www.archiostoricobarilla.com - Alfredo Cavadini era nato a Verona il 27
agosto 1905. Dopo il diploma all’Istituto professionale di disegno
geometrico meccanico di Verona, seguendo la sua vocazione artistica,
frequentò l’Accademia Albertina di Torino. Rientrato a Verona divenne
aiuto scenografo per gli allestimenti della stagione lirica all’Arena.
Fu un personaggio schivo con un suo stile personale. Trasse spunti dalla
lezione di Cappiello nella quale si innestavano elementi della grafica
cara agli esponenti del secondo Futurismo.
Dal 1922 al 1926 lavora presso lo stabilimento
Mondadori di Verona, dove impara la tecnica dell’incisione litografica,
conosce Gabriele D’Annunzio e partecipa alla realizzazione delle lastre
per l’
Opera omnia del Vate. Nel 1927 si trasferisce a Genova,
dove rimarrà fino al 1930, lavorando presso l’azienda grafica Barabino
& Graeve e partecipando attivamente al Secondo Futurismo, del cui
manifesto è uno dei firmatari. Conosce e frequenta Marinetti, Martini,
Casorati, Sironi con cui espose nel 1927 alla Mostra d’Arte Futurista di
Genova.
Nel 1930 viene chiamato da Mario Gros a Torino e
fino al 1933 lavora presso l’industria grafica Gros-Monti, con la quale
realizzerà alcune delle sue migliori opere per Fiat, Gancia e Olivetti e
dove conosce Luciano Bonacini (> Link Scheda).
Trasferitosi a Milano, dal 1933 al 1935 lavora presso la Pizzi & Pizio, poi Industrie Grafiche Amilcare Pizzi (> Link Scheda),
dove illustra per Barilla il Calendario 1936 con le danze regionali
italiane, per poi aprire un proprio studio grafico, che collabora con
Persil, Locatelli, Radio Marelli, Philips e Frank. Stringe un solido
rapporto di collaborazione con Cesare Ricciardi, titolare dell’omonima e
affermata agenzia pubblicitaria, esegue pregevoli lavori per la società
De Angeli – Frua specializzata nella stampa a mano dei tessuti e
realizza nel 1937 la grafica del Concorso Bonaventura – cui partecipa
anche Barilla – riprendendo il noto personaggio di Sergio Tofano –
attore, scenografo ed illustratore (Roma, 1886-1973) in arte STO – ed
elaborando manifesti, locandine, annunci per la stampa quotidiana, album
per la raccolta e bustine per le figurine. Negli anni della guerra
torna a Torino e lavora per l’EIAR (oggi RAI) e per la “Gazzetta del
Popolo”.
Nel 1946 riprende l’attività professionale a
Milano, figura tra i soci fondatori dell’AIAP, Associazione Italiana
Artisti Pubblicitari e nel 1950 apre lo studio Varo (Organizzazione
Razionale Aumento Vendite) particolarmente attivo nel settore della moda
(Fila, Sanremo) e dell’alimentare (Orzo Bimbo, Zonin). Nel 1977 lascia
l’attività e si trasferisce a Beregazzo, in provincia di Como, dove si
spegne serenamente il 31 agosto 1995, lasciando al figlio Achille il suo
ricchissimo archivio.
Giancarlo Gonizzi
Bibligrafia
1935 - Pubblicità "Radiomarelli", L'Illustrazione Italiana, Milano, Anno LXII, Numero di Natale, XIV, p. 1175 ill.
PRIARONE Giuseppe, scheda su Adolfo Busi in, Grafica Pubblicitaria in Italia negli anni Trenta. Firenze, Cantini, 1989, p. 20.
Catalogo Bolaffi del Manifesto Italiano, Dizionario degli illustratori. Torino, Bolaffi, 1995, p. 53.
Alfredo Cavadini, socio fondatore dell’AIAP, in “Notizie AIAP”, n. 3, ottobre 1995, pp. 32-33.
I muri raccontano. Cento anni di manifesti stampati dalla Pozzo Gros Monti. A cura di Elvio Soleri. Torino, Pozzo, 1991, pp. 79, 97.
Si ringrazia Achille Cavadini per la preziosa collaborazione.