De Veroli Carlo (1890-1938)
Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Carrara e lo studio dello zio Arturo Dazzi. Nel 1914 fu chiamato alle armi. Dal 1915 al 1917 fu in zona di guerra; fu congedato nel 1919 a Napoli dove conobbe Gemito e Mancini. Da allora prese parte a tutte le biennali di Venezia, le Quadriennali romane e l e Triennali di Milano dove nel 1936 ebbe la Medaglia d'Oro per Ragazza che cammina. Nel 1935 l a Medaglia d'Oro alla Mostra Internazionale di Bruxelles. Sue opere principali: il Portale del palazzo della Provincia d i Napoli, i Cavalli della stazione marittima, vari altri monumenti. Dieci statue al Foro Italico a Roma. Ha lasciato inoltre una sessantina di opere fra sculture e ritratti, fra cui quello di Antonio Mancini e del Sovraintendente alle Belle Arti, Armando Vené. Professore all'Istituto d'Arte di Napoli e professore onorario dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 1940 ebbe il Salone d'Onore alla Biennale di Venezia. (1963 - Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), a cura della
Unione Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo
del Turismo, p. 21
).
Nipote dello scultore Arturo Dazzi, nato a Carrara, dopo aver combattuto nel primo conflitto mondiale, si dedicò all'attività di scultore, vincendo una cattedra presso il R. Istituto di Napoli. Partecipò alla Triennale di Milano nel 1936, esponendo delle medaglie
Dal 30 marzo al 30 giugno 1921, figura alla Prima Biennale Romana, con la scultura: Testa.
Con i gessi Testa di giovane, Ritratto di Signora, ed il bronzo Frammento, figura nel maggio-ottobre 1921 alla 1^ Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli.
Nel 1922 partecipa alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con due sculture in bronzo: Testa virile, Testa di giovane.
Nella primavera del 1923 partecipa alla Quadriennale di Torino, Esposizione Nazionale di Belle Arti, con le opere: Satiretto, Satiretto con ninfa..
Nel 1924 partecipa alla XIV Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 1 scultura
Nel 1926 partecipa alla XV Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con due sculture
Nel 1928 partecipa alla XVI Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con due sculture
Nel 1930 partecipa alla XVII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con la scultura in bronzo: L'ovaiola.
Tra le sue opere più rilevanti si ricordano le formelle del Palazzo della Provincia di Napoli,
Realizza per il Foro Italico 10 statue a partire dal 1930: Atleta che si massaggia (Nuotatore) - città di Napoli; Pugilatore in Guardia - città di Sassari; Podista (maratoneta) - città di Novara; Calciatore in riposo - città di Bari; Pugilatore in riposo - città di Siracusa; Sciatore, 1931/32, - città di Bolzano; Pugile vittorioso (lottatore che saluta), 1932, - città di Milano; Atleta che si asciuga (Nuotatore), 1932, - città di Livorno.
Nel 1932 partecipa alla XVIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con la scultura in gesso: Risveglio.
Esegue il monumento dedicato ad Aurelio Padovani (1934), fondatore dei "fasci" a Napoli, poi andato distrutto.
Nel 1934 partecipa alla XIX Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con tre sculture in bronzo: Nudo, Testa di donna, Testa di donna.
Tra le sue opere più rilevanti si ricordano le formelle in altorilievo di bronzo del Palazzo della Provincia di Napoli (1934/1936). Atleti, Pugili, Famiglia, Minatori, ecc.
Nel 1936 partecipa alla XX Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 1 scultura
Partecipa nel settembre/ottobre 1937 XV, alla Seconda Mostra del Sindacato Nazionale
Fascista Belle Arti a Napoli, Palazzina Spagnola.
Nel 1938 partecipa alla XXI Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con 1 scultura
Nel 1940 viene ricordato alla XXII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, con una Mostra Retrospettiva, con 15 sculture
Figura con tre opere: Ragazza che cammina, Ragazza al sole, Ritratto di Ragazza, nell'ottobre 1963 alla Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), a cura della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, che si tiene nel Palazzo del Turismo di Milano.
Bibliografia:
1921 - Prima Biennale Romana. Esposizione Nazionale di Belle Arti nel Cinquantenario della Capitale. Catalogo mostra, Roma, p. 138.
1921 - 1^ Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli, catalogo mostra, Napoli, maggio-ottobre, pp. 40, 47. 47.
1922 - XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, p. 47.
1923 - Quadriennale di Torino, Esposizione Nazionale di Belle Arti, catalogo mostra, pp. 32, 61, nn. 182 ter., 705.
1930 - XVII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, p. 137.
1932 - XVIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, catalogo mostra, p. 176.
1934 - XIX Esposizione Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, catalogo mostra, p. 147.
1963 - Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), a cura della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del Turismo, p. 21.
1994 - Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani, Dal neoclassico al liberty, seconda edizione, volume primo, Lodi, Il Pomerio, p. 410.
1996 - La Biennale di Venezia. Le Esposizioni Internazionali d’Arte 1895-1995, Venezia, Electa, p. 388.
2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume I, A-L, Adarte, p. 316.
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