Furletti Severino

pittore acquarellista
Torino, 22 agosto 1886 - Torino, 1970

Autodidatta. Espose la prima volta alla mostra «Pro Cultura ed Arte» a Torino, nel 1925. Poi è presente con personali e collettive allestite dalla Società "Amici dell'Arte", della "Promotrice", e dalla "Galleria Codebò".

SEVERINO FURLETTI - Esiste in Piemonte una tradizione acquarellistica che si continua nel nome di alcuni pittori di antica signorilità artistica, ultimi discendenti di quei poeti del colore che hanno creato una scuola regionale la quale, per la potenza del suo carattere, ha ottenuto un riconoscimento ufficiale della sua esistenza, uscendo trionfalmente dai limiti delle esposizioni locali ed imponendosi in tutto il mondo artistico.

Tra questi ultimi artisti possiamo classificare Severino Furletti, acquerellista di spiccata caratteristica regionale, innamorato delle belle colline torinesi, che già ha ritratto in moltissimi quadri di delicata espressione artistica.

Il Furletti è nato a Torino nel 1886. Pittore per necessità istintiva, è artista schietto e profondo, tanto che in ogni acquarello ci si presenta la sua personalità, il suo animo semplice e delicato e il suo cuore in tutta la sua umanità, del quale esprime la serenità ed il dolore attraverso a quadri talvolta raggianti di tonalità luminose o vibranti della più pura aura mattutina, e talvolta invece tristi nell’ombra della sera o nostalgici nel raccolto misticismo di un angolo romito.

Egli è silenzioso e operoso: raramente esprime il proprio mondo in parole, dalle quali ben si avverte la realtà di una vita carica di esperienza, ma invece è molto espansivo col suo pennello. A esso parla e confida le emozioni interiori, le sue fantasie ed i suoi sogni, ottenendo opere con speciale carattere di intimità, il che costituisce uno dei loro pregi maggiori.

Nel sole e nell’aria libera dei bellissimi colli torinesi trova lo sfogo della sua lirica e l’espressione più pura della sua arte.

Ma quanta bellezza anche negli innumerevoli quadri della Torino più caratteristica e suggestiva! Per l’esuberanza di espressione sembra abbia voluto ritrarre la sua città in mille modi per la gioia di farle omaggio devotamente figliale, per meglio fermarne tutte le bellezze che egli sente.

per fissarne i particolari che scompaiono, la vita di un giorno, l’atmosfera di una stagione, la particolarità storica e romantica della sua vita.

Chi ha visitato le molteplici sue mostre, e collettive e personali, allestite dalla «Società Amici dell’Arte», dalla «Promotrice» e dalla «Galleria Codebò», avrà notato queste particolarità del Furletti.

Ma la sua ispirazione regionale non costituisce una esagerazione affettiva del soggetto, quella che i critici hanno sempre biasimato nell’arte dell’ultimo Ottocento, perché i quadri del Furletti non contengono pleonasmi ed artificiosità, monotonie di troppa regolarità e studiate lentezze, ma presentano invece un sano vivace equilibrio di espressione tra luce e forma e tra tinta e tinta.

È quindi un pittore non soltanto di particolare capacità tecnica, ma anche di attuazione coscienziosa.

Già dissi che nei suoi lavori vi è il suo carattere, ma si potrebbe aggiungere che vi è anche la sua personalità fisica priva di ombre di orgoglio.

Infatti come nell’espressione reale della sua esistenza vi è la bontà e la generosità, senza enfasi e senza retorica, cosi nel frutto della sua arte non vi sono inutili ornamenti, tinte ricercate di troppo colore esprimenti una convinzione fittizia, ma la più pura sincerità e una bellezza onesta che aumenta il valore artistico dell’opera.

Già la critica ha avuto parole di largo elogio per l’arte del Furletti, riconoscendo in lui una preparazione eccellente ed una maniera ben definita e sostanziosa di pittura.

Nei suoi quadri si notano toni decisi e crudi ma che si armonizzano e si fondono a distanza; vi è coscienza dello spazio e del tono e una precisione di rapporti ambientali che si esprime con un gentile quanto schietto linguaggio cromatico.

Giovanni Donna (1936 - Giovanni Donna, Severino Furletti, (con ill.), Torino, a b c rivista d’arte, Anno V, n. 4, aprile, pp. 16/17).


Bibliografia:

1936 - Giovanni Donna, Severino Furletti, (con ill.), Torino, a b c rivista d’arte, Anno V, n. 4, aprile, pp. 16/17.

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