Enrini Giuseppe (1899-1962)
Studiò a Brera, ove seguì i corsi di pittura e poi di scenografia, sotto la guida del Mentessi. Già scenografo alla Scala, seguì i corsi di Architettura, passando poi alla scultura, discepolo di Graziosi. Perfezionò ancora la sua preparazione tecnica seguendo i corsi della lavorazione del Marmo alla Scuola di Adolfo Wildt. Lavorò molto per l'arte funeraria.
Molte sue opere sono presso privati (soprattutto i busti nei quali egli si proponeva sempre di raggiungere la somiglianza dei soggetti ritrattati). Fra i più notevoli: « Il Magutt» (presso la « Scuola Muraria di Milano); «Torso di danzatrice»; Monumento alla famiglia dott. Lorenzini (Cimitero Maggiore); Monumento famiglia Santagostino (Cimitero Monumen-tale); Monumento all'aviatrice Gabry Angelini; Monumento al Caduto (Mandello Lario); San Francesco (Novara - Convento dei Frati Minori); La Pietà (Como); numerose cappelle funebri (architettura e scultura) presso il Cimitero Monumentale di Milano. L'ultimo suo lavoro, inaugurato quando era già colpito dal suo male, è un busto del Col. Carretto, caduto in Russia. (1963 - Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), (con ill.), a cura
della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano,
Palazzo del Turismo, p. 22
).
Ha frequentato all’Accademia di Brera i corsi di pittura e scenografia; è stato
scenografo al Teatro alla Scala di Milano; ha seguito quindi lezioni di Architettura,
passando poi alla scultura e perfezionando la sua preparazione tecnica con i corsi
della lavorazione del marmo, alla scuola di Adolfo Wildt. Ha fatto parte del
movimento artistico “Novecento”.
OPERE
Ha lavorato molto per l’arte funeraria, realizzando sculture in marmo e in bronzo,
oltre a vetrate policrome; le sue opere si trovano prevalentemente a Milano, al
Cimitero Maggiore, al Monumentale, a Musocco. Altre sono a Busto Arsizio, Como,
Inveruno, Lecco, Legnano, Pontechiasso. Ha realizzato anche monumenti civili,
legati alla Resistenza.
A MANDELLO
A Mandello sono conservate ben otto opere sue.
Nel cimitero del capoluogo si trovano:
bassorilievo in granito, a ricordo del partigiano Giovanni Poletti (sul muro
esterno, lato destro)
monumento ai partigiani (statua in bronzo)
Angelo in volo (tomba Gaddi-Lafranconi)
Pietà (statua in bronzo, tomba Comini)
Nel cimitero di Somana ci sono:
Angelo musicante (originariamente posizionato sulla tomba della cognata,
ora sul muro)
Deposizione del Cristo (originariamente posizionata sulla tomba dello
scultore)
Madonna addolorata (originariamente posizionata sulla tomba Gallandra)
Monumento al partigiano (altorilievo in marmo, sul viale principale).
Somana era un luogo a lui molto caro dove passava le vacanze fin da ragazzo e dove
era sfollato da Milano durante la seconda guerra mondiale. Qui è stato sepolto.
L’Archivio ha posizionato delle targhe che ricordano l’artista e descrivono le sue
opere. (Mandello - Scheda a cura dell’Archivio Comunale Memoria Locale ODV-2019)
Dal 10 settembre 1927, partecipa alla mostra: Onoranze a Volta, che si tiene nell'Istituto G. Carducci di Como, con le scultura: La piccola lavoratrice, Venere uscente dal mare.
Nel febbraio 1931 partecipa all'Esposizione Sociale della Camerata Artisti Combattenti d'Italia, a Milano, Palazzo della Permanente, con le sculture in bronzo: Adolescente, Madonna dolorosa (bassorilievo), Bambina che dorme (marmo di Candoglia).
Con le opere La danzatrice, Maestro Mentessi, La Vittoria, figura nel 1963 alla Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), a cura della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, che si tiene nel Palazzo del Turismo di Milano.
Dal 4 al 19 aprile 1964 figura alla Terza Mostra Artisti Scomparsi (nell'ultimo cinquantennio), a cura della Unione Internazionale Vedove e Familiari d’Artisti, a Piacenza, Salone del Palazzo Gotico, Piazza Cavalli, con le opere: Testa di Vittoria, La mammina, El magutel, Le treccine.
Bibliografia:
1927 - Catalogo della Esposizione Nazionale d'Arte indetta dal Comitato per le onoranze a Volta, catalogo mostra, Como, Istituto Carducci, p. 32, 48.
1931 - Esposizione Sociale della Camerata Artisti Combattenti d'Italia, catalogo mostra, Milano, Palazzo della Permanente, pp. 185, 191, 194, nn. 117, 191, 249.
1963 - Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), (con ill.), a cura della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del Turismo, p. 22.
1964 - Terza Mostra Artisti Scomparsi (nell'ultimo cinquantennio), a
cura della Unione Internazionale Vedove e Familiari d’Artisti, catalogo
mostra, Piacenza, Salone del Palazzo Gotico, Piazza Cavalli, 4-19 Aprile
1964, p.
43.
2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume I, A-L, Adarte, p. 355