Panfilo Di Giacomo nasce a Padova il 15 settembre 1925 ma cresce a Pisa, dove compie i suoi studi universitari in Giurisprudenza.
Giovane trentenne, si stabilisce in pianta stabile a Mantova dove ha vissuto, lavorato come avvocato e artista.
È deceduto il 18 Novembre 2022.
Formatosi come artista in Toscana, si afferma a livello nazionale e internazionale a partire dagli inizi degli anni Settanta, conseguendo premi e riconoscimenti in concorsi e rassegne di prestigio.
Con i pittori Luigi Spelta e Carlo Musoni, nel 1971 fonda a Mantova il circolo culturale “il Caminetto”, volto alla valorizzazione delle arti figurative come pura esigenza dello spirito umano.
Sebbene agli albori la sua attività pittorica sia stata caratterizzata da ricerche paesaggistiche di marca tardo-impressionista, ha presto virato verso uno stile completamente diverso, “più silenzioso e meditato” (Marzio Dall’Acqua), e per molti tratti visionario, ispirandosi a pittori internazionali del Novecento, in particolare Picasso, Migneco e Guttuso, reinterpretati con raffinata e colta sensibilità.
Cuore pulsante dell’ispirazione dell’artista sono i volti e le figure femminili, i mestieri antichi, i fiori e le città, ed in particolare la “sua” Mantova, “allegra, splendente, larga” (Umberto Bonafini).
Panfilo è stato ricordato alla Galleria Arianna Sartori di Mantova nella mostra “Mantova in collettiva 2024/3” nel settembre 2024 e in occasione del centenario della nascita con la mostra retrospettiva “Panfilo – Tra segno e colore: l’Artista negli anni ‘70” nel settembre 2025.
Contatti
Nicoletta Di Giacomo: cell. 338.9202546
E-mail: panfilo.in.mostra@gmail.com
Instagram: pdigiacomoarte
Galleria di riferimento
Galleria Arianna Sartori
Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 Mantova
Tel. 0376.324260
Premi e riconoscimenti:
1971
- Roma; IV classificato coppa artistica e premio acquisto Concorso Internazionale “Oderisi da Gubbio”
- Ostiglia (MN); Segnalato speciale per il concorso nazionale “Fiera di Primavera”
- Montichiari (BS); Segnalato speciale per il concorso nazionale “Treccani degli Alfieri”
- Brescia; II classificato Trofeo d’argento al concorso nazionale “Il Mondo d’Oggi”
1972
- Roma; I classificato alla Biennale internazionale di Roma.
- Brescia; Trofeo d’argento al concorso nazionale “Il Mondo d’Oggi”
- Suzzara (MN); Segnalato a stampa “Premio Suzzara”
- Verona; Selezionato al concorso internazionale “Arena d’Oro”
1973
- Campo di Giove (AQ); Premiato, coppa artistica al concorso nazionale “Campo di Giove”
- Mantova; Medaglia d’oro al concorso nazionale “Miniquadro”
- Brescia; Trofeo d’oro al concorso nazionale “Italia Artistica” con qualificazione di “Pittore dell’Anno” per Mantova
- Chioggia (VE); Premiato con la Gran Targa Lions Club di Chioggia “Premio città di Chioggia”
1974
- Roma; Premiato con “Tetradramma d'oro” del Corriere di Roma, “I protagonisti dell’Arte Contemporanea”.
- Parigi; Diplome d’Honneur al “Salon International etè 1974”
- Brescia; I classificato “Remo d’Oro” al concorso nazionale “Italia Artistica”
1975
- Napoli; III classificato assoluto e medaglia d’oro al concorso internazionale “Quadriennale di Napoli”
- Tirrenia (PI); Medaglia d’argento al concorso nazionale “Il Caminetto d’Oro”
- Milano; VI classificato medaglia d’argento al concorso “53^ Fiera Internazionale di Milano”
- Marina di Pisa (PI); Medaglia d’argento al II Trofeo Nazionale “Il Babalù”
- Corno Giovine (MI); Targa d’argento al “Giro della Lombardia 1975”
- Mantova; Assegnato il “Virgilio d’Oro” per l’arte dalla rivista d’attualità “La Donna Mantovana”
- Quistello (MN); Medaglia d’argento dell’E.P.T. di Mantova per “l’Arte Figurativa Mantovana del XX secolo”
- Mantova; Assegnato il “Premio della Critica 1975” al concorso nazionale “Mossini”
- Tirrenia (PI); Medaglia d’argento e Targa Artistica al “Gran Premio S. Torpé”
- Pisa; Coppa Avanti al II Premio Avanti Ghezzano
- Bagnolo San Vito (MN); Targa Artistica in “Arte Contemporanea Europea”
- Montecatini Terme (PT); III classificato coppa artistica al “Premio Giovanni Marchi – Gran Premio Toscana”
- Ferrara; I classificato al “Premio Alba”
- Pontedera (PI);Medaglia d’argento al “Premio Inter Club”
- Corno Giovine (MI); Medaglia d’Or dell’E.P.T. di Milano al concorso internazionale “Il Pennello d’Oro”
- Tirrenia (PI)/Milano; assegnato il “Gran Collare 1975” dalla casa ditrice d’arte “Il Quadrato” di Milano f.c. al Tennis Club
- Spagna; medaglia d’oro alla mostra itinerante 1975
- Milano; Trofeo f.c. (fuori concorso?) al concorso internazionale “Natale d’Oro”
- Strasburgo; Invitato al “Gran Prix d’Europe”
- Cremona; II classificato medaglia d’oro al premio internazionale “El Cavalet”
1976
- Quistello (MN); Medaglia d’oro quale ordinatore e Padrino della rassegna “L’Arte Mantovana del XX secolo”
- Ferrara; I classificato al concorso nazionale del Miniquadro
- Ostiglia (MN); Assegnato il “Rigoletto d’Oro”
- Bruxelles; invitato alla “IV Biennale Europenne”
- Ferrara; Proposto per il premio “Originalità e validità” (rinunciato)
- Robbio (PV); Medaglia d’Oro membro della giuria del premio nazionale “La Scure d’Oro”
1977
- Lugano/Melide (Svizzera); Proposto premio al “Festival Internazionale Arte-Sport-Cultura” (rinunciato)
- Monaco di Baviera; invitato alla “Berufsverband Bildender Kunstler Museum” della C.E.A.
- Brescia; Trofeo F.C. al concorso Natale
- Londra; invitato al Salone Europeo d’Autunno per il “Queen’s Silver Jubilee di Sua Maestà la Regina Elisabetta II d’Inghilterra”
- Mantova; Galleria “La Gritta”, medaglia d’oro quale Padrino del Premio “Mantua”
- Napoli; invitato al “Gran Premio d’Italia”
- Roma; proposto per il “Burckhardt Campidoglio d’oro 1977” (rinunciato)
- Firenze; prescelto per primo premio Leone D’Oro 1977 (rinunciato)
- Firenze; Galleria d’Arte San Frediano – Trofeo Firenze Arte 1977 (rinunciato)
- Mantova; Premio “Il Sagittario” medaglia d’oro Presidente della giuria
1978
- Firenze; assegnato il Premio Internazionale “Il Marzocco” (rinunciato)
- Roma; Premio “Leonardo da Vinci” (rinunciato)
- Firenze; premio “Giotto” (rinunciato)
- Salsomaggiore (PR); Accademia Italia
- Milano; scelto per il trofeo “Kroton” (rinunciato)
- Roma; Premio “Controcampo Culturale” (rinunciato)
- Firenze; premio Leone D’Oro 1978 (rinunciato)
- Roma; Invitato all’Accademia dei 500 (rinunciato)
- Montecarlo; Prescelto per “Oscar di Montecarlo 1978” (rinunciato)
- Viareggio (LU); Assegnato il I Premio Internazionale “Artisti d’Oggi” (rinunciato)
- Ferrara; Assegnato il “Premio Filippo de Pisis”, Casa Editrice Alba (rinunciato)
- Pontedera – Pisa; Centro Piaggio, medaglia d’oro quale Presidente della giuria della “IX Biennale di Pittura”
- Piacenza; invitato alla rassegna d’art della “Meridiana” – “20 Maestri-20 Giovani”
- Torino; Conferimento del riconoscimento artistico “Europa Contemporanea 78” con medaglia d’oro
- Salsomaggiore (PR); invitato alla “Pinacoteca Internazionale d’Arte Antica e Moderna”
- Vicenza; Invitato alla Pinacoteca d’Arte Moderna e Contemporanea
- Breno (BS); Assegnato il trofeo Botticelli 78” alla Galleria “El Portese” (rinunciato)
- Milano; Assegnato il Grande Trofeo “I Maestri dell’Arte Italiana” (rinunciato)
- Caltanissetta; proposta nomina di membro “honoris causa a vita del “Centro Divulgazione Arte e Vita” (rinunciato)
- Firenze: Conferito il “Trofeo Gigante La Vittoria 1978” per la produzione artistica c/o Galleria Firenze Nord
- Milano; Oscar Italia 1978 per l’arte c/o Galleria “La Bitta” (rinunciato)
- Milano; Trofeo Italia 1978 c/o Hotel Hilton (rinunciato)
1979
- Biella; Nominato accademico di Santa Cruz del Gran Collare d’Oro de “L’Astralismo” (rinunciato)
- Milano; Trofeo “La Madonnina di Milano”, da Lombardia Arte
- Viareggio (LU); Assegnato l’Oscar 1979 per meriti artistici svolti in campo nazionale e internazionale (rinunciato)
- Milano; Attribuzione del “Gran Trofeo L’Arco 1979” dal Centro Internazionale d’arte l’Arco (rinunciato)
- Rimini; Proposto il premio “Zeus Città di Rimini 1979” (rinunciato)
Bibliografia:
1971
- Gazzetta di Mantova del 23/04/1971
- Gazzetta di Mantova del 01/05/1971
- Italia Artistica, settembre 1971 (Elio Marcianò)
- Il Resto del Carlino del 29/09/1971
- Gazzetta di Mantova del 30/09/1971
- Corriere Bresciano del 05/10/1971
- “Mantova”, ottobre 1971 (Umberto Bonafini)
- “Panfilo”, monografia per la collana “Pittori e Scultori del nostro Tempo”, ed. Magalini (Brescia). Critiche di E. Marcianò, L. Fraccalini, C. Segala, V. La Piana, C. Plantemoli La Marca, S. Signorini, Lanfranco, G. Birolli, G. Salvatori
- Gazzetta di Mantova del 28/10/1971 (Mario Cattafesta)
- Gazzetta di Mantova del 04/11/1971 (Mario Cattafesta)
- “La Notte” del 05/11/1971
- “Il Miliardo” dal 1971 – tutti i numeri, voce Panfilo
- “Musagete” nn. 1-2 del 1972 (Pino Amatiello)
1972
- “Il Quadrato” dal 1972, voce Di Giacomo Panfilo
- Gazzetta di Mantova del 30/05/1972
- “Novella 2000” n. 30 del 25/7/1972 (Lorenzo Visconti)
- “Vademecum nell’Arte Italiana” ed. S.E.N. Torino 1972, voce Panfilo
- Gazzetta di Mantova del 04/09/1972
- Gazzetta di Mantova del 20/09/1972 (Marzio Dall’Acqua)
- “Merlin Sportivo” del 05/10/1972 ed. Lini (Vittorio Montanari)
- Gazzetta di Mantova del 22/11/1972, 26/11/1972 e 28/11/1972
- “Arte e Poesia del nostro Tempo” vol. III, ed. Punzo, Napoli 1972
- “Forza Mantova” del 04/12/1972 (Matio Cattafesta)
- “Il Miliardo” n.37 del 13/12/1972 (Sandro Signorini)
- “Merlin Sportivo” n. 181 (Vittorio Montanari)
- “Il Resto del Carlino” del 15/12/1972 (Giordano Cucconi)
- “Nuovi Orizzonti” n.2 del 1973 ed. C.I.P.A. Roma
1973
- “La Ribalta Artistica” n.2 del 1973 ed. E.S.A. Piacenza
- “La Revue Moderne de l’Art et de la Vie”, Febbraio 1973, Parigi (Bernard Gauthron)
- Gazzetta di Mantova del 24/03/1973, 31/03/1973, 08/05/1973, 18/09/1973
- “L’Eco degli Spettacoli Cinema Arte Sport” del 21/04/1973 (Franco Torriani)
- “La Donna Mantovana”, Aprile 1973, Ed. Citem Mantova (Mario Cattafesta)
- “Gli Anni 60 e 70 dell’Arte Italiana”, vol. IV 1973, ed. E.S.A. Piacenza
- “Enciclopedia Universale d’Arte Moderna” Vol. IX, ed. S.E.D.A. Milano, voce Panfilo, pag. 215-216
- “Le nevue Moderne del l’Arte et de la Vie”, maggio 1973 Parigi, François Milet
- “Panfilo”, saggio storico-critico per la collana “Quaderni di Storia dell’Arte”, Ed. Culture eL. Mantova, 1973
- “La Nazione” del 07/07/1973
- “Linea Figurativa” ed. Bugatti 1973, Ancona, Pag. 232-233
- Colonna sonora del film “Panfilo” di Poltronieri e Pecchini, 1973, Mantova
- “Italia Artistica” del Novembre 1973, ed. Magalini, pag. 14-15, Brescia
- “La Stagione”n. 4-5 del 1973, ed. C.E.M. Parma (Manlio Manvati)
- “Dizionario degli Artisti Italiani”, 1973, ed. Bugatti, Ancona, voce Panfilo, pag. 11
1974
- Gazzetta di Mantova del 10/01/1974, 18/03/1974, 25/03/1974, 18/04/1974, 11/05/1974, 03/09/1974
- “Italia Artistica” del Febbraio 1974, ed. Magalini, Brescia
- “Pittori e Pittura Contemporanea” 1974, ed. “il Quadrato”, Milano
- “Panorama d’Arte Contemporanea” voce “Panfilo di Giacomo” 1974, ed. Magalini, Brescia
- “Annuaire de l’Art Hinternational” ed. A.R.T.E.T Industrie Paris, voce Panfilo
- “Pinxit” periodico d’art Ed. Globart, Brescia, voce Panfilo, pag. 80
- “Panorami del Lago Maggiore” del 08/05/1974 Pallanza, pag.5
- “Il Nord Osservatore” del 23/05/1974
- “Guida dell’Arte Contemporanea” 1974, Ed. Bugatti, Ancona, voce Panfilo
- “Annuario Comanducci” 1974 Milano, voce “Panfilo di Giacomo”
- “Dizionario dei Pittori Mantovani". Volume Primo, a
cura di Maria Gabriella Savoia e Adalberto Sartori, Mantova, Adalberto Sartori
Editore, pp. 96/98
- “Il Miliardo” del 12/06/1974, pag.11, del 09/07/1974, pag.1-5, del 24/07/1974, pag. 3,7,8,12,16
- “La Nazione” del 05/06/1974
- “Dizionario Enciclopedico degli Artisti Italiani degli Anni 60-70”, 1974, ed. Zephir, Roma, pag. 20
- “La Donna Mantovana” del settembre 1974, pag.18
- “Italia Artistica” del 30/09/1974
- “Nuova Rivista Internazionale degli Artisti”, n.2 del maggio 1974, pag.17
- “International Art Review” del Marzo 1974, pag.25
- Giornale di Brescia del 15/10/1974
1975
- “La Donna Mantovana” del Gennaio 1975, pag. 1 di copertina e pag. 31 (Mario Cattafesta)
- “La revue moderne de l’Art ed de la Vie” di gennaio 1975, L. Mandhosse
- “Dizionario Comanducci” voce Panfilo
- “Bolaffi” 1976 voce “Panfilo”
- “L’arte Italiana del XX Secolo – Enciclopedia” ed. Due Torri, Bologna 1978
- “Arte Agenda” 1975, ed. Bugatti, Ancona, voce Panfilo
- “Dizionario Enciclopedico Universale dell’Arte e degli Artisti Contemporanei” 1975 (Arteguida), ed. Lo Faro, Roma
- Dizionario dei Pittori Scultori e Incisori” 1975, ed. Alba, Ferrara
- L’Arena di Verona del 11/01/1975
- Il Gazzettino di Vicenza del 11/01/1975
- La Gazzetta di Mantova del 20/01/1975 e 01/02/1975, 23-24/08/1975, 13/09/1975, 28/09/1975, 04/10/1975, 06/10/1975, 01/11/1975, 19/11/1975
- “Pittori e Pittura Contemporanea” ed. Il Quadrato, Milano, voce Panfilo
- Personaggi Oggi, ed. Il Quadrato, Milano, pag.225
- “Italia Artistica”, marzo 1975
- “Il Telegrafo”, 18 marzo 1975
- Gazzetta di Mantova, 22/03/1975, 03/05/1975
- L’Avvenire, 19/04/1975, 31/05/1975 (Ernesto Vigna)
- Panorama d’Arte Contemporanea, ed. Magalini, Brescia 1975
- Informazione Arte, giugno 1975, voce Panfilo
- L’Arena di Verona, 12/06/1975 (Adalberto Scemma)
- Il Gazzettino di Vicenza, 12/06/1975 (Adalberto Scemma)
- Il Resto del Carlino, 13/08/1975
- Gazzetta di Ferrara, 26/08/1975 (S. Pineschi)
- Giornale di Varese, 29/08/1975 (Galimberti)
- La Zattera, settembre 1975
- La Donna Mantovana, ottobre 1975
- Gazzettino Padano (RAI), ore 14:30
- Il Secolo d’Italia, 17/10/1975 (F. Torreggiani)
- Mantova 3, Ed. Galleria San Domenico, Mantova (grafica)
- Il Resto del Carlino, Modena, 13/11/1975
1976
- L’Avvenire, 03/01/1976, Pag. 6 (E. Vigna)
- L’Arena di Verona, 31/03/1976, 05/05/1976, 01/09/1976
- Il Gazzettino di Vicenza, 31/03/1976, 05/06/1976
- “Pittori e Pittura Contemporanea” ed. Il Quadrato, Milano, voce Panfilo
- “Individualità in Arte” 1976, ed. Magalini, Brescia, pag. 54, 102.
- “Il Fante di Quadri”, Milano, 01/03/1076, pag.21
- ABC, 1/07/1976, pag. 63
- “Circolo A. Volta”, Milano, 01/03/1976, pag.15
- Il Resto del Carlino, 22/08/1976
- Gazzetta di Mantova, 25/08/1976, 09/09/1976, 24/10/1976, 28/10/1976
- Il Merlin, 20/07/1976
- La Vernice, settembre 1976 (E. Buda)
- La Zattera, settembre 1976
- Il Giornale, 19/09/1976
- Panfilo 3, Ed. Parete Mossini, Mantova (grafica)
- Guida alle Arti Visive, Mantova Antenna Libera del 17/12/1976 ore 11.
- Personaggi Oggi, Ed. Il Quadrato, Milano, pag.16
- "Catalogo Sartori degli Artisti Mantovani 1977", a cura di Adalberto Sartori Editore in Mantova, p. 45
1977
- I Maestri della Pittura Contemporanea, ed. Il Ticino, Milano, voce Panfilo
- La Scena Illustrata, Roma, maggio 1977, pag. 24 di Luigi Armondi
- Aspetti della Vecchia Mantova, Ed. Il Pellicano, Verona, ottobre 1977 (grafica – I. Andreini, A. Scemma)
- La Gazzetta di Mantova del 28/10/1977 (M. Cattafesta)
- Il Merlin del 21/10/1977 (L.Beduschi) e 30/12/1977 (L. Beduschi)
- Catalogo Bolaffi, voce Panfilo, pag.167
- L’Arena di Verona del 16/11/1977 (Scemma, Verzellesi)
- Il Gazzettino di Vicenza del 16/11/1977
- Telegiornale di Videomantova del 28/12/1977, ore 20:23
- Mantova Natale, ed. Gazzetta di Mantova, dicembre 1977
- "Mantova e la sua Provincia illustrata dai Pittori Mantovani",
volume primo (unico pubblicato), a cura di Adalberto Sartori - editore
in Mantova, p. 55, 56
- Pittori e Pittura Contemporanea, ed. Il Quadrato, Milano, voce Panfilo
1978
- Bresciaoggi del 28/01/1978, del 04/02/1978, del 11/02/1978 (Luciano Spiazzi)
- Il Merlin del 30/01/1978
- L’Arena di Verona del 03/02/1978 (Adalberto Scemma)
- Il Giornale di Vicenza del 03/02/1978
- Videostar Modena, rubrica ore 22 del 20/02/1978
- Gazzetta di Mantova del 09/02/1978, del 02/03/1978, del 11/03/1978, del 15/04/1978, del 21/10/1978, del 28/10/1978, del 04/11/1978
- Il Miliardo del 09/02/1978
- Bresciaoggi del 11/02/1978 (Antonio Smorto)
- Televisione di Mantova, rubrica “Block notes” del 02/03/1978 ore 20:30
- Arte Contemporanea Presenze “Panfilo”, 1978, monografia edita C.E. Bugatti, Ancona.
- Guerin Sportivo del 15-21 marzo, pag. 45 (Adalberto Scemma), del 30/03-04/04/1978, pag. 47
- L’Eco di Bergamo del 24/03/1978 (Lino Lazzari)
- Giornale di Bergamo del 28/03/1978 (Mario Pezzotta)
- La Zattera, marzo 1978, pag.6
- Il Rovescio della Medaglia, vol. II, ed. FRALEG, Brindisi
- Catalogo Generale della Grafica, ed. Bolaffi, 1978
- La Provincia Pavese del 14/05/1978
- “Aspetti della Vecchia Mantova: Le Figure”, 1978, ed. Il Pellicano, Verona
- La Zattera di Ottobre1978, pag. 20 (Mario Meozzi)
- Il Telegrafo del 1/11/1978
- Il Tirreno del 2/11/1978
- “L’Arte Italiana nella Seconda Metà del XX Secolo: Tradizione e Avanguardia”, ed. E.S.A. Piacenza (prescelto – non aderito)
- Radio Antenna Libera, Mantova, trasmissione del 10/11/1978 ore 12.
- Merlin del 30/10/1978, pag. 8 (Luigi Beduschi)
- Catalogo Bolaffi, Torino, voce Panfilo
- La Nazione del 25/11/1978
- Il Telegrafo del 28/11/1978
- Pittori-Scultori Italiani Contemporanei, ed. CIDAC, Cesena, voce Panfilo
1979
- Italia Artistica, febbraio 1979
- Vademecum dell’Arte, 1979, ed. Il Pilastro, Firenze
- Il Merlin del 05/02/1979
- Annuario Comanducci n.6, ed. Torino 1979, voce Panfilo
- I Profili di Comanducci, ed. Torino, 1979
- Dizionario degli Artisti Italiani del XX Secolo, 1979, Giulio Bolaffi Editore, Torino, Voce Panfilo, pag. 162
- Panorama d’Arte Italiana, ed. Magalini, Brescia
- Europa Artistica, febbraio 1979
2003
- Adalberto Sartori - Arianna Sartori, "Artisti a
Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico", volume V, Na - Ru, Mantova, Archivio Sartori Editore, p. 2212.
Giudizi critici
Panfilo dipinge una Mantova d’antan
Mai voltarsi per guardare indietro, al passato. È una regola, nonostante che io sia un cancerino, che mi sono dato: sembra semplice, ma molte volte, come nel caso dei quadri di Panfilo, sono le cose, gli eventi, i fatti, che, come se mi avessero inseguito lungo la linea ipotetica del tempo mi raggiungono ed affiancano. Mi ritrovo così a riguardare la mia vita e la Mantova degli anni tra il 1972 e il 1973 e poco dopo e specchiarmi nelle stesse tele di allora, come un Guestbook, che si trasforma, dopo il tempo trascorso, in un angolo dei ricordi, una nicchia di presenze e affioramenti. Nelle serata di ferragosto 1974, dopo una solare giornata nella confusione animata della Fiera delle Grazie, dormivo per la prima volta nell’appartamento a Parma, che sarebbe in seguito diventato mio. Mi allontanavo così lentamente dalla “mia” Mantova, sempre tanto amata. Lasciavo anche Panfilo e il mondo artistico che avevo fino ad allora frequentato. (…)
La curiosità dominava quegli anni: onnivora, eternamente disponibile ed eccitabile. Mentre ero da pochi anni all’inizio della mia carriera di funzionario statale nella cultura, Panfilo rappresentava, per me, che allora ero come lui al Ministero dell’Interno, e che soffrivo per un’aria asfittica, malata da sempre, gretta e greve in quegli ambienti prefettizi, un’eccezione assolutamente invidiabile, essendo più anziano, di autonomia e di libertà continuamente affermata con individuale eleganza, con personale leggerezza, con vivacità intelligente e creativa. Certo l’origine toscana, pensavo, lo aveva favorito e lo aiutava. Apparteneva infatti a quella classe ‘alta’ naturalmente raffinata, attenta, capace di inserirsi ed immedesimarsi in qualsiasi ambiente con gusto e naturalezza, mantenendo una gioiosità esistenziale, un piacere di vivere ed una curiosità intellettuale che coinvolgevano senza essere opprimenti.
Panfilo era così: tutto sembrava, per lui, lieve - non leggero -, tutto offriva l’estro per provocare la fantasia per un gioco sottile di invenzioni e creazioni ‘barocche’, eppure così semplici e naturali da provocare meraviglia. Un esempio: ad una sua mostra come ricordo distribuì ai presenti un portachiavi realizzato con i trigoli, le castagne d’acqua del fior di loto dei laghi, o certe improvvisate soluzioni culinarie che rianimavano lunghi pomeriggi che si stavano disfacendo nella noia collettiva. Era un animatore senza presunzione, cordiale e amichevole, senza servilismo. Quello che mi piaceva di lui è che mentre si mescolava a qualsiasi ceto sociale, a qualsiasi occasione festiva, non umiliava mai il ruolo di dipendente che rappresentava lo Stato, funzione a cui la nostra generazione ha dedicato l’esistenza lavorativa.
Poi c’era la curiosità intellettuale, l’attenzione ad eventi e persone del mondo della cultura ed il desiderio di presenziarvi, usando come carte de visite la pittura, la sua. Ora mi sento affiancato dai suoi quadri e li riguardo con gli occhi di allora accorgendomi che sono gli stessi, anche se affiorano pensieri che allora non avevo, non potevo avere, mentre rileggo quello che allora, in una giovinezza che non mi appartiene più, ho trasformato in parole, nelle quali mi ritrovo, risento la mia voce sincera e convinta. Panfilo quasi in punta di piedi, ma decisamente, ha cercato di scoprire il cuore di Mantova, la sua bellezza esterna, la sua complessità culturale, ma anche la sua anima segreta, aderendovi intellettualmente ed emotivamente. Certamente il tempo ha lasciato una traccia in queste opere che raccontano di una Mantova degli inizi degli anni settanta, che ovviamente non corrisponde più all’oggi.
Ma se guardiamo queste opere in mostra grazie alla corale unità di affetti dei figli, Mantova c’é ancora tutta nella sintesi dei suoi paesaggi e dei suoi monumenti, nei suoi personaggi emergenti dalle ombre e luci dei vicoli, immoti nel loro mestiere di vivere, nella bellezza incantata e sognante delle sue donne, qui bloccate in una eterna giovinezza di cui ciascuna si compiace e in cui si contempla, nelle cose e nella natura. Una Mantova forse un po’ semplice e ingenua, com’era allora, che sembrava risvegliarsi da un lungo isolamento, che si ricollegava con le strade del mondo oltre le placide acque dei laghi, con l’ultimo retaggio di povertà, di cultura contadina inurbata ma tenace, con parole in un dialetto duro, ma capace di straordinarie dolcezze, di dignità difesa come un bene prezioso.
Panfilo, come pittore usa il proprio nome personale, dall’evocazione di una classicità greca, d’incantato innamoramento per tutti gli aspetti della vita, per presentarsi, per farsi conoscere, per intrecciare solidi legami: nome che ricorda personaggi da dialoghi rinascimentali svagati e curiosi, da civile conversazione, propri un tempo della fascinazione gonzaghesca del mondo di corte. Anche lui, sospeso tra l’incanto e una lieve meraviglia, instancabile percorre strade, guarda e memorizza, incontra gente e vede paesaggi, nota cose e le registra in un diario pittorico di cui questa mostra è documento. Quadri come “cartoline” o pagine di un diario di viaggio di affettuosi sguardi, rapidi appunti di colori a segnare luci ed atmosfere a cui la bidimensionalità delle figure fornisce una centralità compositiva ed una evidenza iconografica essenziale e pregnante, una vera e propria mise en scène. Le cromie accentuate e contrastanti sono immersioni di luci e colori che trapassano, come in un caleidoscopio tra ombre e chiarità senza mediazioni, ogni apparenza naturalistica. Le semplificazioni di monumenti e paesaggi sono non solo sintesi visive, ma appunti di ricordi, che uniscono ciò che in realtà si trova in luoghi diversi: servono per “dopo” per quando non si sarà più lì, davanti alla loro presenza fisica. Sono un trapasso tra una situazione vista e vissuta e la sua ricostruzione nell’animo attraverso un processo mnemonico, privato e solitario.
La realtà vista viene ricostruita attraverso il quadro e grazie al quadro, che, a sua volta, viene mentalmente composto e ricomposto, poiché lo sguardo per rivelarsi sulla tela ha bisogno di atti, elaborati in un tempo preciso di percezione ed insieme di pittura. Così l’opera diventa centrale in questo processo e denuncia il suo interno segreto: è essa stessa pura apparenza. Non è riproduzione della realtà, ma ideazione a sé, costruita con un linguaggio specifico: insomma è pittura, arte e artificio. Panfilo così denuncia il suo essere pittore, prima di tutto collegandosi ad una fase di cubismo ormai maturo ed accettato, si potrebbe dire acquietato e domato: ormai linguaggio di comune comprensione, che usa persino nei ritratti a persone reali, come belle e giovani donne. Riprendo un passo che scrissi tanti anni fa e che mi sembra sia una sintesi azzeccata anche del mio sentire di oggi: “Non c’è spazio per l'alito della vita nelle opere di Panfilo, tutte bloccate in una schematizzazione, rigidamente contrappunte da piani e linee, da colori campiti, da un'assolutezza di contrasti” ovvero l’artista non esalta la realtà, ma la pittura, l’atto del dipingere che ha proprie regole di esecuzione, cerca specifici equilibri tra le forme, speciali rapporti tra cromie contrastanti, tra particolari ed insieme, tra l’occhio di chi guarda e le inderogabili necessità del dipingere. Ne consegue, alla fine, un’atmosfera di dolce incantamento, di trattenuta poesia, di composto rigore formale e di soppesati equilibri cromatici.
In quegli anni si parlava e si discuteva ancora di estetica, coinvolti dal rutilare delle avanguardie oggi dette storiche e dai loro estremi rivoli. Non come oggi che si parla solo di “emozioni”, di superficiali ed epidermiche eccitazioni, di tremori sensoriali che si risolvono solo nelle segrete intimità di chi guarda l’opera o, al massimo, nei casi migliori, tra turbamenti dell’artista e spettatore, non certo nelle qualità estetiche del prodotto, che sopravviverà a questo mulinare di impressioni temporanee. Nelle opere di Panfilo è la calma, la quiete del sentire, il piacere del vedere e del ricordare, complessi e sottili riferimenti ad opere contemporanee e del passato, iconografie reinventate per una “lettura aperta” come chiedeva Eco [pensiamo alle opere in cui una donna si guarda nello specchio: tema frequente nelle arti del secolo breve, mentre il quadro diventa anch’esso un ulteriore rispecchiamento]. È di pittura e dei suoi segreti e codici che parlano i quadri di Panfilo ed è questo che li manterrà vitali oltre l’oggi. Nel descrivere le cose, la natura, in opere come quella dedicata ai fiori di loto dei laghi di Mantova, la costruzione è più libera e complessa, la rappresentazione si addolcisce e diventa più poetica, ma la posizione iconografica di fondo non cambia: è sempre pittura, intensamente e deliziosamente pittura, che rende ogni opera eternamente presente.
Marzio Dall’Acqua
Parma, giugno 2025