Fantoli Annibale (1891-1962)
Carattere volitivo, istintivamente umano e perciò sereno. Fu combattente della guerra 1915-18, partecipò alla conquista del Montenero, quindi trasferito nella Macedonia Serba per il resto del periodo bellico. Già da qualche tempo attratto ed avviato alla pittura, nelle brevi pause della trincea e dalle battaglie, quella natura alterna, talora aspra, tal'altra quasi georgica, gli offerse lo sfondo e lo spunto per una feconda rappresentazione fine e serena, dal tocco lieve nella fedeltà del paesaggio, come se la comunione fra l'artista e la natura fosse consumata non fra le baionette, le pallottole ed i cannoni, ma nel tranquillo silenzio verde. Ed è proprio questo carattere capace di mantenersi sempre in sorridente tranquillità di spirito in ogni ora che ha costituito, nelle alterne vicende della vita, la forma creativa ed artistica di Annibale Fantoli. Questo contrassegno gli fu costantemente riconosciuto nelle diverse Mostre da Lui fatte. In quella di Bergamo di trent'anni fa, lo si definì «Pittore morbido e delicato paesista». Partecipò inoltre, nel 1957, alla collettiva della Permanente sul tema: «Milano di ieri - Milano di oggi». Temperamento vivace, estroso e nello stesso tempo attento, ebbe l'onore di vedere riportata una sua creazione in una pregiata pubblicazione « Ex Libris», raccolta a seguito di concorso. Fu il Fantoli, infatti, anche disegnatore e illustratore eccellente, ma soprattutto appassionato del pennello, spontaneo, espressivo, capace di fissare e contenere in piccola tela un grande respiro del bello.
Nell'ottobre del 1963 figura alla Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della
Unione Internazionale Vedove d’Artisti, a Milano, Palazzo
del Turismo, con le opere: Casa di via Borgogna - Milano, San Bernardino al Verbano - Intra, Vecchia Milano.
Bibliografia:
1963 - Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della Unione
Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del
Turismo, ottobre, p. 23.