Vidrich - nel 1928, in seguito all’italianizzazione dei cognomi, cambia definitivamente il suo in Vidris.
Nel 1936 partecipa alla XX Biennale Internazione di Venezia con 1 disegno
Partecipa nel settembre/ottobre 1937 XV, alla Seconda Mostra del Sindacato Nazionale
Fascista Belle Arti a Napoli, Palazzina Spagnola.
Dal 1945 al 1947 collabora con il settimanale satirico “El Spin”, foglio d’informazione che viene stampato a Pola (Istria), nel periodo del governo degli alleati.
Nella primavera del 1947, per le tristi e
dolorose conseguenze del Trattato di Pace, deve abbandonare la sua città
natale come la maggior parte della popolazione, e si stabilisce a Torino,
dove viene assunto quale segretario presso la Biblioteca Provinciale.
Dal 1950 al 1956 è presente settimanalmente sul “Candido”, illustrando gli avvenimenti politici mondiali, sia con i famosi paginoni, che con molteplici vignette, che lo rendono apprezzato e noto in tutta Italia ed anche all’estero (U.S.A., Inghilterra, Portogallo, Jugoslavia), dove vengono spesso riprodotte le sue migliori vignette.
Nel 1967
espone all’Expo di Montreal (Canada). A Torino collabora attivamente con
“La Voce della Giustizia”, la “Gazzetta del Popolo”, la “Gazzetta della
Sera” e “Pasquino”; a Milano è presente spesso su “L’esule” e “Sport
Italia”, a Roma su “Difesa Adriatica” e sul “Travaso delle idee”, a
Gorizia su “L’Arena di Pola”.
Nel 1974
l’Editrice Bietti di Milano ha pubblicato il volume “Prigionieri del
cielo”, nel quale ha raccolto ben 100 cartoni rappresentanti i
“barboni”, che aveva l’abitudine di chiamare “pupoli”.
Dal 13 febbraio al 6 marzo 2013, presso le Scuderie di Palazzo Moroni a Padova si tiene la Mostra "Gigi Vidris", un artista istriano da ricordare.