Antoldi Luigi

pittore disegnatore litografo
Mantova, 1800 - Mantova, 20 febbraio 1873

Nasce a nel 1800 a Mantova, dove muore nel Civico Ospedale, il 20 febbraio 1873.

Rinomato soprattutto come copiatore. Disegna per la litografia gli affreschi di Andrea Mantegna esistenti nel Palazzo Ducale di Mantova, ed un ritratto di Giulia Contessa Magnaguti maritata Gerardi di Pietrapiana, edita a Milano per la Litografia Corbetta.

Soggiorna a lungo a Milano, dove insegna disegno nelle regie Scuole normali, in tale periodo esegue una copia dello Sposalizio di Raffaello, a proposito della quale sulla Gazzetta di Mantova del 21 marzo 1840, il dott. Luigi Coddè scriveva: «…osservando un lavoro di un nostro concittadino, il giovine Luigi Antoldi, il quale con tutt’amore si è abbandonato all’inclinazione della pittura. In questo lavoro mi è sembrato vedere propriamente la volontà spinta dallo studio di tal modo da non lasciare alcun’ombra di dubbio sull’esito di riuscita, cosicché già fin d’ora possa la patria nostra rallegrarsi di avere nell’autore di esso un nuovo splendore. Il soggetto del componimento non è di propria invenzione, ma copia del quadro rappresentante Lo sposalizio di nostra Donna, opera del graziosissimo Raffaello, del genere di transizione dalla maniera cioè del suo maestro il Perugino alla sua propria, tirata con aumento d’espressioni e di gentilezza naturale. E parmi che con molto giudizio abbia l’Antoldi scelto un tale modello, mentre con ciò dimostra essere lui persuaso della necessità di starsene in guardia in questi nostri tempi dal lasciarci vincere dalla tendenza all’eccessivo freddo, od all’eccessivo esagerato, onde che il non cadere in niuno di questi estremi in chi si fa ad imitare opere di grazia di questo genere, palesa già d’essere padrone dell’arte, sendo tanto facile il passare dalla grazia all’affettazione. Ciascuno che avrà veduta la tavola originale in Brera potrà venire, credo, in questo mio giudizio; poiché agevolmente potrà richiamare alla mente, come appunto in quest’imitazione tutto lo spirito del maestro siavi trasfuso, avendo e nell’insieme e nelle più minute parti conservata tutta quella mirabile quiete e maestà di Paradiso, che in sì sublime soggetto si richiede, penetrato avendo l’originale concetto tanto nelle tre figure che formano il principale oggetto dell’opera, vedendo nella Vergine ed in Giuseppe ed in Simeone trasparire da ogni forma, secondo il loro carattere, una luce intellettuale e piena d’amore, amore pieno di letizia e di modestia divina; come nelle figure successorie già rilevi come tutte s’arrestino tacite, forse penetrate da quel raggio di grazia che accendeva la fortunata coppia, volgendo in mente verace amore che da lei crescere doveva ispandersi su tutto il mondo.

La freschezza di tutte le parti, la morbidezza e la vivacità de’ colori, la purità del disegno sì bene conservate, che nel guardare il lavoro dimentichi che sia imitazione, e solo che sia desta il pensiero che amore intenso dell’arte abbia condotta a perfezionamento l’opera del nostro Antoldi.

La veduta di questo lavoro fa nascere spontanei due desideri, l’uno che il giovane pittore si libri ad opera d’invenzione sua, talché si possa francamente dire ch’egli è già artista, e l’altro che si alzi tra noi un sentimento vivace d’amor patrio, e nasca tra gli amatori delle belle arti nobile gara, affinché non s’avesse a trasportare in terra straniera tale testimonianza, che prova ancora tra noi essere viva l’antica potenza d’ingegno.»

Antoldi esegue anche una copia del Cenacolo di Leonardo, quest'ultima per una chiesa diMilano.

Rientra nel 1858 a Mantova dove apre uno studio di pittura nelle sale terrene del Palazzo dell’antica Accademia di Scienze ed Arti, inizia così a dare lezioni di disegno, di ornato, di paesaggio, di figura e d’architettura civile tanto nel suo studio, quanto nelle case private.

Nel 1861, con la signora Clato Bignami, coadiuvata dai proff. Antonio Lorenzoni, Luigi Tonini, Rev. Egidio Coghi, è uno dei fondatori della Scuola Elementare femminile.

Nel 1862 viene inaugurata presso il Palazzo dell’Accademia Virgiliana la Scuola di Disegno per la Liberalità Comunale, ed all’Antoldi viene dato incarico per l’insegnamento della Figura.

All’esposizione Artistico-Industriale provinciale del settembre 1868, espone alcune copie di importanti dipinti.

Nell'Accademia di Mantova è attualmente conservata una sua copia del ritratto del conte Girolamo Murari eseguito dal Campi.

Sue incisioni sono inserite nella Raccolta delle Stampe Adalberto Sartori di Mantova,

Sito internet: www.raccoltastampesartori.it


Bibliografia:

1840 - Luigi Coddè, Belle Arti, Gazzetta di Mantova, 21 marzo, p. 1, 2;

1858 - Appendice di Varietà, Gazzetta di Mantova, 29 ottobre, p. 345;

1859 - Appendice di varietà, Gazzetta di Mantova, 8 aprile, p. 110;

1863 - Onore al merito, Gazzetta di Mantova, 21 maggio, p. 11;

1863 - Mantova 3 agosto, Gazzetta di Mantova, 4 agosto, p. 137;

1863 - Cronaca urbana, Gazzetta di Mantova, 1 settembre, p. 183;

1864 -Belle Arti, Gazzetta di Mantova, 14 maggio, p. 223;

1864 - Appendice, Gazzetta di Mantova, 29 settembre, p. 451;

1864 - Appendice, Gazzetta di Mantova, 1 ottobre, p. 455;

1867 - Intra, Notizie cittadine, Gazzetta di Mantova, 11 settembre, p. 2;

1868 - L’Esposizione Artistico-Industriale, Gazzetta di Mantova, 10 settembre, p. 3;

1945 - Comanducci, II ed., Milano, p. 18;

1965 - E. Marani - C. Perina, Mantova, Le Arti, volume III, Mantova, Istituto Carlo D’Arco, pp. 643, 665;

1970 - Comanducci, IV ed. Milano, Patuzzi Editore, p. 93;

1993 - I pittori italiani dell'ottocento, Milano, Ed. Il Quadrato, p. 21;

1995 - Zeno Davoli, La Raccolta di Stampe Angelo Davoli, Vol. Primo, Reggio Emilia, Diabasis, p. 82.

1999 - Adalberto Sartori - Arianna Sartori, Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico, volume I, A - Bona., pp. 96/98.

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