Marfori Savini Filippo (1877-1952)
Iniziò i suoi studi presso l'Accademia Fiorentina di Belle Arti, avendo a Maestri Raffaello Sorbi, Arturo Calosci e il prof. Ciaranfi. Passò quindi all'Accademia di Napoli, attratto dalla fama e dalle opere di Domenico Morelli. Nel 1901 ritornò a Firenze e vi rimase fino alla sua morte. Organizzò numerose mostre personali in Italia e all'Estero: a Riga (Lettonia) nel 1929; a Portoferraio (1934-35); a Firenze (Soc. delle Belle Arti); alla Galleria Dedalo di Milano (1942); alle Gallerie Donatello e Il Cenacolo di Firenze; alla Galleria Bolzani di Milano (1946); ecc. Si dedicò al ritratto cercando sempre di far risaltare in ciascun volto, non solo il carattere, ma la somiglianza. Trattò anche la composizione, il paesaggio, la natura morta. Notevole la produzione di acqueforti e xilografie, alle quali si dedicò specialmente nel periodo del 1915 al 1927. Nel 1946 creò Firenze, nel Palazzo Acciaioli, una propria «Accademia Internazionale pittura, acquaforte e xilografia». Sue opere sono conservate nella GalIeria degli Uffizi di Firenze (Collez. Stampe moderne); nella Galleria d'arte moderna di Firenze, di Roma, di Napoli (Capodimonte); Nel Museo Iconografico di Firenze; presso altri enti pubblici e da collezionisti privati. Nel 1952 venne nominato Accademico aggregato dell'Accademia delle arti del disegno di Firenze. (1963 - Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della Unione
Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del
Turismo, ottobre, p. 29
).
Nel 1903 - 1904 illustra diversi libri per l'editore Salani di Firenze.
Nel 1908 partecipa alla LXXVIII Esposizione Internazionale di Belle
Arti, della Società Amatori e Cultori di Belle Arti in Roma, con il
dipinto: Richiamo.
È presente con l’acqueforte Paranza nel porto canale di Fano; e con le xilografie Buoi e Vecchia che prega; alla mostra La Fiorentina Primaverile, Prima Esposizione Nazionale dell’opera e del lavoro d’arte, che si tiene nel Palazzo delle Esposizioni al Parco di S. Gallo a Firenze dall’8 aprile al 31 luglio 1922.
Nel 1927 su: Gli adornatori del libro in Italia, vol. VIII, di Cesare Ratta, stampato a Bologna, vengono pubblicate sulle tavole 119: In onore di Giovanni Pascoli, xilografia, 120: Autoritratto, xilografia.
Tra le sue incisioni: Firenze Civitas Florentiae.1920 ca. - Abbeveraggio alla fontana, acquaforte e acquatinta. mm 245x315.
Nell'ottobre del 1963 figura alla Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della
Unione Internazionale Vedove d’Artisti, a Milano, Palazzo
del Turismo, con le opere: Autoritratto, Carovane di zingari, Porticciolo.
Dal 4 al 19 aprile 1964 figura alla Terza Mostra Artisti Scomparsi (nell'ultimo cinquantennio), a cura della Unione Internazionale Vedove e Familiari d’Artisti, a Piacenza, Salone del Palazzo Gotico, Piazza Cavalli, con le opere: Paese Albano, Chopin (dittico), Zinnie, Viale delle Cascine, L'Arno con ponte.
Bibliografia:
1908 - LXXVIII Esposizione Internazionale di Belle Arti, catalogo mostra, Società Amatori e Cultori di Belle Arti in Roma, p. 59.
1922 - La Fiorentina Primaverile, catalogo mostra, Firenze, aprile-luglio, p. 141.
1927 ca. - Cesare Ratta, a cura, Acquafortisti Italiani, II, tavv. 143, 144, 145.
1927 - Gli adornatori del libro in Italia, introduzione di Aldo Lusini, a cura e spese di Cesare Ratta, vol. VIII, Bologna, tavole: 119, 120.
1955 - Luigi Servolini, Dizionario Illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, Gorlich, p. 488, 490.
1963 - Prima Mostra Artisti Scomparsi (1913-1963), a cura della Unione
Internazionale Vedove d’Artisti, catalogo mostra, Milano, Palazzo del
Turismo, ottobre, p. 29.
1964 - Terza Mostra Artisti Scomparsi (nell'ultimo cinquantennio), a
cura della Unione Internazionale Vedove e Familiari d’Artisti, catalogo
mostra, Piacenza, Salone del Palazzo Gotico, Piazza Cavalli, 4-19 Aprile
1964, p.
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