Nasce nel 1952 a Mantova, dove vive e lavora.
Ha iniziato a dipingere nei primi anni ‘70, interpretando in modo originale alcune figurazioni del surrealismo storico (Arp, Tanguy). Nel corso degli anni l’interesse di Diani si volge all’arte concettuale e soprattutto agli autori del Nouveau Réalisme, spinto dal bisogno di proporre una realtà colta nelle sue stesse materie, oggetti, impronte. La “realtà” nelle opere di Diani, proprio esaltando l’immediata concretezza della materia, la sua oggettività, il suo essere manufatto, si costituisce come una riscrittura del reale, un palinsesto, una “realtà stesa sopra la realtà”. Fondamentali per l’artista sono le lezioni di Burri e di Fontana. Ma non solo, grazie alla frequentazione di pittori mantovani quali Sergio Sermidi e Renzo Schirolli, Diani concentra nell’uso del colore puro, al quale affida il compito di strutturare per fasce cromatiche il supporto, tanta parte della sua ricerca pittorica.
Sicuramente Diani è tra i pochi artisti italiani ad avere trasformato l’arte dell’assemblaggio in un proprio punto di forza, rendendo indistinti i confini esistenti tra scultura, collage e lavorazione del legno. Incastonando casse impilate, con pezzi di legno di ogni genere e con materiali di scarto raccolti in ogni dove, Diani crea architetture astratte, barocche e monumentali, che suggeriscono un mondo poetico ed immaginario.
Unendo insieme gli oggetti che la gente comune getta via, l’artista riesce a ridare vita ai più disparati materiali, che acquistano una sorta di “vita spirituale”, superiore alla vita per la quale gli stessi oggetti erano originariamente stati creati.
Contatti:
Cell.
E-mail: dianivalerio@alice.it
E-mail: valeriodiani.arte@gmail.com
Instagram: valeriodiani.artegmail
Mostre personali e collettive:
1975 – Salotto Arte Centro 2° Concorso Nazionale di Pittura, (piccolo formato), Mantova, collettiva. 1978 – Galleria L’Incontro, Ostiglia (Mn), presentazione dell’autore, personale. Premio Nazionale di Pittura San Cataldo 3° Ediz., collettiva. 2° Premio di Pittura “Athos Bertolini”, Pomponesco (Mn), collettiva. 1979 – Premio di Pittura San Lazzaro, 3° Ediz., Mantova, collettiva. 1980 – Galleria La Torre, Mantova, collettiva. 1981 – Galleria La Torre, Mantova, collettiva. 1982 – “Giovane Arte Mantovana”, Villa Strozzi, a cura di Renzo Margonari, Palidano di Gonzaga (MN), collettiva. 1986 – Liceo Linguistico “Redentore”, presentazione di Renzo Margonari, Mantova, personale. “Arte in Piazza”, a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Grazie di Curtatone (Mn), collettiva. “Arte in Piazza”, a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Sermide (Mn), collettiva. “Arte in Piazza”, a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Castiglione delle Stiviere (Mn), collettiva. “Arte in Piazza” - a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Roncoferraro (Mn), collettiva. Galleria La Fenice, Gazoldo degli Ippoliti (Mn), collettiva. Galleria La Torre, Mantova, presentazione dell’autore, personale. 1987 – “Itinerari Gonzagheschi”, Palazzo Ducale, a cura di Renzo Margonari, Sabbioneta (Mn), collettiva. 1988 – Centro Comunale di Guastalla (Re), collettiva. 1990 – Sala 90, Palazzo Ducale di Mantova, a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione (Mn), collettiva. Natura Fluens, Palazzo della Ragione, Mantova, collettiva. 1996 – Galleria 2E, Suzzara (Mn), presentazione di Lorena Corradini, personale. Galleria Pegaso, Castiglione delle Stiviere (Mn), presentazione di Fabrizio De Vincenzi, personale. “7-8-Novecento”, Modena (Sponsor Studio Lobo-Correggio), personale. 1997 – Galleria 2E, Suzzara (Mn), presentazione di Lorena Corradini, collettiva. Galleria S. Sebastiano, Mantova, presentazione di Paola Cortese, collettiva. Galleria Linea 70, Verona, presentazione di Mauro Carbone, personale. 1998 – Galleria Antonio Battaglia, Milano (Brera), personale. Utopia Int. Contemporary Art Gallery-Hastings, East Sussex U.K., presentazione di Enrico Mosca, collettiva. Etruriarte 9°, Venturina (Li), a cura della Galleria Punto Arte di Modena, presentazione di Carlo Federico Teodoro, personale. Galleria Studio Palazzi, (Arsenale), Venezia, collettiva. Galleria Civica di Montichiari, Premio Treccani degli Alfieri, a cura dell’Assessorato alla Cultura, Brescia, collettiva. Galleria d’Arte Moderna Alba, Ferrara, collettiva. Arte Padova ’98, 9° Ediz., Padova, collettiva. 1999 – Galleria Punto Arte, Modena, presentazione di Carlo Federico Teodoro, collettiva. Limner Gallery (D.A.B.), New York (USA), collettiva. Galleria Atelier Arti Visive, Mantova, Narciso e l’autoritratto, collettiva. Arte Padova ’99, 10° Ediz., Padova, collettiva. XVII Premio Firenze, a cura del Centro Culturale M. Conti, Firenze, collettiva. 2000 – Galleria Linea 70, Verona, presentazione di Mauro Carbone, collettiva. Pinacoteca Comunale di Quistello, Il disegno a Mantova 1950 - 2000, a cura di F. Capisani e F. Bassignani, Quistello (Mn), collettiva. 2001 – Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova, personale. C.F.P. “F. Bertazzoni”, Arte in Arti e Mestieri 1° Ediz., Suzzara (Mn), collettiva. 2002 – C.F.P. “F. Bertazzoni”, Arte in Arti e Mestieri 2° Ediz., Suzzara (Mn), collettiva. Pinacoteca Comunale di Quistello (Mn), collettiva. 2004 – Villa Usignolo 13° Ediz., a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sarezzo (Bs), collettiva. Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova, presentazione di Alberto Cappi, personale. 2005 – Galleria Arteamici di Calvisano (Bs), a cura di Angelo Boni, personale. Galleria di Palazzo Deodato Laffranchi, a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Carpenedolo (Bs), presentazione di Renzo Margonari, personale. Galleria Arianna Sartori Arte & Object Design, II Rassegna d’Arte Mantova, collettiva. 2006 – Galleria Gulliver, a cura della Libreria Mondadori, Mantova, personale. Villa Zamboni, a cura dell’Ass. Culturale “Humus”, Valeggio sul Mincio (Vr), collettiva. Premio Suzzara 45° Ediz., a cura del Comune di Suzzara, collettiva. Loggia dei Mercanti, a cura della Camera di Commercio di Mantova, personale. 2007 – C.F.P. “F. Bertazzoni”, Arte in Arti e Mestieri 7° Ediz., Suzzara (Mn), collettiva. 2008 – C.F.P. “F. Bertazzoni”, Arte in Arti e Mestieri 8° Ediz., Suzzara (Mn), collettiva. 2009 – Galleria Arianna Sartori Arte & Object Design, Colore & Materia, Mantova, collettiva. Galleria Gulliver, a cura della Libreria Mondadori, Mantova, personale. C.F.P. “F. Bertazzoni”, Arte in Arti e Mestieri 9° Ediz., Suzzara (Mn), collettiva. 2011 – Tanur Gallery Tower Sandton City, Johannesburg, collettiva. 2012 – Maria Naumowicz Gallery Sandton Hilton Hotel, Johannesburg, collettiva. 2013 – Manuela Rassloff Art Gallery Hout Bay, Cape Town, collettiva. 2014 – Tanur Gallery Tower Sandton City, Johannesburg, collettiva. 2015 – Casa Museo Sartori, Castel d'Ario (Mn), L'arte italia dalla terra alla tavola. 2017 – Galleria Arianna Sartori Arte, personale: Untitled. 2024 – Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova, Mantova in collettiva 2024/2. 2026 – Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova, Artisti 5+1.
Giudizi critici:
Non si può restituire senza ricreare
«Pare che ai tempi nostri, gli artisti possano soltanto riabilitare materiali visivi già sperimentati dalle avanguardie del XX secolo. Infatti, viviamo un’epoca manierista dove, pur con approfondimenti e precisazioni, si seguono itinerari battuti nel periodo più eclettico nella storia dell’arte occidentale. Eppure, fino a pochi anni fa, in Italia l’eclettismo era pregiudizialmente interdetto. Per me, invece, la capacità di seguire varie logiche segnala un’apertura mentale superiore, insomma un indizio di maggiore intelligenza. Non dico per chi esegue molte varianti di un solo pensiero ma per chi trasferisce la propria ricerca su vari piani d’invenzione. Valerio Diani (Mantova, 1952), ad esempio, è uno di questi. In una città di corte prospettive come la nostra con un grande passato avanguardistico, Diani quasi nasconde, persino, di essere un artista poiché sa bene che solo alcuni intenditori potrebbero apprezzare la sua ricerca. Tuttavia, le opere, che visito periodicamente fin da quando cominciò il suo itinerario creativo, segnano uno sviluppo lineare e una compattezza culturale oltre che stilistica. Simili artisti sentono un’impellente necessità di verificare e tentare mille metodi, tecniche, materiali e così via. La loro curiosità per le forme e i modi e le mode culturali, è insaziabile. Sanno che solo immergendosi nella morfologia di tutte le possibili declinazioni del pensiero cui mirano, possono, a volte, ottenere senza imitare, guardando con attenzione ogni aspetto del problema, approfondendo gli aspetti e il loro contrario. Occorre, inoltre, saper gestire le tecniche, anche intrecciandone le particolarità. Tutto ciò penalizza con mancata popolarità presso il pubblico nostrano che apprezza la ripetitività e la riconoscibilità come fossero un pregio. È una discontinuità che comporta il porsi al di fuori dei rituali mondani dell’appartenenza alla società artistica. Diani ha seguito imperterrito folte sperimentazioni, spesso pensose, altre volte gioiose, altre ancora giocose; giacché il progetto, lo jus operandi, il gioco, compongono la sua passione creativa tesa al continuo rinnovamento delle proprie convinzioni. Egli è, dunque, un artista solitario che percorre a slalom tutte le ipotesi che si sono presentate negli ultimi trent’anni, dall’astrattismo al Surrealismo, alla Pop Art, alla Poesia Visiva o Lettrismo, di cui realizza versioni dipinte o plastiche, ironiche, perplesse, con colori sempre franchi e una pulizia formale che testimonia l’ordine morale di una persona che fa arte per rispondere a propri dubbi psicologici e filosofici rappresentati con solide strutture formali ben calcolate e geometriche, attribuendo forma fisica agli interrogativi. Tutte le sue opere sono eseguite con gran cura e rispetto artigianale per i materiali che oltre ad essere un’eredità genetica della sua personale cultura, rivelano anche un gusto raffinato. Che cos’è l’arte? Valerio si chiede, e sente un impulso irrefrenabile nel continuare a chiedere. Poi c’è da scegliere il modo e gli strumenti con cui esplorare questi terreni, alcuni incolti, altri già arati, e occorre -mi sia concessa la metafora- saper scegliere con quali calzature percorrere fondi aspri e altri scivolosi, alcuni noti e altri inesplorati. Dipingere, modellare, decalcare, riciclare, accumulare, derivare? Finché avviene un incontro che ti riconduce alla scelta più semplice, all’essenza come, ad esempio, le composizioni astratte, pittoriche, di Burri (si ricominci daccapo, basta con l’Informale) che hanno strutture astratto-concrete e ricordano i pionieri dell’astrazione italiana con colori gloriosi e potenti, contrasti franchi e decisi. Alberto Burri non può essere citato, sennò si cade dritti nell’imitazione, dunque neppure può essere imitato, ma come tutto ciò che hanno pensato i più grandi maestri, può essere indagato, interpretato. Ecco un pensiero da percorrere nella propria coscienza, e dopotutto Burri che incredibilmente, infine, torna a dipingere, è un magistrale esempio di eclettismo (sacchi, “gobbi”, ferri, plastiche, ustioni e cretti, cellotex). Valerio Diani, nel ricollegarsi ai dipinti su cellotex di Burri, il quale si poneva in relazione con l’astrazione storica degli anni Quaranta-Cinquanta, in particolare al Color Field Painting americano (ennesima rifondazione del concretismo europeo), cerca nuove forme e determinazioni, attribuisce accentuazioni cromatiche e partiture con diverse declinazioni del linguaggio pittorico.
La mostra, dall’8 al 23 dicembre, alla Galleria Sartori -via Cappello 17-, s’intitola (ecco l’inevitabile ossimoro) Untitled, senza titolo. Sono immagini sintoniche ottenute con progressivi avvicinamenti, anticipazioni apparentemente provvisorie, per sviluppare l’esperienza con un ciclo svolto appieno. Si vede, allora, anche per la voluta piccola dimensione, modestia vera, a fronte delle immense composizioni burriane, che non sono imitazioni o reiterazioni desunte, ma personali interpretazioni che si devono guardare per il semplice piacere visivo, così come ad un concerto si ascolterebbero le interpretazioni di musica conosciuta che ogni direttore d’orchestra riveste con propri criteri provenienti dall’intimo sentimento soggettivo. In queste piccole composizioni quadrate sono contenuti grandi spazi -si sa che in pittura la profondità prospettica è una convenzione, non affare di misure lineari- e la potenza evocativa del colore distribuisce generosamente forti sensazioni. Tanto basta per rendere avvincente il continuo sperimentare di Diani e la sua avventurosa e intraprendente esplorazione della comunicazione estetica. Egli ribadisce, infatti, che “non si può restituire senza ricreare”, eterna verità dell’arte».
Renzo Margonari
(da “La nuova Cronaca di Mantova”, 15 dicembre 2017)
Bibliografia:
2000 - Adalberto Sartori - Arianna Sartori, Artisti a
Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico, volume II, Bond - Dic, Mantova,
Archivio Sartori Editore,
pp. 1014/1015.
2015 - L’arte
italiana dalla terra alla tavola, a cura di Arianna Sartori, presentazione di
Maria Gabriella Savoia, catalogo mostra, Castel d'Ario, Casa Museo Sartori,
Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. nn.
2018 - Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea 2019, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore, p. 75.
2020 - Artisti Italiani 2021 catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea, a cura di Arianna Sartori, prefazione di Maria Gabriella Savoia, Mantova, Archivio Sartori Editore, p.158.