Broccardo Giovanni - Giò Broccar

pittore
1937

Giovanni Broccardo, conosciuto nel mondo dell'arte come Giò Broccar nasce in provincia di Venezia nel 1937, si trasferisce con la famiglia a Gallarate (VA), ma dal 1982 fino al 2000 trascorre la sua vita in Inghilterra. Lì scopre la passione per la pittura, che nasce come valvola di sfogo per allontanare la stanchezza e forse anche qualche pensiero di troppo. Le sue opere risultano, infatti, inscindibili dalla componente biografica, che sembra riemergere anche dopo anni, nei colori e negli enigmi della sua arte.


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GIOVANNI BROCCARDO IN ARTE GIO BROCCAR

Tra Vorticismo inglese e Avanguardia Moderna

L'artista Giovanni Broccardo nasce in Veneto nel 1937 ma trascorre 40 anni della propria vita in Inghilterra dove, accanto al suo abituale lavoro, comincia a coltivare la passione per l'arte e per la pittura.

Vivendo in un ambiente cosmopolita e dinamico, come quello inglese, Giovanni Broccardo è influenzato dalle varie esperienze artistiche londinesi e dallo spirito creativo degli artisti contemporanei che prediligono composizioni astratte e minimaliste accentuate dal colore vivo.

La sua ultima produzione, denominata “Color & time”, è caratterizzata da una originale interpretazione “musicale” tra strumenti e colori della vita, dove l'Artista è in grado di comporre l'armonia dell'Arte attraverso il segno grafico astratto, la semplicità della linea, e la “musicalità” raffinata e decisa del colore. A questo proposito vorrei ricordare alcuni concetti del critico d'arte inglese Matthew Collings, contenuti nel testo “Rebel with a Pose”, nel quale parla di una strana leggenda, secondo cui, la giovane arte inglese è stata una dura e snervante lotta contro l'oppressione del governo Thatcher; e gli stessi giovani artisti hanno imparato anche a essere degli ottimi manager, integrati e modaioli, organizzando mostre di lusso in vecchie fabbriche abbandonate, approfittando del crollo dei prezzi che ha seguito la crisi economica degli ultimi anni Ottanta. Pertanto il quesito di Mattew Collings è: “Ribelli o squali?”.

A mio avviso l'Arte nasce come atteggiamento di ribellione nei confronti di una normalità apparente, cioè nei confronti della società e delle abituali azioni quotidiane che talvolta attediano l'essere umano e il suo spirito creativo. Saper Creare e Comporre, equivale a definire una propria linea irregolare creativa, al di fuori di qualsiasi regola canonica esterna. Tutto è racchiuso nel proprio “Io” e nell'individuo come Artista pensante e come filosofo della vita e del mondo.

Giovanni Broccardo si apre alla realtà circostante, osserva i colori e i moti della sua città, conosce la parte più sensibile del proprio essere e quella volontà nascosta di realizzare un quadro attraverso l'ingegno e la fantasia che di certo non gli mancano.

Il suo primo incontro con la pittura è stato di tipo paesaggistico, dove sviluppando e mettendo in mostra la propria valida capacità descrittiva della natura e dell'architettura, ha saputo mantenere sempre una tavolozza realistica e ricca di toni.

Pertanto, prima di tralasciare le regole del disegno e della geometria, Giovanni Broccardo ha già sperimentato la tendenza pittorica del Realismo e della costruzione prospettica; è lecito per l'artista approfondire il proprio percorso elaborando un nuovo linguaggio espressivo, conseguenza di una precedente analisi descrittiva, che gli consente di comporre un’opera astratta molto vicina alle teorie del Kandinskj. Si tratta di un Astratto moderno, incentrato sul potere cromatico ed essenziale della linea grafica, esaltato dalla musica e dalla particolarità disegnata dello strumento musicale sempre in primo piano e ben definito.

Il Primo esempio di astrattismo inglese, dalle linee rigide e dal segno rettilineo, in parallelo all' hard-edge americano, fu quello di David Bomberg (1890-1957), personalità di spicco del Vorticismo inglese. Le prime opere di David Bomberg sono in prevalenza astratte ed utilizzano un linguaggio espressivo costituito da segmenti rettilinei (ciò che gli anglosassoni definiscono stile hard-edge), con improvvise angolazioni del tratto e con una scomposizione delle forme di matrice cubista (conobbe infatti in Francia Pablo Picasso). L'andamento vorticoso delle successive realizzazioni pittoriche, definite dai ritmi obliqui delle linee, suggeriva l'idea di un dinamico movimento a vortice, con un segno inciso che racchiudeva vivaci campiture cromatiche dai colori e dai toni contrastanti, simboli di vitalità ed energia creativa. Bomberg attualmente è stato rivalutato soprattutto per la sua propensione all'astrattismo europeo, tra quello liricamente poetico e libero da schemi che ritroviamo in Vassilli Kandinskj, e quello intellettualistico del De Stilj di Piet Mondrian.

Pertanto, proprio come i vorticisti inglesi, Giovanni Broccardo trasforma in una sua personale visione la lezione del Futurismo, che nella versione nordica è incentrato su di una rigorosa impostazione geometrica che contiene in parte la libertà espressiva e la creatività tipica del movimento italiano, il “vortice di emozioni” di cui parlava Umberto Boccioni.

L'artista Broccardo è stato definito dalla critica italiana un “Metafisico Surreale”.

Ha esposto presso la Galleria d'arte Modigliani di Milano riscuotendo successo e giudizi positivi da parte del pubblico. Con Broccardo si parla dunque di immaginazione surreale (l'avanguardia surrealista degli anni Venti-Trenta può fornire esempi significativi di questa anarchia di immagini poetiche) e di tendenza al metafisico.

Il termine “Metafisico” deriva da “meta” che significa cambiamento o trasformazione e da “Fisica”, scienza che tratta le proprietà e le interazioni della sostanza e dell'energia. La metafisica quindi, esamina le cose al di là della materia e dell'energia facendo riferimento a quel ramo della filosofia speculativa in genere, che cerca di spiegare la natura dell'essere e della realtà.

Dunque, surreali sono le idee e le impostazioni fantastiche che Giovanni Broccardo attribuisce alla scena dei suoi dipinti, metafisico il concetto di spazio e di tempo nell'essenza della pittura. La trasformazione dell'immagine stessa diventa composizione e scomposizione di oggetti e soggetti, di felici accostamenti di linee e colore attraverso uno schema equilibrato e nuovo.

La presenza costante della chiave o del chiodo fisso raffigurato in ogni opera, o se non visibile da ricercare in altre forme, descrive chiaramente la passione di Giovanni Broccardo verso l'arte e la pittura.

La chiave rappresenta il distintivo e la firma dell'artista che si cela dietro un enigma grafico e mentale, come se volesse racchiudere, con quel simbolo, un momento di felicità e di spontaneità verso la vita e le cose.

Interessante è il rapporto con lo spazio compositivo, concepito come uno scenario teatrale dove disporre il pensiero fantastico della sua Arte, la musicalità dei colori e l'armonia delle sue Idee: Salvation è l'opera che si discosta dalle altre per la presenza della linea grafica all'interno di una composizione incentrata sul colore e sulla croce come simbolo moderno divino e di salvezza. Hot day appare come manifesto pubblicitario o come uno slogan contemporaneo, realizzato con originalità e tecnica mista, seguendo la scia della Pop Art e della stravaganza cromatica inglese, evidenziando un contrasto di colore e materia, dal dorato al rosso cangiante. Non manca una punta di ironia tematica tra le opere di Broccardo: in The Artist hand, prevale questo senso di humor inglese, dove la vera artefice dell'opera prima è la mano, quella gestualità innata e spontanea dell'essere.

«Ho voluto comporre pitture su tela simili a rappresentazioni sulle scene; e spero che vengano giudicate con lo stesso criterio; ho cercato di trattare il mio soggetto come autore drammatico; il mio quadro è il mio palcoscenico, e gli attori sono uomini e donne che per mezzo di atti e gesti figurano una pantomima». Queste sono affermazioni di William Hogarth, (1697 - 1764), pittore e incisore inglese, autore di stampe satiriche, che ispirandosi al teatro e alla letteratura contemporanea, era capace di creare vere e proprie opere d'arte.

Giovanni Broccardo ancor prima di dedicarsi alla pittura è stato un attento osservatore della realtà che ha vissuto e che vive oggi diversamente, riconoscendola solo attraverso i profumi dell'arte e dei colori. Circondato da un ambiente stimolante e dinamico, si è ispirato ai caratteri della città inglese e ai colori della gente, senza trascurare la lezione fondamentale del disegno e le tappe graduali che l'individuo creativo deve seguire e completare per capire sé stesso e diventare un ARTISTA.

Isabella Convertino, Dott. Arch. Critico d'Are

Galleria Modigliani - Milano


L'ARTISTA ARNATESE GIOVANNI BROCCARDO HA DONATO A PAPA FRANCESCO UN RITRATTO CHE HA DIPINTO SU GRANDE FORMATO.

In una speciale e coinvolgente udienza in Vaticano nel 2017.

Negli anni Ottanta aveva realizzato un ritratto anche per Lady Diana, quadro che la BBC aveva poi messo all'asta.

Nel 1985 aveva dipinto un ritratto di Lady Spencer Diana; lo scorso anno su tela aveva fissato l'immagine del prevosto di Gallarate, monsignor Ivano Valagussa, adesso la sua arte è entrata nella più importante sede apostolica romana.

Residente ad Arnate, il pittore Giovanni Broccardo ha, in una commossa, per l'interessato, udienza in Vaticano, fatto dono a Papa Francesco di una sua, similare per i contenuti espressivi, alle precedenti, opera.

Un grande ritratto del Pontefice che Broccardo ha realizzato impegnandosi su imponenti misure: quasi due metri di altezza per circa uno di larghezza. Di Papa Bergoglio l'artista concittadino ha saputo cogliere, nei tratti del viso, tutta quella simpatia e quella bonomia che Papa Francesco dispensa ad ogni occasione.

Imponente, ma dolce al contempo, la svettante immagine, preziose le tonalità che ha gestito per le varie componenti della veste. Sontuosa, e pur sempre dai riflessi paterni, la resa complessiva.

Insomma, per Giovanni Broccardo prosegue una significativa esperienza artistica che nel 1985, quando per motivi di lavoro si trovava nella City, lo aveva portato a dipingere il ritratto di Lady Diana.

Opera che la BBC, la British Broadcasting Corporation, la "auntie", la zietta per i britannici, aveva acquisito e successivamente messa all'asta.

Broccardo, con fair play, non svela la cifra battuta, ma tra una insistenza e l'altra è parso di intuire che si trattasse di una somma di tutto rispetto.

Impossibile sapere anche chi fosse stato il nuovo, dopo la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo nel Regno Unito, acquirente.

Resta la grande soddisfazione per l'artista che, lo ricordiamo in conclusione, nel 2016 ha dipinto, e allo stesso fatto gradito dono, un ritratto del prevosto Valagussa.

Ritratto, dalla sorridente espressione, che come si suol dire, a onore del bravo artista, parla.

Elio Bertozzi


Un nuovo quadro nella chiesa di Arnate. Opera con tema religioso.

Sentivo di dipingere questo crocifisso per tutti i giovani e gli adulti perché purtroppo siamo in un periodo di buio (questo è visibile anche nell'opera).

Nel dipinto i due giovani ritratti guardano quel poco di colore nel sole e sperano che domani mattina si sveglieranno e che la tempesta sia passata.

Devono capire che non bisogna mai aver paura nella vita perché ci sarà sempre un domani migliore per tutti.

Anch'io ricordo il buio del 1944, eppure sono ancora qui con la grazia di Dio.

Voi ragazzi, non temete mai, aiutate gli altri, state attenti però del dito rosso che vi può deragliare.

Ringrazio Papa Francesco per aver risposto con tutta la Sua bontà alla mia lettera e la foto del mio crocifisso.

Giovanni Broccardo, gennaio 2023


Sapore metafisico

Le opere di Giovanni, o meglio di Giò Broccar, come ama farsi chiamare, appartengono ad un universo vagamente metafisico, dove profili umani ed oggetti inconsueti fluttuano isolati su di uno sfondo dal colore deciso, avvolgente. Prevalgono i rossi, i neri e l'oro, che contribuiscono al distacco dalle realtà verso un mondo piuttosto surreale e a tratti inquietante.

Colore e Pensiero risultano, quindi, le due dominanti: il pensiero che costantemente affiora in superficie, che si materializza in apparizioni misteriose e che porta ad interrogarsi sull'enigma del reale.


“SPLASHES OF LIFE”

Mostra personale di Giovanni Broccardo (Giò Broccar)

Si inaugura Sabato 14 febbraio 2026, presso la sede della Pro Loco di Gallarate, la mostra personale di Giovanni Broccardo, in arte Giò Broccar, visitabile fino al 27 febbraio 2026.

La mostra, intitolata SPLASHES OF LIFE – letteralmente “spruzzi o schizzi di vita” – raccoglie numerose opere di grande formato, realizzate in acrilico su tela, che si inseriscono nel linguaggio dell’Espressionismo Astratto, reinterpretato in chiave contemporanea attraverso una tecnica personale maturata in quasi 45 anni di esperienza artistica.

Nelle opere di Broccar il colore non è affidato al caso né a un gesto istintivo fine a sé stesso: ogni intervento pittorico nasce da una ricerca tecnica articolata, frutto di un percorso creativo innovativo e sperimentale. Il colore diventa così “tocco e stoccata”, movimento arcuato, gesto controllato e dinamico al tempo stesso.

L’artista dipinge con decisione e delicatezza, scegliendo con attenzione spazio e tempo dell’azione pittorica, fino a far “danzare” il colore sulla tela. Ne deriva un equilibrio cromatico armonico, ottenuto attraverso accostamenti sapienti e un tratto riconoscibile, capace di trasmettere energia, dinamismo e bellezza.

In SPLASHES OF LIFE, L’Espressionismo Astratto assume una dimensione al tempo stesso lirica e geometrica, ritrovandosi nelle forme semplici del tondo e del quadrato. Il colore non è disordine, ma linguaggio estetico personale e coerente, filo conduttore dell’intero percorso artistico di Broccardo.

La raccolta nasce da un processo produttivo lungo e laborioso, volto a mescolare e comporre schemi cromatici capaci di coinvolgere visivamente lo spettatore. L’osservatore è invitato a seguire le linee aperte e le macchie di colore, entrando in relazione diretta con l’opera e partecipando attivamente a un’esperienza visiva che stimola lo sguardo e la mente.

Come afferma lo stesso artista in una nota biografica:

“L’Arte è comunicazione senza barriere e capire l’Arte è nella capacità, di chi osserva, di comprendere.” In occasione dell’inaugurazione, nel giorno di San Valentino, SPLASHES OF LIFE si propone come un invito a lasciarsi attraversare da un guizzo vitale di passione ed emozione, nella capacità dell’Arte di parlare direttamente al sentimento.

Cristina Zavagnin, 2026

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