Mangionello Giuseppe - Mangione

scultore pittore architetto
Maglie (LE), 22 marzo 1861 - Roma, 1939

Allievo di Paolo Emilio Stasi e del pittore Giuseppe Bottazzi, in seguito studia All'Accademia Albertina di Torino.

Con la statuetta "Petosiris" nel 1888 esordisce a Bologna, l'opera la ripresenta nel 1889 a Monaco di Baviera, e nel 1991 a Palermo.

Nel 1893 espone a Roma l'opera: Ecco il Re!

Nrl 1898 presenta l'opera: Berenice, a Barcellona, nel 1902 espone a San Pietroburgo, nel 1910 con l'opera: Allegoria di Sibari figura a Buenons Aires.

Nel 1909 esegue il busto di Giuseppe Zanardelli a Potenza, il monumento viene inaugurato il 19 agosto 1910.

Per i giardini pubblici di Lecce esegue due busti: quello di Gaetano Stella e un altro (da individuare)

Partecipa con la scultura Busto, alla Mostra di Belle Arti dell’Esposizione Internazionale di Roma del 1911.
Esegue il busto di Rosi Giuseppe, l’opera viene inaugurata nel 1912 sul Gianicolo di Roma.

Tra le opere più significative di Giuseppe Mangionello figurano:

“Il Mago” – L’opera che gli valse il riconoscimento internazionale all’Esposizione Universale di Parigi del 1889, per la quale ricevette la medaglia di bronzo. Questa scultura rappresenta uno dei suoi capolavori e testimonia il suo raggiungimento della maturità artistica.

“Ovidio e Corinna” – Una composizione di notevole complessità che affronta un tema letterario classico, dimostrando la capacità di Mangionello di tradurre in forma plastica episodi della letteratura antica con eleganza e profondità narrativa.

“La Figlia di Sibari” – Un’altra opera di rilievo che testimonia l’interesse di Mangionello per i soggetti mitologici e letterari, caratterizzata da una raffinata esecuzione tecnica.

Busti Marmorei – Mangionello realizzò numerosi busti commemorativi, tra cui quelli dedicati a personalità di rilievo come Gaetano Stella (nel giardino pubblico di Lecce - Villa Comunale) e il matematico Luigi Scarambone (nel giardino pubblico di Lecceb- Villa Comunale). Questi ritratti dimostrano la sua capacità di cogliere i tratti caratteristici dei soggetti mantenendo un’eleganza formale notevole.

Nel 1927 realizza il Monumento ai Caduti di Canepina (VT).


Bibliografia:

1911 - Esposizione Nazionale di Roma, Mostra di Belle Arti, catalogo, Roma, p. 31.
1922 - Antonio Marino, Il Gianicolo Illustrato, Roma, Stab. Tipogr., p. 134.
1994 - Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani, Dal neoclassico al liberty, seconda edizione, volume secondo, Lodi, Il Pomerio, p. 660.
2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume II, M-Z, Adarte, p. 565.

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