Morandini Gi

pittore grafico
Bienno (Valle Camonica - BS)

Nato a Bienno (Valle Camonica - Brescia) in una famiglia d’industriali (il nonno è stato il fondatore delle Officine Laminatoi Sebino-ferriere attive a Pisogne sino al 2000), una maturità scientifica e poi studi universitari (facoltà di Medicina).

Opera dal 1976, espone dal 1981. Ha al suo attivo 68 mostre personali. Tra le più importanti: una nelle sale del Museo di Stato di San Marino, tre a Villa Vogel a Firenze, una alla Galleria delle Ex Pescherie di Cesena, una a Ferrara alla Porta degli Angeli, due antologiche alla Sala Museale Comunale dei SS. Filippo e Giacomo a Brescia e una a Palazzo Giardino a Sabbioneta (MN). Nel febbraio 2016 ha allestito, nelle sale dell’Associazione Artisti Bresciani, una mostra antologica per i 40 anni di attività.

Dal 2003 al 2012 è stato art director dell’Associazione Culturale per l’Arte Contemporanea “La Parada” a Brescia. Come curatore ha al suo attivo 150 mostre (sia personali che collettive) per amici artisti di varia caratura.

Dopo gli studi alla Facoltà di Medicina inizia da autodidatta nel 1976 la sua ricerca sui temi legati alla figurazione con particolare attenzione al fatto segnico denominando il tutto NEOSEMPLICITA’ (in riferimento alle tematiche ecologiste di alcuni teorici anglosassoni attivi nelle comuni degli anni ’60). La sua attività artistica attraversa permanentemente la figurazione, l’astrazione, la poesia visiva fino a opere di netto impianto concettuale (installazioni fatte con oggetti appartenuti al suo vissuto inserendo così la quotidianità nell’arte). Da alcuni anni assembla anche complementi d’arredo. Ritiene, come Gerhard Richter e Fabrizio Plessi, la contaminazione e l’interazione tra i generi fondamentale per un’espressione il più possibile totalizzante.
Nel 1989 una sua opera è divenuta un annullo filatelico delle Poste Nazionali. Dal 1990 opera anche nel campo della tridimensionalità (sculture in bronzo, installazioni plotter - painting su tela...). Nel 1993 ha frequentato un corso alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia sotto la guida del Maestro Riccardo Licata.

Dal 1999 al 2009 lavora all’Ufficio Nati del Comune di Brescia. In questo periodo, esattamente nell’autunno del 2004, ritrova all’Archivio di Stato a Brescia l’atto di nascita di Carlo Ferlinghetti, padre di Lorenzo - uno dei fondatori della Beat Generation. Nel 2005, affascinato dalla bellezza dei documenti burocratici, trasla gli stilemi del lavoro di Ufficiale di Stato Civile in un’Azione d’Arte itinerante compiuta negli Uffici dei Comuni Italiani: su volumi di sua proprietà verga una scritta, simile nel testo agli atti di nascita, coinvolgendo come testimoni gli amici che diventano così coautori di questa performance denominata BUROCRAZIANEOSEMPLICE (segnalata nel CAM-Mondadori 2006-novità assoluta in ambito di ricerca concettuale). Arricchisce il tutto con timbri che riproducono sue opere. Al termine firma il documento assieme ai partecipanti e poi rilascia copia integrale dedicata e firmata.

Collabora sin dagli anni ’90 come operatore visivo con varie istituzioni pubbliche e private (manifesti, logo per ditte, copertine di libri...). Dal 2009 al 2017 è stato grafico professionista in un importante centro stampa bresciano.

Dal 2018 è artista a tempo pieno.


Contatti:

Gi Morandini vive e lavora a Brescia

E-mail: gimo13@gmail.com

Sito Internet: www.gimorandini.it


Galleria di riferimento:

Art Events Mazzoleni

by Mario Mazzoleni - Bergamo


Sue opere sono presenti nelle collezioni:

Allegrini, Antonelli, Avati, Arte e Spiritualità, Berardelli, Borroni, Bugno, Corbello, Dotti, Feretti, Fogazzi, Gualco, Longoni, Mazzoleni, Perilli, Riccardi, Rossetto, Sandretto Re Rebaudengo, Velan e in altre nazionali ed estere



Disquisizione intorno all’importanza del disegno
“…parlo del disegno come di un “corpo” a sè, distante dal mio in quanto al di là del corpo che lo guida; esso si annida negli anfratti della memoria...”.
Così Omar Galliani esprime il suo pensiero riguardo al disegno...
Vi sono artisti che per disegnare tracciano infinite linee ed altri (come nel mio caso) che cercano la linea ottimale per esprimere le proprie ispirazioni e renderle definitive sul supporto pittorico. Per me la linea è musica (che è stata la mia prima passione...) e deve trasmettere sensazioni musicali come uno spartito. Noi artisti che usiamo la linea solitaria, icastica ed esaustiva per progettare le nostre opere instilliamo spesso dubbi riguardo alla nostra abilità nel disegno: NIENTE DI PIÙ SBAGLIATO!!!....”LA LIGNE, C’EST LA COULEUR!!!” diceva Gauguin (ovvero “è la linea che sostiene il colore”) ed anch’io ho sempre privilegiato il disegno come base per le mie opere... Quando torno con la mente alle mie origini (era il settembre del 1976) ricordo ancora la fortissima impressione che ho provato alla visione dell’opera “La battaglia di San Romano” di Paolo Uccello (nella quale l’artista usa colori piatti e delimita in modo preciso le varie campiture di colore). Da allora ho cercato di disegnare (o progettare) al meglio le varie immagini, soprattutto nature morte e paesaggi, ma, dalla fine degli anni ‘80, anche i nudi e le astrazioni elaborando una linea di derivazione zen impregnata dell’energia che tende all’assoluto. A mio avviso la linea delimita e definisce, plasma in modo irrevocabile i vari volumi e non permette esitazioni, ma soprattutto fluisce direttamente dalla mia sensibilità più profonda!!! Su queste basi all’inizio degli anni ‘90 ho iniziato ad esprimermi anche nella tridimensione modellando le opere in creta per poi, una volta fuse in bronzo, rifinirle nei minimi particolari perché solo io conosco le linee per arrivare al risultato che meglio mi esprime...In fondo vale ancora, dopo oltre 30 anni, la definizione che un amico (grandissimo scultore) disse guardando i miei primi piccoli dipinti: “TU STAI CERCANDO DI FARE SCULTURA IN PIANO”... frase che risuona come la mia linea: icastica ed esaustiva!!!
Gi Morandini
Brescia, 1 luglio 2021

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