D'Arco Carlo

disegnatore pittore
Mantova 8 settembre 1799 - Mantova 26 gennaio 1872

Figlio del conte Francesco, egregio scrittore di scienze economiche, e della contessa Amalia Sanvitale di Parma, trasferitisi a Mantova per una eredità, Carlo D’Arco nasce a Mantova l’8 settembre 1799.

Appena sedicenne scrive una “Memoria sull’arte d’incidere”, tecnica che apprende dal sacerdote mantovano Giambattista Barosi.

Trascorre quasi tutta la vita a Mantova, tranne il breve periodo dal 1816 al 1823, quando la famiglia si trasferisce a Milano a causa degli impegni del padre che viene eletto presso la Congregazione Centrale per la Lombardia.

Sono gli anni in cui Carlo, pur se avviato allo studio della filosofia, dimostra particolare attitudine al disegno tanto da decidere di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera. Vi segue i corsi di Luigi Sabatelli ed instaura rapporti d’amicizia con il prof. Carlo Arienti e con il prof. Agostino Comerio.

Tornato a Mantova studia le opere del Mantegna e di Giulio Romano, ma nel 1824, attratto dalla possibilità di studiare i massimi maestri dell’arte, si trasferisce a Roma, dove resta per due anni. A Roma il D’Arco frequenta lo studio del prof. Tommaso Minardi, il più importante disegnatore di quegli anni. Nella grande città urbinate dimostra la sua natura di appassionato ricercatore storico, approfondendo così le conoscenze di Giulio Romano, e applicandosi al disegno quale fine paesaggista.

Tornato a Mantova, nel 1826 espone il quadro Alessandro Magno all’Accademia Virgiliana. (Luigi Cochetti, il 20 novembre dello stesso anno da Roma gli scriveva: “Per far buon uso del tempo studia le belle cose che sono in Mantova, che sicuramente non sono scarse le belle pitture di Giulio”).

Esegue anche altri quadri tra i quali La morte di Germanico, Mantegna (che offre il disegno della Chiesa della Vittoria a Francesco e Isabella Gonzaga), e Cecilia Quedeneck, opere che dimostrano le sue alte qualità nel disegno ma anche la propria fragilità nella stesura dei colori.

Consapevole di questa carenza, decide di dedicarsi esclusivamente alla ricerca storica e al disegno.

Durante la vita scrive e pubblica importanti opere di storia locale spesso illustrate da incisioni ricavate dai suoi disegni.

Nel 1827, presso la Tipografia Virgiliana di Luigi Caranenti pubblica in 12 dispense “Monumenti di Pittura e Scultura trascelti in Mantova o nel suo territorio”, opera per la quale ha preparato anche i disegni per le ventiquattro tavole poi incise da Luigi Bustaffa ed altri.

Quale appendice ai “Monumenti Mantovani…” dà alle stampe, nel 1832, l’opera per la quale è anche editore assieme ai Fratelli Negretti “Dipinti nuovamente scoperti d’invenzione di Giulio Romano”, anche per quest’opera prepara i sei disegni che vengono tradotti in incisione da Lanfranco Puzzi e Giuseppe Bignami.

Nel 1829, per l’opera “Raccolta di cento ritratti rappresentanti illustri mantovani”, ed edita a spese degli editori Carlo D’Arco e Fratelli Negretti, su disegni di Carlo D’Arco, vengono incisi all’acquatinta 56 ritratti da Lanfranco Puzzi, (tranne uno che è firmato dal Bignami), i rimanenti disegni del D’Arco non vengono tradotti in incisione.

Per i tre volumi dell’opera di Giovanni Labus “Museo della Reale Accademia di Mantova”, edita dallo stesso Carlo D’Arco e dai F.lli Negretti, a Mantova nel 1837, prepara i 164 disegni per le belle tavole incise all’acquatinta da Lanzoni, Puzzi ed altri.

Nel 1838 dà alle stampe, presso i Fratelli Negretti editori in Mantova, la sua importante “Storia della vita e delle opere di Giulio Pippi Romano”, illustrata con numerose tavole, delle quali diciassette realizzate su suoi disegni; quest’opera porta Carlo D’Arco d’un balzo alla notorietà non solo a livello locale e gli procura ambiti riconoscimenti. Nella prefazione della stessa si legge: “…Nel darmi allo studio della pittura, ben per tempo mi corse al pensiero di unire le sparse notizie delle molte opere di quel valente, discuterne l’autenticità, indagarne il tempo e le circostanze, darne un cenno di descrizione, discorrerne i pregi e le mende. Il quale giovanile proposito fu confermato e agevolato dal soggiorno che m’ebbi in Roma dove Giulio condusse la prima metà della sua vita, e dove diede i primi saggi alla scuola dell’Urbinate…”.

In Italia ben diciannove Accademie oltre a quella di Mantova si fregiano del suo nome.

Prepara i disegni per le 59 tavole che vanno ad illustrare i suoi due volumi “Delle Arti e degli artefici di Mantova - Notizie raccolte ed illustrate con disegni e documenti da Carlo D’Arco, editi a Mantova dalla tipografia Giovanni Agazzi nel 1857 (vol. I), e dalla tipografia Francesco Benvenuti nel 1859 (vol. II).

Muore a Mantova la sera del 26 gennaio 1872 alle ore 18.30.

Lascia al Comune di Mantova la sua importante biblioteca, di oltre settemila volumi, e anche tutto il vasto materiale storico che comprende anche quello del Visi e del Volta.

Nel dicembre 1972-gennaio 1973, l’Ente Manifestazioni Mantovane, a cura di Mario Di Giampaolo, ordina la Mostra “Carlo D’Arco disegnatore”, nella Loggia di Giulio Romano a Mantova, dove sono esposti una trentina di disegni.

Nel 1999, a cura di Mario Di Giampaolo, presso la Galleria Bedoli di Viadana, con la collaborazione del Comune di Viadana, viene aperta dal 3 ottobre al 10 novembre la Mostra “Florilegio d’Arte - Pezzi scelti dal Museo di Palazzo D’Arco in Mantova”, per l’occasione vengono esposti anche disegni di Carlo D’Arco.

Il Museo di Palazzo D’Arco in Mantova conserva oltre cinquecento disegni di Carlo D’arco oltre a numerosi altri a lui attribuiti.

Bibliografia:

1838 - Luigi Preti, Delle opere eseguite nella R. Città di Mantova, ivi, Caranenti, p. 47;

1872 - Gazzetta di Mantova, n. 23, del 27 gennaio, pag. 1;

1874 - Willelmo Braghirolli, Il conte Carlo D’Arco. Memoria biografica, in Atti e Memorie della R. Accademia Virgiliana di Mantova, biennio 1871-1872, Mantova, pp. 182/219;

1952 - Carlo Savoia, Il Conte Carlo D’Arco, Gazzetta di Mantova, 20 aprile, p. 3;

1963 - Emilio Faccioli, a cura di, Mantova - Le Lettere, vol. III, Mantova, Istituto Carlo D’Arco, pp. 290/293;

1972 - Mario Di Giampaolo, a cura di, Carlo D’Arco disegnatore, catalogo mostra, Mantova, E.M.M.;

1992 - Ugo Bazzotti, a cura di, Indizi di castigato disegno, di vivaci colori. Gli affreschi trecenteschi della Cappella Bonacolsi, Mantova; Daniela Ferrari, I disegni della Cappella Bonacolsi…, catalogo mostra, Mantova, Palazzo Te;

1999 - Mario Di Giampaolo, a cura di, Carlo D’Arco disegni, in: Florilegio d’arte, pezzi scelti dal Museo di Palazzo D’Arco, Edizioni Comune di Viadana, pp. 93/105;

2000 - Gianluigi Arcari, La serie di Mantovani illustri disegnati da Carlo D’Arco e incisi da Lanfranco Puzzi, (in corso di pubblicazione negli Atti del Convegno su Carlo D’Arco).