Nel 1929 disegna il ritratto di Lionello Fiumi per la rivista, Il Garda.
--- Giorgio Ferrante, amico di Boccioni nell'ultimo mese prima di morire,
quando andava spesso a trovarlo in bicicletta. L'incontro fu favorito
dal marito dalla sorella di Boccioni, Amelia e dalle memorie di Ferrante
si evince che l'amico artista di cui era diventato allievo avesse preso
il cavallo, che poi si imbizzarrì provocandone la caduta mortale, per
andare a cercarlo, avendolo visto ritardare a un loro appuntamento. Dopo
esperienze altalenanti nel campo futurista, Ferrante,
"medico-poeta-pittore", si dedicò nel secondo dopoguerra ai
papiers collés che espose varie volte tra
il 1949 e il 1962. Dietro la tecnica del collagese o della
"cartopittura", come preferiva chiamarla, c'è una lunga storia che
attraversa tutta l'avanguardia pittorica del Novecento. Ferrante creava
con le carte colorate e ne ricavava con un prezioso lavoro di forbici
minuscole immagini astratte, oppure naturalistiche, perfette. La novità
sta poi nello sfondo e nell'accostamento dei colori netti ed essenziali.
Molti di questi quadri sono andati dispersi; oltre a quelli conservati
presso la Società Letteraria di Verona per un lascito del defunto
presidente Gian Battista Ruffo, qualcosa d'altro è rimasto nelle mani di
privati, ma è molto difficile che si riesca a ricostruire una parte più
cospicua di questa produzione. Il presente soggetto replica una
cartopittura conservata presso la Società Letteraria, ma rispetto a essa
è più bello, complesso e ricco di particolari.
Sull'artista si veda
l'approfondito saggio di Alberto Cirin
I papiers collés di Giorgio Ferrante conservati alla Socità Letteraria di Verona, in «Verona Illustrata», n. 29, Museo di Castelvecchio, Verona 2016, pp. 113-121. ---
Bibliografia:
1929 - Lionello Fiumi: Finestre illuminate, Verona, Il Garda, anno VII, n. 8/9 ago./set., p. 25.