AUBEL MARIO (1877-1958)
Dedicò la parte migliore delle sue energie all'insegnamento e alla formazione artistica e culturale dei suoi allievi, che amava come figli. Pur coltivando attivamente la pittura, attese il pensionamento per presentarsi, in «mostre ufficiali», all'esame del pubblico e della critica. Le sue cinque esposizioni tra Laveno e Milano costituirono allo stesso tempo una esaltazione del suo temperamento modesto e del suo austero e nobile messaggio di arte. Sue opere notevoli: Chiaro di luna (1928); Sera (1928); Rada (1948); Riposo (1948); Sera (1948); Fiume (1954).
Bibliografia:
1963 - Prima mostra artisti scomparsi (1913-1963), (con ill.), a cura della Unione Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del Turismo, p. 11.
1999 - Anna Gasparotto, Mario Aubel. Pittore (Trieste 1877 - Laveno 1958, Verbania Intra, Alberti Libraio Editore, pp. 144.
2008 - Anna Gasparotto, Mario Aubel. Pittore. Artisti di Verbanus, pp. 144.