Dopo gli studi di architettura all'Accademia di belle arti di Milano, entra a far parte dello studio paterno.
Progetta una serie di monumenti patriottici fra cui quello in memoria di
Nazario Sauro a Capodistria e cura la trasformazione dell'antica,
chiesetta di S. Pietro presso Tricesimo (UD), in tempietto in onore dei caduti
in quella località nel 1924.
Progetta sempre nel primo dopoguerra il Faro della Vittoria di Trieste, con il duplice scopo di celebrare il passaggio della città di
Trieste al regno d’Italia e di commemorare i caduti in mare nel corso
del primo conflitto mondiale, che viene inaugurato il 24 maggio 1927.
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