Airaghi Tomaso - Ajraghi

scultore
Campione d'Italia (CO), 2 maggio 1827 - Milano, 18 marzo 1899

TOMASO AIRAGHI (AJRAGHI)

Tomaso Airaghi (1827-1899) rinomatissimo artista scultore nato in una famiglia di antichissime origini dal sud della Svizzera già dal XII -XIV secolo, figlio del pittore Giovanni Battista Ajraghi (1803-1855) e fratello del Colonnello Cesare Ajraghi (1840-1859) medaglia d’oro al valor militare.

Tomaso Airaghi nella seconda parte dell’800 nella ricca Milano, realizzò innumerevoli opere di assoluto prestigio: la facciata della casa dell’amico Alessandro Manzoni in Piazza Belgioioso, tutti gIi straordinari decori in terracotta della “Galleria Vittorio Emanuele”, diverse facciate di case milanesi: le più conosciute in Via San Vittore e la sua residenza Milanese in Via Bramante 39.

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano è un’opera riconosciuta universalmente ma il nome di Tomaso Airaghi non fu mai sottolineato, nè si ritrova nelle descrizioni storiche; le complesse, accurate, finissime decorazioni sono tanto discrete quanto protagoniste, dal pavimento al soffitto, creano un’armonia intensa e rendono l’opera affascinante.

Tomaso Airaghi si dedicò con grande profusione di creatività ed energie alla realizzazione di statue e decori per le tombe del Cimitero Monumentale ad uso della borghesia Milanese, costruì in Via Bramante 39 un complesso di 4 corpi di fabbrica ove realizzare, la sua residenza per “i periodi Milanesi”, i laboratori di scultura, la fornace per le terrecotte e l’esposizione per i clienti.

La facciata del palazzo di Via Bramante 39 declina la straordinaria capacità decorativa ed artistica dell’Airaghi Tomaso, al piano nobile ancora resistono, dopo accurati interventi conservativi, decorazioni a soffitto di straordinario gusto realizzate con il figlio Leonardo Airaghi (1871-1900) promettente pittore prematuramente scomparso a 29 anni.

Airaghi Tomaso realizzò arredi e manufatti artistici per la decorazione degli interni: statue e arte funeraria, vasi, soprammobili, arredi da giardino, raffinati piedistalli decorativi, caminetti in terracotta.

Conosciuto anche in sud America con opere commissionate e vendute a Panama, in Argentina, in Brasile; là i suoi finissimi decori in terracotta modulari a simmetria bilaterale, che venivano prodotti nelle officine in via Bramante, furono spediti, per essere applicati sulle facciate dei palazzi dai costruttori locali seguendo il progetto originale.

Nell’eccellente panorama artistico Milanese del tardo ‘800 si frequentava con Alessandro Manzoni (1785-1873), Giuseppe Bertini (1825-1898) direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera ed anche con uno dei suoi giovani allievi: Giovanni Segantini (1858-1899) con quest’ultimo condivideva l’amore per la Svizzera, il giovane Segantini per un periodo dei suoi studi a Brera, da lui si “appoggiò” in Via Bramante 39.

Nel complesso di Via Bramante 39 si creò una frequentazione di molti artisti presenti a Milano nella seconda metà dell’800.

La famiglia Airaghi, che ad oggi non si staccò mai dal Ticino comprende figure di particolare personalità, talento artistico e civile.


Per il Cimitero Monumentale di Milano, esegue nel 1886 il sarcofago e statua d'angelo in marmo di Carrara “Il Silenzio” per la tomba della Famiglia Mangiarotti.

Sul mercato antiquario a Milano, sono comparse nel 2021 parecchie Statue in terracotta a grandezza naturale raffiguranti personaggi in costume tradizionale, firmate Airaghi Tommaso Milano.


Bibliografia:

1923 - Luigi Larghi, Guida del Cimitero Monumentale di Milano, Milano, Enrico Gualdoni, p. 69.

2003 - Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’ottocento e del primo novecento, volume I, A-L, p. 22/23

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