Consegue la maturità all’Istituto d’Arte “P. Toschi” di Parma nel 1974.
Nel 1978 decide di interrompere gli studi di architettura al Politecnico di Milano per dedicarsi definitivamente alla pittura.
Si
iscrive all’Accademia di Brera e contemporaneamente segue lezioni di
restauro presso l’Accademia di Bologna. In quegli anni frequenta anche
l’ambiente artistico fiorentino dove incontra Pietro Annigoni, dal quale
apprende l’utilizzo dell’antica tecnica pittorica della tempera grassa.
I
primi anni del suo lavoro sono prevalentemente dedicati alla figura.
Intensa è l’attività di affreschista anche con opere a carattere sacro
realizzate in Brasile, a Jardim Silveira.
Dal
1984 risiede a Milano, dove inizia a esporre sul tema della citazione
ispirandosi alla Mademoiselle Riviére di Ingres. Alla fine degli anni
’80 inizia una ricerca sulla Sequenza dove frammenti di figure sembrano
scaturire dallo spazio limitato del dipinto. Sono quadri concepiti come
“spezzoni di una storia che lo spettatore deve ricostruire”. Negli anni
successivi, nella serie Memoria Memoriae, la tavolozza diventa
rarefatta, essenziale, con l’utilizzo del bianco e dei grigi, come in un
gioco zen di ombre. Prevale l’interesse per il paesaggio, un paesaggio
totalmente interiorizzato; esso diviene paesaggio metropolitano nella
serie Piazza Duomo.
Numerose
si susseguono le esposizioni personali: nel 1988, nel 1990, 1992 alla
Galleria Schubert, Milano; nel 1994 e 1999 al Navigliovenezia, Venezia;
nel 1995, 1996, 1998, 2001 al Naviglio, Milano; nel 2001 da Inga-Pin,
Milano. Tra le collettive, si ricordano soprattutto Emergenti alla
Galleria Forni, Bologna, nel 1999; Proposte alla Gallerie Davico,
Torino, nel 1999, e da Forni, Bologna,nel 2000, 2001, 2002; il 41°
Premio Suzzara, nel 2001. Nel 2002 ottiene il premio Donato Frisia,
Merate, con un’opera della serie memoria Memoriae.
Muore tragicamente in un incidente stradale.
Bibliografia:
2003 - Adalberto Sartori - Arianna Sartori, Artisti a
Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico, volume V, Na - Ru, Mantova, Archivio Sartori Editore, pp. 2630/2631.