Otello Bertazzolo (Venezia 1906 - Ivi 1975) allievo di De Lotto partecipa come pittore fin da giovanissimo alla mostre dell’Opera Bevilacqua La Masa. Espone per otto volte a La Biennale d’Arte di Venezia. Le sue sculture sono New York, Roma, Zurigo, Venezia.
Paolo Rizzi scrisse. “la sua attività di scultore è sempre stata intensa, anche per commissioni pubbliche. Nella sola Venezia sue sculture monumentali si trovano nelle chiese di San Zaccaria, Santa Maria del Giglio, Tolentini, Carmini, Santa Agnese. (...) Eccellente ritrattista (è suo il busto di Wolf Ferrari alla Fenice) ha prodotto, tra le cose sue più riuscite, alcuni bassorilievi e medaglioni in stiacciato donatelliano. Non di rado ha esposto anche disegni, d’un nervoso segno secentesco; e si dedicava talvolta anche alla pittura. La sua scomparsa è un lutto per l’ambiente artistico veneziano”.
Nel 1909 figura alla Biennale di Venezia, con 1 scultura.
Nel 1912 figura alla Biennale di Venezia, con 1 incisione.
Nel 1920 figura alla Biennale di Venezia, con 1 incisione.
Nel 1922 figura alla Biennale di Venezia, con 1 incisione.
Nel 1924 figura alla Biennale di Venezia, con 1 incisione.
Nel 1926 figura alla Biennale di Venezia, con 1 scultura.
Nel 1927 figura alla XVIII^ Esposizione di "Ca' Pesaro" a Venezia.
Nel 1930 figura alla Biennale di Venezia, con 1 incisione.
Nel 1942 figura alla Biennale di Venezia, con 1 scultura.
Nel 1948 figura alla Biennale di Venezia, con 2 sculture.
Nel 1950 figura alla Biennale di Venezia, con 1 scultura.
Nel 1952 figura alla Biennale di Venezia, con 5 incisioni.
Bibliografia:
1927 - U, N., Cronache Veneziane: La XVIII^ "Ca' Pesaro" al Lido, Bergamo, Emporium, n. 392, agosto, pp. 117/122.
1996 - La Biennale di Venezia. Le Esposizioni Internazionali d’Arte 1895-1965, Milano, Electa, Venezia, Biennale, p. 318