Costantino Costantini a soli 17 anni
ereditò dal padre, capomastro, la
piccola impresa edile di famiglia e
in cantiere apprese i primi rudimenti
dell'arte edificatoria. Riuscì
comunque a conseguire il diploma per
l'insegnamento del disegno
all'Istituto di belle arti di Ancona
nel 1879 e nel 1894 si laureò in
Matematica e Geometria all'Università
di Bologna. Collaborò con alcune tra
le più importanti riviste di arte e
storia del tempo e nel 1935-1936
scrisse uno studio approfondito sul
duomo di Osimo. Insegnò nella locale
scuola tecnica per oltre quaranta
anni e fu membro della commissione
edilizia comunale. Nel 1927 gli fu
conferito il titolo di architetto per
l'intensa attività professionale
svolta e poco dopo aprì una fornace
di terracotta dove realizzava
direttamente gli elementi decorativi
necessari ai suoi progetti,
caratterizzati dall'uso del mattone.
Osimo accoglie la maggior parte delle
sue opere: dall'architettura agli
interventi urbanistici, dai restauri
agli apparati decorativi. Fu l'autore del mattatoio (1881), dell'ospedale (1897-1937), del
loggiato del foro Boario (1886), della torre dell'acquedotto (1883),
dell'ospizio Grimani Buttari (1886), del famoso santuario della Beata
Vergine Addolorata di Campocavallo (1894-1912) e dell'ingresso alle
scuderie del palazzo vescovile (1900). Eseguì anche interventi di
ristrutturazione urbana attraverso il risanamento del quartiere degli
Ortacci e Cassero (1886-1914), la rettifica della via del corso ed il
piano di espansione urbana a sud-est della città.