BOCCIONI UMBERTO (1882-1916)
Fu pittore, scultore e scrittore. Frequentò per qualche tempo la Scuola libera del nudo e lo studio di Balla, a Roma. Nel 1902 vinse un premio di pittura e si recò a Parigi; visse per qualche tempo a Berlino. Nel 1904 risiedette per sette mesi in Russia, dando lezioni di pittura. Tornato in Italia nel 1905, lavorò a Padova e a Venezia. Si trasferisce quindi a Milano, ove si incontra con Marinetti. Nel 1910 tiene una mostra personale alla Ca' Pesaro di Venezia. Nello stesso anno, con Russolo, Balla, Severini e Carrà, lancia il primo «Manifesto della pittura futurista».
Sue opere più notevoli: Le tre donne; La madre; Autoritratto (Collezione Baer di Milano); La signora Virginia (Galleria d'Arte Moderna di Milano); Donna perduta (Galleria d'Arte Moderna di Roma); Elasticità; Foot-Baller; Stati d'animo. Una collezione di acqueforti e punte secche è nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Fervida e intensa fu l'attività che egli spiegò con Marinetti, in compagnia del quale si recò nelle capitali europee per chiarire e diffondere, valendosi di manifesti, mostre e discorsi, i canoni che erano alla base del movimento futurista. (
1963 - Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del Turismo, ottobre, p. 14).
Nel 1908 a Milano, realizza qualche illustrazione pubblicitaria per la rivista del Touring, e per l'Illustrazione Italiana.
Volontario di guerra nel 1915, moriva a Verona il 17 agosto 1916, per una caduta da cavallo. Aveva studiato in Roma dal 1898 al 1904. Recò e bevve l’ardente liquore della sua fede avvenirista a Parigi e a Pietroburgo. Convinto futurista, stregato e travolto dalla sua stessa polemica, ha lasciato disegni, pitture; e inani tentativi di forme plastiche avventurosamente concepite nella continuità dello spazio. Organizzò nella capitale francese la prima esposizione del movimento da lui vagheggiato.
Dal dicembre1982 al marzo 1983, il Comune di Milano gli ordina la mostra: Boccioni a Milano, nel Palazzo Reale.
Bibliografia:
1927 - Umberto Boccioni: Opera completa, Foligno, Campitelli.
1949 - Francesco Sapori: Scultura italiana moderna,
Roma, Libreria dello Stato.
1963 - Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della Unione
Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del
Turismo, ottobre, p. 14.
1982 - Boccioni a Milano, catalogo mostra, Milano, Palazzo Reale, Gabriele Mazzotta editore, pp.
1991 - Umberto Boccioni. Collezione Winston Malbin - Disegni e Incisioni, catalogo asta, Finarte, ugano, Hotel Splendide Royal, 12 ottobre, pp.nn.
1994 - Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani, Dal neoclassico al liberty, seconda edizione, volume primo, Lodi, Il Pomerio, pp. 153/155
2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume I, A-L, Adarte, p. 96