Caso Cesare

pittore
San Giorgio a Cremano (NA), 1903 - Sorrento (NA), 26 agosto 1987

Cesare Caso nacque nel 1903 a S. Giorgio a Cremano (NA). Morì Sorrento, il 26 agosto 1987.

Ereditò la passione per l'arte dal padre, anch'egli pittore e decoratore, da ricevette i primi insegnamenti pittorici. Adolescente, partecipava con successo alle prime mostre d'arte locali, con il sogno di frequentare l'Accademia delle Belle Arti di Napoli, che non poté frequentare a causa di una malattia che colpì il padre.

Grazie all’artista Gennaro Villani, che gli fece da maestro e a cui rimase per tutta la vita discepolo e sincero amico. Tra la fine degli anni 20 e per quasi tutti gli anni 30, pur continuando a dipingere, si dedicò prevalentemente alla decorazione in chiese ed edifici della borghesia locale e napoletana e successivamente alla scenografia nei teatri della rivista a Napoli, campi in cui raccolse altrettanti consensi ed in cui venne molto apprezzato per la sua maestria tecnica e stilistica.

Partecipò a diverse mostre a Napoli. Da citare la 2ª Mostra Regionale alla Galleria Navarra di Napoli nel gennaio/ febbraio 1946 e le tre edizioni delle Mostre d'Arte al Circolo Professionisti ed Artisti della zona vesuviana rispettivamente nel 1945-46 e 47. Verso la fine degli anni 40 si trasferì a Pavia; qui oltre alla pittura, svolse (come del resto aveva già fatto nel suo paese) lavori di scenografia e decorazione nella vicina Milano.

Non furono anni facili, quelli pavesi, accolto prima tiepidamente nell'ambiente artistico locale, riuscì tuttavia nel tempo a farsi apprezzare partecipando con consenso di pubblico e di critica favorevoli a diverse esposizioni. Tra le più importanti, la Mostra Collettiva Artisti Pavesi del 1958, al ridotto del Civico Teatro Franchini di Pavia, dove partecipò con due bellissime opere: Il Venditore di palloncini ed I Vecchi del Pertusano.

Nel 1957 si presentò con due dipinti rispettivamente alla Mostra d'Arte Pura al Maschio Angioino a Napoli ed alla Mostra d'Arte Sacra di Caserta, aggiudicandosi, in entrambe le Esposizioni, Medaglia d'Argento e Diploma di Merito. Fu però il periodo milanese il più fulgido artisticamente. Fu infatti a Milano, città in cui si trasferì verso la fine degli anni cinquanta, dove ottenne i maggiori riconoscimenti, partecipando a mostre nelle più importanti Gallerie d'Arte accanto a nomi di prestigio del panorama artistico di quel periodo (come Cantatore, Marinucci e Sassu) e con recensioni e note critiche lusinghiere.

Trascorse l'ultima parte della sua vita a Sorrento, città in cui visse per tutti gli anni 70, un'intensa attività artistica tra rassegne e personali con grande successo.

Morì a Sorrento il 26 agosto del 1987.

La pittura, di Cesare Caso è tutto stile e spirito e trova il segno evidente e carattere nell’autodidatta. Le facili immagini trovano deformazioni, ma anche liriche ardite, che possono essere presentate con segni che non sanno del mestiere ma con la condizione ardita che denota la propria personalità.

Si rispecchia nell’autodidatta il capolavoro inavvertito che non sa di scuola nè di accademia, ma bensì spirito che può essere oscuro ai più; ma che con lirica, è padronissimo di fantasia, pone di fronte, originalità improvvisa e quasi, diciamo pure diavolerie, opere che posano completamente il rigore delle opere che vanno per la maggiore.

È proprio il pittore Caso che pone questo quesito, guarda il paesaggio e lo figura con una regola direi quasi scultorea, piace e si può ammirare nelle sue svariate manifestazioni tecniche. Disegna e dipinge con tanta ammirazione il paesaggio che vede e rende con serena larghezza la spontaneità, quasi dei primitivi e la luce del bello, nel senso improvviso che piace e che esprime tutto ciò che all’animo può essere amato. È originale nella pittura senza trascendere nelle facili esibizioni. Si accontenta di esprimere quello che sente senza tener conto delle difficili e complicate ricette dei pittori chiamati moderni che non hanno esempio di portatori di novità.

Il pittore Cesare Caso s’impone con la sua arte per la bellezza del tocco e per la maestria del colore.

Il CASO ha partecipato a diverse mostre fra le tante possiamo citare quelle della zona vesuviana a Portici nel 1945-46-47. II. Mostra regionale alla Galleria Navarra a Napoli 1946 alla mostra « Rinascita Artistica » al Circolo Politecnico di Napoli nel 1947, in Pavia al Circolo di Pavia con un nucleo di Pittori e scultori Pavesi nel dicembre 1953.

Alla mostra Sindacale al ridotto del Teatro Fraschini di Pavia su invito del medesimo sindacato con due opere — la critica gli è stata favorevole riconoscendo la bontà del suo temperamento artistico segnalandolo per la forma dei suoi paesaggi interpretati con piani e volumi e virtù di disegno.

Anche a S. Giorgio a Cremano, paese natio, è conosciuto per una mostra nel marzo del 1946 elencato con opere che gli fanno onore.

Molte sue opere sono accolte in collezioni private.

I suoi modelli hanno il piacere dell’Onestà artistica che giova molto alla sensibilità pittorica; la sua sincerità prende forma nel meglio della pittura perchè il CASO crede e sente tutto quello che viene dell’animo e lo rappresenta come autodidatta com’è; Vede come sente, senza trovare tecniche ma col senso di responsabilità che la pittura intende e vuole.


Bibliografia:

1956 - Domenico Maggiore, Supplemento Artisti Viventi d’Italia, Napoli, Edizione Maggiore, pp. 132/135.

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