Fratello del pittore e architetto Cesare.
Nel 1883 partecipa con tre sculture: Amore che tira il dardo, Busto di Cossa, Beatrice Cenci, alla Esposizione di Belle Arti MDCCCLXXXIII, di
Roma.
Esegue nel 1886 il busto-ritratto di Ludovico di Baviera, destinato al salone delle feste del Campidoglio (attualmente è conservato al Museo di Roma).
Esegue il busto di Mattia Montecchi, l’opera viene inaugurata nel 1898 sul Gianicolo di Roma.
Bibliografia:
1883 - Amore che tira il dardo, statua in marmo di Dies Emilio, Roma.
Giornale illustrato della Esposizione di Belle Arti MDCCCLXXXIII. ...,
Roma, Perino Editore, p. 160 ill.
1922 - Antonio Marino, Il Gianicolo Illustrato, Roma, Stab. Tipogr., p. 151.
1994 - Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani, Dal neoclassico al liberty, seconda edizione, volume primo, Lodi, Il Pomerio, p. 411.
2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume I, A-L, Adarte, p. 317.
2006 - Aldo Lo Presti, Le Arti ad Orvieto. Proposta per un dizionario, Orvieto, Arte Cultura Sviluppo, ad vocem.