Nel 1937/1938 progetta il Palazzo dell’Impero (ora Palazzo delle Esposizioni), a Vigevano, via E. Sacchetti 4, via D. Bramante, via A. Manzoni.
(rete archivi biellesi): Eugenio Giacomo Faludi nato a Budapest nel 1899 e trasferitosi in
Italia, ove si laureò in architettura nel 1929 presso l’Università di
Roma, operò a stretto contatto con le più rilevanti figure del movimento
Razionalista italiano facendo parte negli anni Trenta di entrambi i
poli attivi nel territorio.
Grazie all’attività svolta in ambito architettonico con realizzazioni di
carattere residenziale ed edilizio ed in ambito urbanistico con la
redazione di Piani Regolatori, partecipò attivamente alle stagioni del
Razionalismo Romano e Lombardo affiancando figure attualmente più note
quali Luigi Piccinato, Piero Bottoni e Giuseppe Pagano. Tra le opere di
maggior rilievo ricordiamo la Colonia Marina Montecatini a Cervia del
1938 e le trasformazioni e ripristini dei teatri Excelsior, Lirico,
Olimpia, Manzoni a Milano e del teatro Faraggiana a Novara.
Nel 1940 successivamente ad un breve soggiorno in Inghilterra, emigrò in Canada,
ove si distinse nell’attività didattica e professionale in campo
urbanistico sino alla sua morte avvenuta a Toronto nel 1981.
A Biella progettò il Cinema Impero nel 1936
(da Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 48): Figlio di Giuseppe, nacque a Budapest nel 1899. A causa del clima
politico reazionario e di persecuzione razziale il F., di origine ebrea,
si trasferì in Italia dove si laureò presso la Scuola superiore di
architettura di Roma nel 1924. Nel 1926 aderì al Gruppo urbanisti romani
(GUR); con esso partecipò a numerosi concorsi, tra i quali: per il
piano regolatore e di ampliamento di Padova (in L'Architettura italiana,
XXII [1927], 12, pp. 139 s.); per il piano regolatore di Brescia; per i
piani regolatori di San Pellegrino, Arezzo, Cagliari, Pisa, Perugia
(dal 1929 al 1930. Il F. si schierò subito, a fianco dei giovani
architetti italiani, in favore dell'architettura moderna: aderì al
Movimento italiano per l'architettura razionale (MIAR) come componente
del "gruppo misto" (Milano) e partecipò alla I Esposizione di
architettura razionale a Roma nel 1928.
In questa occasione espose numerosi progetti: un aereoporto a Roma, un
teatro popolare di 4.000 posti, una sede di giornale, una centrale
elettrica e un albergo per piloti (Cennamo, 1973). I suoi lavori furono
apprezzati anche nel suo paese d'origine in cui era considerato un
architetto d'avanguardia.
Nel momento dello scontro polemico tra tradizionalisti e moderni sul
tema dell'architettura razionale, fu presente alla II Esposizione di
architettura razionale, organizzata a Roma nell'aprile-giugno 1931 da
P.M. Bardi, con un'opera realizzata, la villa Rossi a Mestre (1929),
riportata anche, come costruzione esemplare, nel primo manuale "moderno"
per gli architetti (Griffini, Costruzione..., 1932). Negli
anni Trenta svolse la sua attività principalmente a Milano dove strinse
un sodalizio professionale con E.A. Griffini e, pur continuando a
lavorare nel campo dell'urbanistica, si dedicò alla ricerca tipologica e
al problema dell'abitazione minima, con particolare attenzione alla
sperimentazione di sistemi costruttivi rapidi ed economici, alla ricerca
di soluzioni tecniche che utilizzassero materiali autarchici e allo
studio di elementi prefabbricati per l'edilizia residenziale (E.
Faludi, Rubrica tecnica, il problema della abitazione minima e la casetta economica, in Rassegna di architettura,
IV [1932], I, pp. 31 s.). Partecipò alla V Triennale di Milano nel
1933, la prima aperta all'architettura, realizzando nel parco un gruppo
di cinque case per vacanze con Griffini e P. Bottoni; le costruzioni,
temporanee, erano studiate con criteri razionali e realizzate con
sistemi costruttivi moderni. Partecipò anche alla VI Triennale del 1936
con un teatro all'aperto a pianta emiciclica dotato di uno schermo
mobile per proiezioni cinematografiche.
Nel 1932 partecipò con Griffini e G. Manfredi al concorso Falck per
edifici a struttura d'acciaio ottenendo il secondo premio nella sezione
relativa all'applicazione delle strutture metalliche nelle ordinarie
costruzioni di abitazione cittadina; nel 1933 partecipò al concorso per
il mercato annonario di Como (Rassegna di architettura, V
[1933], 3, pp. 125-129); sempre con Griffini si aggiudicò il concorso
per la realizzazione dell'Istituto per l'infanzia a Lodi (1932-33), in
cui sono ancora presenti i temi della sperimentazione: dalle ampie
vetrate al sistema di riscaldamento a solai radianti; partecipò infine
al concorso dell'auditorio a Roma con Griffini e G. Cavaglieri. Nel 1934
a Milano curò la ristrutturazione dei teatri Excelsior, Lirico,
Olimpia, Manzoni. Sempre nel 1934 fu chiamato da G. Pagano a lavorare
all'Esposizione dell'aeronautica italiana (Milano, giugno-ottobre), a
cui parteciparono tutti gli architetti razionalisti milanesi
nell'allestimento delle varie sale in un percorso espositivo esaltante e
celebrativo: al F. fu affidata la sala "Mezzi di sicurezza e
paracadute".
In questi anni il F. lavorò alla progettazione di architetture
pubblicitarie per mostre e fiere e realizzò una serie di padiglioni
reclamistici molto interessanti in cui fece largo uso del lessico del
razionalismo internazionale: dai telai metallici alle ampie vetrate. Tra
gli altri, ricordiamo il padiglione del golf (con Pucci) al Lido di
Milano, il piccolo padiglione reclamistico della Celotex alla Fiera
campionaria di Milano, il padiglione dell'Esposizione aeronautica a Roma
(con G. Minnucci e A. Morbelli), il padiglione della Società nazionale
industria applicazioni viscosa (SNIA Viscosa) alla Fiera campionaria di
Milano del 1935 e a quella del 1936, in cui realizzò una torre vetrata
alta 35 metri, il padiglione del rayon della società Italrayon (con G.
Palanti) alla Fiera campionaria di Milano del 1935.
Del 1939 è il suo scritto Architetture (Milano). Nel 1940 il F. si trasferì in Canada dove, pur continuando i suoi studi sull'abitazione (E. G. Faludi, A study of prefabricated houses,
s. 1. 1940), lavorò alla progettazione di numerosi centri commerciali.
In Canada svolse una intensa attività nel campo dell'urbanistica e della
pianificazione territoriale, elaborando, tra l'altro, il piano
regolatore generale per Toronto e successivamente per Peterborough,
Stratford, Etobicoke, Terrace Bay, Windsor e Hamilton (in Canadian Builder, VI [1956], 12, p. 27; Journal of the Royal Architectural Institut of Canada, XXIII [1946], II, pp. 279-292). A questo proposito si ricordano alcune pubblicazioni del F.: The township of Niagara area plan, Toronto 1959; A fifteen year programme for the urban renewal of the city of Windsor and its metropolitan area, Toronto 1960; Urbanization: urban planning and renewal in Canada, Washington 1960; Rebuilding a city: the urban renewal of Greater Sault Ste. Marie, Toronto 1961; The future of Timmins: an urban renewal study, Toronto 1967.
II F. morì a Toronto nel 1981.