più importanti nella vita di chi l’ha dipinto, benché questi ne possa fare, come ne farà di certo, anche di migliori. L’espressione della grazia signorile che si rivela nell’espressione del viso, nella linea dell’insieme, nel buon gusto del vestire, negli accessori, negli atti, nell’ambiente che circonda le persone di garbo: ecco la tendenza che facea capolino nelle opere anteriori di questo artista, anche quando rappresentava villanelle, pastori, ciocciari e ciocciarielle, e povera gente; ora ha il pieno sviluppo nell’Amenità.… L’eleganza del tocco, la finezza dell’intonazione, un non so che di seducente che forma l’essenza di tutto il dipinto pel tema come pel modo di esporlo, danno a questo quadro, così semplice per il soggetto, un’impronta originale e una specie di fascino che spiega come all’ultima Esposizione Nazionale fosse uno dei più osservati da tutti, dal pubblico profano come dagli artisti”.
All’Esposizione del 1883 della Regia Accademia di Belle Arti nel Palazzo di Brera a Milano espone Buon giorno, I fiori per la sagra, Prima neve, Per l’onomastico della padrona.
Nel 1884, all’Esposizione della Promotrice di Torino espone dipinto Peccato e preghiera.
In occasione dell’inaugurazione della Nuova sede dell’Esposizione di Belle Arti in Milano, 1886, presenta Studio, Venditori di frutta, Pittrici moderne, Peccato e preghiera, Furto innocente, Studio.
L’anno seguente, all’Esposizione Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano espone Lavoro e Momenti felici.
Sempre nel 1887 espone a Venezia le opere: Prima della scuola e Fiori per tutti.
Nel 1888, figura all’Esposizione Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, con Fruttivendola e Tutto pel padrone.
Nel 1891, alla I Esposizione Triennale di Belle Arti a Milano figura con Sorelle spose, Conti sbagliati.
Nel 1893, all’Esposizione Straordinaria Nazionale in occasione del 50° anno di fondazione della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e Internazionale di Acquerello, espone Ultimi fiori e Ricordi.
L’anno seguente figura, alla II Esposizione Triennale di Belle Arti della Regia Accademia di Brera a Milano, presenta Un fiore fra i fiori e Fiori per tutti (Proprietà Sig. Cova).
Nel 1895 all’Esposizione Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano espone il dipinto Tutto sorride.
In occasione della Mostra “La Pittura Lombarda - Secolo XIX”, che si tiene nel 1900, presso la Società per le Belle Arti di Milano, decide di portare i due dipinti: Mese di Maria e Gli orfani.
Lo stesso anno, partecipa alla IV Esposizione Triennale di Belle Arti della Regia Accademia di Brera a Milano con il dipinto La sposa di Cristo.
Muore a Milano l’11 aprile 1902.


Bibliografia:
1976 - Renzo Margonari, Virgilio Ripari uno sconosciuto illustre dell’arte mantovana, Civiltà Mantovana, Quaderno 55-56, pp. 92/103.
1995 - Pittori a confronto, catalogo mostra, Daverio (VA), Galleria Silbernagl, pp. 10, 63.
2003 - Adalberto Sartori, Arianna Sartori, Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX, Dizionario biografico, Volume V, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. 2613/2629.

2019 - Acquerellisti italiani, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. 190, 191.

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