Ebbe a maestro per un anno, nell’Accademia di Belle Arti, Adolfo Wildt; e a guida costante, amorosa, Eugenio Pellini suo padre.
Per la Casa della Mondina di Mortara, progettata da Cesera Perelli ed Eliso Mocchi, scolpisce nel 1939 il bassorilievo dedicato alla "Donna che Lavora".
Dal 1941 è insegnante alla Scuola Superiore degli Artefici, nel Castello Sforzesco di Milano. Qui egli vive ed è sempre vissuto. Ha lavorato per il Duomo e per il palazzo di Giustizia milanese. Ha eseguito tutte le sculture pel Santuario di Santa Rita a Cascia, compresa la “Via Crucis,,, (non ancora ultimata, 1949); codesti lavori sono incominciati nel 1940. Nelle sue figure, ne’ suoi ritratti, rivive la patetica dolcezza della scultura paterna.
Nell’aprile - maggio 1950 partecipa alla VI Mostra Italiana di Arte Sacra per la Casa Cristiana, che si tiene all’Angelicum, di Milano, con la scultura: Crocifissione (rame sbalzato).
Nel 1953 partecipa all'Esposizione Nazionale d'Arte. Biennale di Brera e della Permanente, conLa scultura: Ragazza Lombarda.
Dall’8 ottobre al 10 novembre 1961 figura al IV Concorso Internazionale del Bronzetto, Biennale d’arte triveneta, con la scultura: Dopo il bagno.
Bibliografia:
1949 - Francesco Sapori: Scultura italiana moderna, Roma,
Libreria dello Stato.
1950 - VI Mostra Italiana di Arte Sacra per la Casa Cristiana, catalogo mostra, Milano, Angelicum, aprile - maggio, p. 24.
1951 - Ettore Padovano, Dizionario degli Artisti Contemporanei, Milano, I.T.E., p. 258, 259, 260.
1953 - Esposizione Nazionale d'Arte. Biennale di Brera e della Permanente, catalogo mostra, tav. 65.
1961 - IV Concorso Internazionale del Bronzetto, Biennale d’arte triveneta, catalogo mostra, Padova, p. 27.
1969 - Prima Triennale dell’Incisione, catalogo mostra, Milano, gennaio-febb., p. 71.